Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Tilius » venerdì 20 agosto 2010, 13:32

Difficile a dirsi. Almeno son figure (e quindi ha almeno senso il parlare del "non volgere le spalle", motivo per cui si può fare un qualche discorso sensatamente riferito alla "cortesia") epperò non sono stemmi di famiglie differenti, ma la stessa medesima entità ripetuta più volte.
Molto in bilico, come casistica.
Lo stemma Gonzaga, poi, é attestato in TUTTE le varianti possibili e immaginabili, "cortesi" o "scortesi" che siano: tutte le aquile volte alla dx araldica, tutte volte a sx, tutte volte al centro, tutte volte all'esterno. Manca solo la variante "randomica", con le aquile volte casualmente (e non mi stupirei di incontrare un esempio in tal senso ideato da un qualche estroso artista barocco: in fondo ho visto aquile e leoni uscire dagli stemmi di papi, cardinali e principi per mettersi a giocare, quali vezzosi animali da compagnia, con graziosi puttini...).

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Poi, se si assume la convenzione di classificare come "cortesia araldica" tutte le simmetrie derivate da alterazione degli stemmi originali, a prescindere che essa coinvolga figure di animali o altro, o dal fatto che riguardi stemmi di famiglie diverse... [ops.gif]

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Tilius » venerdì 20 agosto 2010, 13:56

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Se il 4° di tale inquartato riporta il medesimo stemma, ma "diritto e normale", allora siamo di fronte ad un esempio della cosiddetta "cortesia araldica" o di "rivolto alla tedesca".

Due modi diversi per dire che la coppia di stemmi ivi raffigurata, e riportante figure asimmetriche, le mostra in apparente specularità: nel senso che la figura posta nel quarto più a destra è girata specularmente rispetto all'altra, che viene effigiata "normale".

Si dice "alla tedesca" perchè trattasi di metodologia estetica particolarmente frequente in area germanica.

Bene :D vale



L'ottimo Frate é sempre miniera di gemme preziose. Una dicitura germanofona ("rivolto alla tedesca") che non faccia menzione del concetto di "cortesia" é applicabile indifferentemente alle simmetrie meramente estetiche quanto a quelle realmente di cortesia. Et voilà, problema risolto. [thumb_yello.gif]
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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda bardo » venerdì 20 agosto 2010, 14:05

[thumb_yello.gif]

saluti ;)

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda FML » venerdì 20 agosto 2010, 15:26

Tilius ha scritto:[...] Una dicitura germanofona ("rivolto alla tedesca") che non faccia menzione del concetto di "cortesia" é applicabile indifferentemente alle simmetrie meramente estetiche quanto a quelle realmente di cortesia.

Gentilissimo Tilius,
in area teutonica una figura si "rivolta alla tedesca" per esigenze di "cortesia araldica". Le due cose, dunque, si equivalgono nella sostanza. Come tu stesso osservavi precedentemente, invece, bisognerebbe distinguere in sede blasonica i casi di cortesia (che sovente coinvolgono stemmi "alleati" tra loro in vario modo) da quelli in cui figure e pezze (per non parlare degli stessi scudi) si rivoltano per ragioni di sola specularità geometrica (come nel caso cesenate oggetto di questo dibattito).

Grazie per la precedente risposta! :)

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 21 agosto 2010, 22:21

Mi sembra che questo piacevole scambio abbia chiarito bene cosa si intenda con il termine cortesia. Anche se vorrei precisare che la parola è parte della locuzione per cortesia.
Vorrei solo offrire una correzione a quanto affermato ultimamente:
Zaccheo ha scritto:in area teutonica una figura si "rivolta alla tedesca" per esigenze di "cortesia araldica". Le due cose, dunque, si equivalgono nella sostanza. Come tu stesso osservavi precedentemente, invece, bisognerebbe distinguere in sede blasonica i casi di cortesia (che sovente coinvolgono stemmi "alleati" tra loro in vario modo) da quelli in cui figure e pezze (per non parlare degli stessi scudi) si rivoltano per ragioni di sola specularità geometrica (come nel caso cesenate oggetto di questo dibattito).

Infatti, in sede blasonica, con la nostra locuzione indicheremo in un inquartato - come già correttamente osservato - figure che in un dato quarto sono rivolte rispetto al suo simmetrico. Invece uno stemma associato specularmente ad un altro, potrà essere descritto in questa sua caratteristica fuori dal blasone.
Spero, di aver chiarito, in poche e semplici parole, ciò che rimaneva da chiarire.
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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda FML » domenica 22 agosto 2010, 0:14

Perchè parli di "correzione"? A me sembra di aver detto la stessa cosa (forse solo in modo meno sintetico). Grazie comunque! :D

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 22 agosto 2010, 0:26

Zaccheo ha scritto:Perchè parli di "correzione"? A me sembra di aver detto la stessa cosa (forse solo in modo meno sintetico).
Tranquillo, gentile Ferrante, ho parlato di correzione... mica di fucilazione! :D
Comunque direi che a parte la sinteticità (sempre buona norma in un forum), la questione era di chiarezza (essenziale in un forum scientifico): circa ciò che va descritto in "sede blasonica" (il contenuto di uno scudo) e ciò che è oggetto di descrizione esterna alla composizione di un'arma (come può essere magari la simmetria tra uno stemma e l'altro).

Grazie comunque! :D
Ferrante M.L.

Di nulla! ;)
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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda FML » domenica 22 agosto 2010, 0:38

Antonio Pompili ha scritto:[u][b]Tranquillo, gentile Ferrante, ho parlato di correzione... mica di fucilazione! :D

Chi si scompone per una materia come l´araldica ha oggettivamente dei problemi. Sono tranquillo. É che non riesco a capire in cosa consista la "correzione".

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 22 agosto 2010, 0:42

Zaccheo ha scritto:
Antonio Pompili ha scritto:[u][b]Tranquillo, gentile Ferrante, ho parlato di correzione... mica di fucilazione! :D

Chi si scompone per una materia come l´araldica ha oggettivamente dei problemi. Sono tranquillo. É che non riesco a capire in cosa consista la "correzione".

Ferrante M.L.

Hai ragione: l'araldica non è materia per cui scomporsi. Appassionarsi sì! Scomporsi no davvero.
Comunque rileggi attentamente le tue parole, poi il mio intervento in risposta, e certamente capirai.
A presto
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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda bardo » domenica 22 agosto 2010, 3:42

Zaccheo ha scritto:in area teutonica una figura si "rivolta alla tedesca" per esigenze di "cortesia araldica". Le due cose, dunque, si equivalgono nella sostanza. Come tu stesso osservavi precedentemente, invece, bisognerebbe distinguere in sede blasonica i casi di cortesia (che sovente coinvolgono stemmi "alleati" tra loro in vario modo) da quelli in cui figure e pezze (per non parlare degli stessi scudi) si rivoltano per ragioni di sola specularità geometrica (come nel caso cesenate oggetto di questo dibattito).


Antonio Pompili ha scritto:Infatti, in sede blasonica, con la nostra locuzione indicheremo in un inquartato - come già correttamente osservato - figure che in un dato quarto sono rivolte rispetto al suo simmetrico. Invece uno stemma associato specularmente ad un altro, potrà essere descritto in questa sua caratteristica fuori dal blasone.
Spero, di aver chiarito, in poche e semplici parole, ciò che rimaneva da chiarire.


Vediamo se ho inteso bene: se, in un unico stemma inquartato, una o più figure al'interno di un quarto sono rivolte rispetto alle stesse presenti nel quarto simmetrico, allora osserveremo che esse sono rivolte per cortesia.
Nel caso in questione, invece, quando uno stesso stemma è rappresentato in maniera duplice e simmetrica, non si può parlare di cortesia, ma, appunto, di specularità (o comunque che uno stemma è rivolto, ma non per cortesia).

Ho capito bene? [hmm.gif]

saluti ;)

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 22 agosto 2010, 8:57

bardo ha scritto:Vediamo se ho inteso bene: se, in un unico stemma inquartato, una o più figure al'interno di un quarto sono rivolte rispetto alle stesse presenti nel quarto simmetrico, allora osserveremo che esse sono rivolte per cortesia.
Nel caso in questione, invece, quando uno stesso stemma è rappresentato in maniera duplice e simmetrica, non si può parlare di cortesia, ma, appunto, di specularità (o comunque che uno stemma è rivolto, ma non per cortesia).

Ho capito bene? [hmm.gif]

Caro Luca, la questione è davvero molto semplice. ;)
Nel primo caso da te indicato potremo usare la locuzione per cortesia per blasonare uno stemma composto in quel modo.
In casi simili al secondo potremo pure usare la locuzione per cortesia ma, parlando della descrizione di due stemmi associati specularmente l'uno all'altro, evidentemente non saremo più in sede di descrizione blasonica.
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Messaggioda bardo » domenica 22 agosto 2010, 10:52

Bien, ho inteso, grazie ;)

saluti ;)

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 22 agosto 2010, 12:54

A buon intenditor poche parole! [thumb_yello.gif]
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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda FML » domenica 22 agosto 2010, 16:27

Ottimo, Luca! [clapping.gif] Un saluto a te.

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Re: Stemma Verardi nella Cattedrale di Cesena

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 12 ottobre 2011, 9:41

Perché chiamarlo "rivoltamento alla tedesca" quando ne abbiamo numerosi ed eleganti esempi anche al di qua delle Alpi? Ad es.: Padova, piazza Antenore, tomba di Lovato de Lovati (1309):
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E a proposito: ecco un bell'esempio padovano delle ambiguità cui tale rivoltamento può dare origine, qualora non si sappia da altra fonte come stavano veramente le cose, come giustamente sottolineava Tilius più sopra:
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dove il leone è rivolto non per motivi emici-distintivi ma per semplice 'cortesia' nei confronti della croce (civica, e non solo). La tomba, agli Eremitani di Padova, è quella dei Borgoricco, il cui stemma "di rosso al leone d'argento" è ripreso anche nel 3° dell'attuale arma civica dell'omonimo Comune dell'Alta padovana:
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