Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
Donda87 ha scritto:(...) La mia descrizione è la seguente:
“partito semitrinciato (...)
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Donda87 ha scritto:(...) La mia descrizione è la seguente:
“partito semitrinciato (...)
...perchè "semitrinciato"?
Nella seconda parte dello disegno che qui proponi, si distingue nettissimo un trinciato puro e semplice.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:Continuando quanto finora detto, del capo, prima di "colì e colera", potremmo dire anzitutto che è attraversante.
Anche se nel disegno proposto dal sito la croce è leggermente diversa da quella che ci si aspetterebbe di vedere, con le tre traverse sovrapposte digradanti in lunghezza verso l'alto.
adj ha scritto:Antonio Pompili ha scritto:Continuando quanto finora detto, del capo, prima di "colì e colera", potremmo dire anzitutto che è attraversante.
Anche se nel disegno proposto dal sito la croce è leggermente diversa da quella che ci si aspetterebbe di vedere, con le tre traverse sovrapposte digradanti in lunghezza verso l'alto.
Ho un paio di dubbi:
1) Perché occorre dire che il capo è attraversante?
Perchè il capo "attraversa" sia il 1° che il 2° quarto, o meglio la linea di partizione e, quindi, l'intero partito. Se non fornissimo questa specificazione, nella successione del blasone potrebbe anche sembrare che il capo sia pezza che completa solo il 2° quarto.
2) La croce del disegno cui rimanda il link mi pare avere le tre traverse digradanti non verso l'alto, ma dal centro agli estremi (sia in alto che in basso).
Sembrerebbe proprio così. Evidentemente, caro adj, hai quotato quanto avevo scritto un attimo prima che apportassi le correzioni che ho creduto necessarie perchè la mia affermazione poteva risultare ambigua. A proposito della nostra croce, quindi - sempre se volessimo descrivere con esattezza quello che vediamo - potremmo blasonare:
croce trifogliata d'argento a tre traverse, quella centrale più lunga.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Donda87 ha scritto:Lo stemma della contea principesca di Gorizia (primo riferimento 1127), da cui l'arcivescovado ne ha preso il trinciato lo indica chiaramente come lampassato. Giusto per chiarezza: d'azzurro al leone rampante d'oro e lampassato di rosso è proprio dei Conti di Lurn e Pusteria (governatori di Gorizia dal XI-XII sec.) che quando divennero Avvocati della Chiesa di Aquileia nel 1240 e ottennero 6 cittadine nel ducato del Friuli bipartirono lo stemma con le 6 sbarre alternate di rosso e argento per differenziarsi da altre famiglie tedesche che portavano stemma identico.
Questo l'avevi già detto l'altro giorno, e ben per questo mi chiedevo da dove saltassero fuori le sbarre: da dove le ha prese il primo conte Lurn divenuto avvocato del Patriarcato? Non credo che se le sia inventate ex nihilo solo per distinguersi da altre casate leontofore
Ma è possibile che un'istituzione del genere abbia più versioni del proprio stemma? Ci sono altri esempi di questo "fenomeno"? Tra l'altro è istituzione relativamente recente ('700) rispetto ad altre...dovrebbe esserci un documento che ne attesti un primo uso...
Il 700 è in effetti un'epoca tarda per avere più versioni 'libere', oppure ce ne sono infinite a livello etico, ma una di base e di riferimento emico avrebbe dovuto esserci. Strano che non si trovi. Spreti l'hai guardato?
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