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)... ma é certo secondo lo spirito in essa rappresentato che Amedeo Guillet ha proseguito la sua vita. 
Tilius ha scritto:Non facciamo sembrare la carriera diplomatica del Nostro una specie di domicilio professionale coatto imposta dalla Repubblica, please.
Non é rispettoso in primis verso la memoria di un così valente e meritevole personaggio.
Oltre a non essere rispondente al vero.
Un conto é non voler essere politicamente-corretti-a-tutti-i-costi; ben altro conto é volersi inventare un martire monarchico il cui ruolo il diretto interessato in primis avrebbe rigettato con la più assoluta fermezza.
Amedeo Guillet a guerra finita ha preso atto che l'Italia e il Mondo andavano avanti, e ha agito di conseguenza, proseguendo nell'attività diplomatica quella dedizione allo Stato (prima ancora che alla Monarchia...) di cui aveva dato sì brillante prova nei suoi trascorsi guerreschi.
Dovrebbe esserci di esempio anche in questo.
E invece, dopo 65 anni, ecco qui una serie di zelanti agiografi tutti tesi a tirarlo per la giacchetta onde farne il campione di una parte piuttosto che di un'altra.

Tilius ha scritto:No so se la frase "Noi passiamo, l'Italia resta" rivolta da Umberto II al Nostro sia mai stata effettivamente pronunciata (non so, sembra troppo agiografica, troppo bella per essere stata veramente concepita a braccio...)... ma é certo secondo lo spirito in essa rappresentato che Amedeo Guillet ha proseguito la sua vita.

pompiere ha scritto:Rimane il fatto, piaccia o non piaccia, che la carriera diplomatica di Guillet non era ne un premio ne un regalo di nessuno ma qualcosa di gudagnato a prescindere dai lungamente dimenticati trascorsi militari di questo eroe!

pompiere ha scritto:Guillet infatti disse di averla ricevuta da Vittorio Emaneule III e non da Umberto II.

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... volevo dire: questo é quanto. 


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