Il conferimento di ordini non nazionali a personalità politiche e ad alte cariche istituzionali della Repubblica non è una novità.
Lo SMOCSG in particolare (ramo franco-napoletano) ha potuto annoverare nel corso degli ultimi decenni diversi Ministri (per quanto riguarda gli Esteri ricordo anche il Ministro Dini), Presidenti del Consiglio (tra i quali mi risulta Berlusconi) e addirittura Presidenti della Repubblica (ricordiamo il caso di Cossiga, che poi però ci ripensò, mentre Scalfaro avrebbe invece rifiutato).
Non mi risulta invece che il ramo ispano-napoletano dell’Ordine, che vorrei ricordare viene considerato autorizzabile all’uso nel nostro Paese soltanto a partire dal 2005, abbia ancora effettuato analoghi conferimenti in Italia.
L’Ordine comunque (in entrambe i suoi rami) può oggi annoverare tra i suoi quadri centinaia e centinaia di rappresentanti dello Stato italiano, sia nell’ambito civile (dirigenti, funzionari, diplomatici, magistrati e impiegati vari) che, soprattutto, nell’ambito militare.
E di rappresentanti delle nostre Forze Armate o dell’Ordine, sia delle carriere dei sottoufficiali che di quelle degli ufficiali (letteralmente dai caporali ai generali), del Costantiniano ne entrano regolarmente ogni anno a far parte svariate diecine. Ed è indubbio che al giorno d’oggi i nastrini di ordini non nazionali che maggiormente risaltano sulle uniformi italiane sono senz’altro quelli azzurri del Costantiniano.
Mi risulta che anche diversi gonfaloni di Comuni italiani (e forse anche qualche reparto militare) sono stati recentemente insigniti di qualche ordine non nazionale dinastico, e qui la legge 178/51 nulla può dato che essa tratta solo dei singoli “cittadini”...
In una situazione del genere, parlare di “questione morale” sull’inopportunità che un’alta carica dello Stato repubblicano accetti il conferimento di un’onorificenza da un discendente di una Casata ex-sovrana di origine preunitaria, mi sembra quindi piuttosto relativo. E rimane comunque legata all’individuale disponibilità (o indisponibilità) dei relativi destinatari.
Diversa ovviamente la questione degli Ordini sabaudi, per l’uso dei quali - come ricordato da Fabrizio - sussistono specifici impedimenti normativi oltrechè politici.
Trovo normale che tutti gli Ordini non nazionali, incluso lo SMOM e l’OESSG, si attivino per poter annoverare nei propri ranghi personalità istituzionali di spicco, discendenti di famiglie nobili ben conosciute, alte cariche militari e importanti membri del clero (anche se per la verità i livelli qualitativi di accesso nei diversi Ordini variano sensibilmente).
Mi sembra una normale e comprensibile strategia per accrescere il prestigio della propria istituzione e sviluppare le ramificazioni dell’Ordine nel tessuto sociale nazionale (e internazionale). Non credo che il fine – nonostante la continua crescita dei numeri – sia quello di organizzare un colpo di stato per tentare di riprendere qualche trono nel nostro Paese

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