Poco però si è parlato di tradizioni e tendenze e, soprattutto, dei soggetti che sono all’origine di certe scelte.
Scelte che comunque, dalle Crociate ai nostri giorni, non sempre sono risultate efficaci ed esteticamente apprezzabili per i gusti dei contemporanei (figuriamoci per noi moderni). E non credo che tutte le insegne degli ordini cavallereschi, dinastici o di merito istituiti per secoli nella nostra penisola abbiano sempre incontrato l’incondizionato favore del pubblico. Siamo proprio sicuri – tanto per fare un esempio - che la decorazione della Corona d’Italia sia subito piaciuta a tutti coloro che ne videro le insegne in quel 1868 ? Soprattutto considerando che fino a pochi anni prima ben due ordini cavallereschi erano stati intitolati allo stesso simbolo sovrano italico, partendo dalla Francia e passando poi per l’Austria, con ben diverse tipologie di insegne (e alcuni le portavano ancora sul petto).
Certo, se è facile rimanere affascinati dal disegno e dagli accostamenti cromatici della doppia croce dell’OSSML, sintesi di antica eleganza e di spiritualità, che dire però – tanto per fare un altro esempio – della tozza e forse eccessivamente semplicistica croce verdognola del Merito del Lavoro ? Sarà piaciuta ai contemporanei della sua istituzione ? ed oggi piace quella croce così scura ?
Chi decide il design delle insegne ? chi progettò l’Ordine di S. Lodovico ponendo i candidi gigli a formare una croce, chi ideò la stella dell’Ordine Piano pensando anche ai destinatari non-cristiani, chi immaginò il S. Gennaro con la benedicente immagine del martire e del sangue miracoloso e chi ha inventato la croce “bi-uncinata” dell’Ordine di S. Marino ?
Esperti e araldisti, tecnici e orefici, artisti e artigiani, per secoli il compito della progettazione delle insegne onorifiche è stato affidato agli “specialisti” d’ogni epoca, che hanno realizzato i più disparati bozzetti seguendo indicazioni statutarie, stili estetici, riferimenti ideologici, richiami araldici e religiosi e ispirazioni artistiche d’ogni genere. Ma alla fine sono sempre stati i rispettivi regnanti che – applicando i più disparati metri di giudizio - hanno decretato la scelta e l’adozione definitiva di ogni insegna onorifica. I risultati sono sempre stati alterni e diversificati, ma indubbiamente il livello generale estetico e qualitativo, come in molti altri settori, ha purtroppo continuato a registrare un indice inesorabilmente decrescente. Al passo con i tempi...
Se le insegne onorifiche sono progressivamente passate dai preziosi gioielli del passato agli attuali cioccolatini ricoperti di stagnola (in quasi tutto il mondo) la colpa è dei tempi e delle tendenze. Se le scelte del design sono passate dall’interpretazione simbolica e spirituale del passato alle attuali appiattite e standardizzate soluzioni, la colpa rimane sempre soprattutto dei governanti (e dei loro consiglieri).
Spero solo che tra una cinquantina d’anni non si decida di cambiare nuovamente le nostre decorazioni. Con il prevedibile andamento di progressiva decadenza dei valori e delle cognizioni storico-culturali che nel frattempo si sarà accumulato, rischiamo di ritrovarci sul petto le decorazioni di plastica colorata di Star Trek
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