dpascale ha scritto:Per quanto riguarda lo stemma, l'ho ricostruito guardando quello in bianco e nero riportato sul volume "Domus Episcopi. Il Palazzo Arcivescovile di Bologna" (![]()
): la spada non ha nessun tratteggio, neppure sull'elsa, per cui ne ho dedotto che dovesse essere al naturale. Ma questa dizione si può usare anche per una spada? Oppure la soluzione più semplice è che fosse d'argento?
ps vedo che nel frattempo ha risposto anche don Antonio (che ringrazio per l'interessamento), al quale giro la stessa domanda di cui sopra... Grazie!![]()
Caro Daniele, direi che in generale la cosa più prudente quando si vuole fornire un blasone e non si conosce con certezza lo smalto di una figura, è quella di lasciare la descrizione di questo in sospeso.
Certamente sai bene di che smalto è, in un disegno al tratteggio, una figura priva di ogni segno.
Quanto al caso specifico di una spada, io avrei difficoltà nel definirla al naturale, senza altre specificazioni. Se parliamo di un leone al naturale, o di una quercia al naturale, possiamo capirci senza alcuna difficoltà.
Ma se parliamo di una spada, se essa non è di qualche "colore", potrà essere - a parte l'eventuale differenza di smalto dell'elsa o altre parti - d'argento o d'oro, e allora non avremo dubbi sulla descrizione da adottare. Potrà essere d'acciaio, e il linguaggio araldico permette una simile specificazione. Lo stesso dicasi se fosse di ferro. Quindi, una spada al naturale non riuscirei proprio a figurarmela. D'altra parte, la specificazione al naturale, se parliamo di spada di ferro o d'acciaio non si rende necessaria.




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Ho imparato qualcosa di nuovo! 


