Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 luglio 2010, 13:17

Zaccheo ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Tilius ha scritto:Ingrandendo le immagini, lo scaccato delle aquile pare essere proprio d'oro

Infatti i Conti romani ebbero aquile nell'ex bicromia imperiale nero-oro, in linea con la storia della famiglia.

Sarebbe molto interessante poter conoscere in modo documentato la genesi simbolica dello stemma dei Conti di Segni.

Premessa: gli stemmi sono documenti di per sè stessi, basta saperli leggere.
Gli studi sulle cromie araldiche non sono una novità dei nostri tempi.
Sviluppi contemporanei di notevole spessore (dal Pastoreau [che ne scrive anche nel volume dall'emblematico titolo Blu Rosso & Oro] al Cignoni) forniscono utili e fondate chiavi per leggere le evoluzioni delle cromie araldiche in funzione della storia dei titolari degli stemmi.


fra' Eusanio da Ocre ha scritto:(...) Nessuno di questi tre (a dire il vero non ho trovato collegamenti nemmeno per gli altri) ebbe però a che fare direttamente con Cesena... [hmm.gif]

Infatti essi risultano ignoti a una raccolta edita di recente sulla cronotassi vescovile cesenate.

Di quale pubblicazione si tratta? L'unico libro di nostra conoscenza sull'argomento è quello realizzato nel 2007 da Edoardo Turci e Giulio Zamagni ed intitolato I Vescovi di Cesena e i loro Stemmi dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio. In esso, come è evidente, non vengono trattati stemmi anteriori alla metà del secolo XVI, come quelli proposti in questa discussione.

Ferrante M.L.

Premessa: il vecchio frate sarebbe tentato di dire che i libri sono come gli stemmi.
Il libro di nostra comune conoscenza ha per titolo I vescovi di Cesena e i loro stemmi, e per sottotitolo Dalla Riforma Tridentina all'inizio del Terzo Millennio.
Ivi, alle pp. 17÷20, è riportata la cronotassi dei vescovi di Cesena da Natale (prima del 603) a Antonio Lanfranchi (3.12.2003, in carica al momento della stampa).
Sempre ivi, alle pp. 21÷114, è lo stemmario dei vescovi susseguitisi dalla Riforma a oggi, preceduti da quello del Capitolo, e seguiti dagli altri di alcuni vicari capitolari, e dei papi cesenati.
Salvo refusi (sempre teoricamente possibili) il cognome Conti è assente sia dalla prima, che dal secondo.
E con Tilius non si stava a parlare di stemmi Conti.
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda FML » lunedì 12 luglio 2010, 16:11

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Zaccheo ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Tilius ha scritto:Ingrandendo le immagini, lo scaccato delle aquile pare essere proprio d'oro

Infatti i Conti romani ebbero aquile nell'ex bicromia imperiale nero-oro, in linea con la storia della famiglia.

Sarebbe molto interessante poter conoscere in modo documentato la genesi simbolica dello stemma dei Conti di Segni.

Premessa: gli stemmi sono documenti di per sè stessi, basta saperli leggere.
Gli studi sulle cromie araldiche non sono una novità dei nostri tempi.
Sviluppi contemporanei di notevole spessore (dal Pastoreau [che ne scrive anche nel volume dall'emblematico titolo Blu Rosso & Oro] al Cignoni) forniscono utili e fondate chiavi per leggere le evoluzioni delle cromie araldiche in funzione della storia dei titolari degli stemmi.


Gli stemmi sono documenti oggettivamente leggibili (altrimenti l'araldica non sarebbe una scienza). La simbologia desiderata dai rispettivi titolari, quando non esplicita, lo è purtroppo meno.
In assenza di prove documentarie inoppugnabili, quindi, sarebbe corretto enunciare ogni sensata ipotesi di interpretazione simbolica di un'arma affermando con chiarezza che di congettura si tratta e non di verità. Non dimentichiamo che nel passato, soprattutto tra i secoli XVII e XVIII, a furia di commentare il significato delle figure e delle cromie araldiche si sono generate storielle fantasiose, prive di attendibilità e perfino nocive per la serietà della stessa disciplina. Tornando alla famiglia Conti, infine, non esiste prova tangibile alcuna che relazioni la bicromia di oro e di nero dell'aquila con l'insegna imperiale. Nulla di storico anche per quanto concerne una possibile derivazione della famiglia di papa Innocenzo III dai Conti (imperiali?) di Tuscolo, nonchè sull'evoluzione dell'arma.

Ferrante M.L.
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda FML » giovedì 16 settembre 2010, 20:15

Gentili colleghi,
credo sia utile poter tornate dopo un poco di tempo all'interessante dibattito proposto da Luca relativamente ai tre esemplari di stemmi ecclesiastici ubicati nella Rocca dei Malatesta di Cesena.
Pochissimi i dubbi in merito alla loro attribuzione familiare: arma dei nobili Conti di Roma quella vescovile posta al centro e insegna araldica partita Conti-di Capua quella presente nei due scudi timbrati dal galero.
Anche la loro datazione sembra trovarci piuttosto concordi: fine XV secolo o primi anni del successivo. Attribuzione e collocazione temporale che ne fanno tre manufatti rari.

dpascale ha scritto:Bisognerebbe sapere [...] a che epoca risale la parentela tra i Conti e i Capuani (che quello fotografato sia il loro stemma mi pare abbastanza indubitabile)... ;)

La famiglia Conti con quella di Capua (o dei Capuani) si imparentò certamente intorno alla metà del '400 quando Francesco di Capua (+ 1488), conte di Altavilla, signore di Ricca, Pago e Cannavena, sposò Elisabetta Conti (dai due nacquero vari figli tra cui il futoro vescovo di Otranto Fabrizio di Capua) *. Non conosco altre relazioni di parentela tra i due celebri casati, ma non l'escludo.

Ferrante M.L.

* GENEALOGIE DELLE FAMIGLIE NOBILI ITALIANE, copyright, proprietà intellettuale e realizzazione di Davide Shamà, 2003-2010
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda bardo » venerdì 17 settembre 2010, 0:09

Ringrazio il caro Ferrante per aver riesumato dall'oblio del forum questa mia discussione. ;)
Se non sbaglio, è uso, dovendo avvicinare due armi di diversa famiglia, porre l'arma del marito alla destra araldica e quella della moglie alla sinistra; vige la medesima regola anche per quanto riguarda le partizioni paterna e materna all'interno di una stessa arma?
Chiedo questo per inquadrare quale linea genealogica seguire alla ricerca del nostro prelato.

Molto interessanti le notizie sul vescovo Fabrizio di Capua. Ringrazio per qualunque informazione circa la genealogia di queste due famiglie e gli eventuali punti di contatto tra esse, non potendo io accedervi direttamente.

un saluto ;)

Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
Avatar utente
bardo
 
Messaggi: 1513
Iscritto il: martedì 23 marzo 2010, 1:45
Località: Rimini

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda FML » venerdì 17 settembre 2010, 7:47

bardo ha scritto:Se non sbaglio, è uso, dovendo avvicinare due armi di diversa famiglia, porre l'arma del marito alla destra araldica e quella della moglie alla sinistra; vige la medesima regola anche per quanto riguarda le partizioni paterna e materna all'interno di una stessa arma?

Sì, anche se in entrambi i casi più che di "regola" è doveroso parlare di consuetudine che, per quanto affermata sin dalle origini, resta una pratica assolutamente libera. Esistono, infatti, vari esempi in cui stemmi di alleanza matrimoniale o di discendenza vedono l'insegna femminile nelle partizioni solitamente deputate a quella maschile.
Nel caso delle nostre armi partite, poi, la collocazione delle relative insegne araldiche nel primo e nel secondo campo potrebbe addirittura essere stata dettata da altre questioni come, ad esempio, la riconoscenza nei confronti di un prelato parente o tutore. Usanza frequente in ambito ecclesiastico.

Ferrante M.L.
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda Andrea Conti » domenica 19 settembre 2010, 9:01

Gent.mi Signori, sono stato chiamato in causa dall’Amico carissimo Ferrante Mancini Lucidi:
a quanto mi consta, non esiste altro legame di parentela fra la famiglia Conti ed i Capuani che quello instaurato grazie al matrimonio fra Elisabetta e Francesco di Capua, settimo conte di Altavilla.
La Elisabetta in questione dovrebbe essere la figlia di Antonio Conti (di Giacomo, di Grato, del ramo dei Conti di Valmontone) e di Caterina Orsini, e dunque sorella di quella Giovanna – Bardo dice chiamarsi Maria, ma a me risulta invece un altro nome – che aveva sposato Giulio Colonna.
In realtà non sono sicuro che la Elisabetta che sposò Francesco di Capua sia proprio questa Elisabetta: nella genealogia in mio possesso, altre Elisabette in quegli anni non ce ne sono, ma allo stesso tempo la cronologia non mi convince …
Non so quando fu contratto il matrimonio fra Elisabetta Conti e Francesco di Capua, comunque se il secondogenito della coppia, Bartolomeo, che fu poi il nono conte di Altavilla, potè a sua volta sposarsi nel 1473, se ne può dedurre che il matrimonio dei genitori sia avvenuto almeno una ventina di anni prima …

Veniamo ora al vescovo Girolamo:

Girolamo era figlio di Giovanni Conti (di Alto, di Ildebrandino, anch’essi del ramo di Valmontone – Giovanni, padre del Nostro, era cugino primo di Antonio, padre di Elisabetta ricordata poc’anzi, in quanto Alto era fratello di Grato – nonché del cardinale Lucido, di Sagace e forse – forse ! – del poeta Giusto).
Fu protonotario apostolico e successivamente, dal 10 settembre 1483, vescovo di Massa Marittima; redasse testamento il 24 settembre 1501 e morì, si crede, poco dopo. Ebbe una figlia illegittima, Paola, di cui non so dire cosa sia avvenuto.
Ultima modifica di Andrea Conti il domenica 19 settembre 2010, 9:40, modificato 2 volte in totale.
__________________
FULGOR NON TERRET
Avatar utente
Andrea Conti
 
Messaggi: 187
Iscritto il: sabato 13 maggio 2006, 21:00
Località: Siena

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda Andrea Conti » domenica 19 settembre 2010, 9:13

bardo ha scritto:Dunque:
- Giovanni Battista Conti e Ginevra Pico della Mirandola ... ebbero un'unica figlia, Costanza, che nel 1514 sposò Lorenzo Salviati ... dalla loro unione nacque il cardinale Antonio Maria Salviati.

Bardo voglia scusarmi se mi permetto di correggere questa affermazione: Giovanni Battista Conti, fratello del vescovo Girolamo, contrasse sì matrimonio con Ginevra Pico della Mirandola, ma non ebbe una sola figlia, bensì cinque: un altro Girolamo, che fu abate commendatario di S. Andrea e S.Gregorio al Celio, la detta Costanza, che fu maritata in casa Salviati, Bernardina, che fu monaca in San Lorenzo in Panisperna, Caterina, che sposò Giovanni Conti, e Girolama.

bardo ha scritto:Dunque:
- per Pietro Paolo Conti e Giulia Sforza, figlia di Guido e Francesca Farnese (figlia di Angelo e Costanza Malatesta), non ho trovato discendenza, ma approndirò.

Questa coppia ebbe un'unica figlia, Maria, di cui purtroppo non si sa nulla.

bardo ha scritto:Solo per completezza: Giovanni Battista Conti fu sposo anche di Livia Colonna, figlia di Giulio e Maria Conti (figlia di Antonio e di Caterina Orsini). Dalla loro unione nacque Fulvia, che andò sposa a Mario Sforza.

Qui mi permetto di segnalare un piccolo equivoco: il Giovanni Battista che sposò in seconde nozze Livia Colonna (La prima moglie fu Beatrice Caetani) non è il fratello del vescovo Girolamo, ma il figlio di suo cugino: dunque: Alto, da cui due figli: 1) Giovanni, padre di Girolamo, vescovo di Massa M.ma e di Giovanni Battista sposo di Ginevra Pico; e 2) Bruno; da Bruno, vari figli, fra cui Mariano, padre di Giovanni Battista sposo di Livia Colonna.
Cordialmente,

Andrea Conti
__________________
FULGOR NON TERRET
Avatar utente
Andrea Conti
 
Messaggi: 187
Iscritto il: sabato 13 maggio 2006, 21:00
Località: Siena

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda bardo » lunedì 20 settembre 2010, 23:26

Ringrazio il gentile Andrea Conti per le più che opportune correzioni ed integrazioni. ;)

un saluto ;)

Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
Avatar utente
bardo
 
Messaggi: 1513
Iscritto il: martedì 23 marzo 2010, 1:45
Località: Rimini

Re: Stemmi ecclesiastici nella Rocca Malatestiana di Cesena

Messaggioda FML » martedì 21 settembre 2010, 10:38

Ringrazio anche io il carissimo Prof. Andrea Conti per le importanti notizie genealogiche sulla famiglia Conti che ci ha autorevolmente fornito. Dalle precedenti analisi storico-araldiche dibattute e da questi ultimi preziosi elementi biografici espressi...

Andrea Conti ha scritto:a quanto mi consta, non esiste altro legame di parentela fra la famiglia Conti ed i Capuani che quello instaurato grazie al matrimonio fra Elisabetta e Francesco di Capua, settimo conte di Altavilla.
La Elisabetta in questione dovrebbe essere la figlia di Antonio Conti (di Giacomo, di Grato, del ramo dei Conti di Valmontone) e di Caterina Orsini

...si rafforza a mio avviso l'ipotesi che i due stemmi ecclesiastici timbrati dal galero prelatizio rinvenuti nella Rocca Malatestiana di Cesena possano essere attribuiti a Fabrizio di Capua (prima, ovviamente, che questi fosse eletto vescovo).
Per quanto concerne invece l'arma timbrata dalla mitra che campeggia al centro dei precedenti manufatti, tra le possibilità più concrete vi è certamente quella che si tratti dell'insegna del vescovo Girolamo Conti che con Cesena ebbe relazioni politiche, oppure di quella relativa ai presuli Lucido (prima che fosse creato cardinale) o Sagace Conti.

Andrea Conti ha scritto:Girolamo era figlio di Giovanni Conti (di Alto, di Ildebrandino, anch’essi del ramo di Valmontone – Giovanni, padre del Nostro, era cugino primo di Antonio, padre di Elisabetta ricordata poc’anzi, in quanto Alto era fratello di Grato – nonché del cardinale Lucido, di Sagace e forse – forse ! – del poeta Giusto).

Ferrante M.L.
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Precedente

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti