anche questo non ha alcun senso.
Il senso di ciò che intendo dire è che :
Le opere di bene possono avere un riconoscimento onorifico qualora la loro rilevanza non sia l'obolo domenicale ma di concreta consistenza per le quali si può anche rifiutare un riconoscimento ufficiale. Quindi il "turlupinato" se ha esborsato una grossa cifra non deve farsi scrupolo di raccontare il fatto .Cosa che al contrario, se si tratta di 2/300 euro , è meglio tacere.(almeno sul sito per un fatto di dignità).
Lei scrive cose che ritengo per nulla condivisibili. Le onorificenze pontificie si meritano, non si negoziano in base all'entità dell'obolo. Un merito verso la Santa Sede si può acquisire in varie maniere, non necessariamente elargendo denaro.
Inoltre, quando Lei scrive il "turlupinato" se ha esborsato una grossa cifra non deve farsi scrupolo di raccontare il fatto. Cosa che al contrario, se si tratta di 2/300 euro, è meglio tacere.(almeno sul sito per un fatto di dignità), intende forse dire che riferendo il tutto alla Segreteria di Stato potrebbe essere sanato il torto subito? La Santa Sede non deve "togliere le castagne dal fuoco" ai truffatori: penso che su questo Lei, uomo di fede e che ben conosce quanto avviene oltre Tevere, possa convenire.
La Segreteria di Stato deve essere edotta di queste frodi
Questa affermazione ha un senso qualora il reato fosse stato commesso da un dipendente che avesse manipolato diplomi originali. La Santa Sede non inoltrerà certamente denuncia contro ignoti per uno scritto di fantasia neanche lontanamente somigliante ad un'originale.
Non mi è chiaro il Suo dubbio sul perfezionamento di conferimenti.
Nessuno ha mai detto che la Segreteria di Stato debba sporgere denuncia: ci penseranno già i truffati.

