Tornando al
Moro di Frisinga che S.S. ha inserito nel suo stemma... Arbeone, vescovo di Frisinga, ci narra (760 circa) della vita del suo santo predecessore (non immediato, ce ne sono altri in mezzo) Corbiniano (680 circa, 730), il quale era un grande fan di San Valentino, vescovo itinerante di Rezia (fine V, da non confondere con il San Valentino italico e ternano e patrono degli innamorati, che visse nel III secolo), al punto di voler essere seppellito accanto al medesimo nella cappella (chiesa) del
Castrum Maiense (l'antica Merano,
Südtirol), la quale si trovava in cima all'alta rupe che da tempo immemore porta il nome di San Zeno: il monte, cui si addossava il nucleo antico di Merano, anche se le evidenze sono più documentarie che archeologiche, é detto Zenoberg-Monte San Zeno, e il castello che successivamente vi venne eretto Zenoburg-Castel San Zeno, e va da sé che l'antica cappella del maniero (anche se certamente non é quella originale, essendo l'attuale costruzione soastanzialmente successiva al 1000) é dedicata a San Zeno, detto anche il
vescovo moro , spesso raffigurato con tratti africani e probabilmente originario della
Mauretania...
Le spoglie di Valentino e di Corbiniano, meta di santi pelllegrinaggi, vennero successivamente (entro il IX secolo) traslate, rispettivamente a Passavia e Frisinga.
Un piccola nota biografica a complicare il già intricato rebus del
Moro.
