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Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 19:02

antonio_conti ha scritto:..(omissis)...Secondo quanto sostenuto da quanti si sono occupati dell'araldica malatestiana, questo stemma sarebbe di epoca recente (mooolto relativamente parlando), mentre il primo sarebbe stato quello bandato.

Giusto.

Considerato che i primi sigilli noti dei Malatesti erano composti da una testa di profilo (a volte su un cuscino, a volte no) il passaggio dell' "arma parlante" deve essere prima transitato per i sigilli (fenomeno non raro, anzi, a quanto mi è parso di capire).

Giusto anche questo, anzi...

Cordialmente
Antonio Conti


L'araldica partì (di solito) da figure geometriche e non umane...

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Messaggioda antonio_conti » martedì 1 febbraio 2005, 19:22

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Sì, ma... le fonti e i blasonari antichi come li danno? Uomini o donne? 8)

Bene :D vale


non vorrei sembrare antistorico, o un visionario, le fonti sono i documenti materiali che i Malatesti fecero scolpire, miniare, dipingere, affrescare da valenti artigiani. Sappiamo bene come questi artigiani siano spesso incorsi in errori anche grossolani (figuriamoci i tratti somatici uomo donna...), ma io mi devo attenere a quanto vedo, non a quanto hanno visto altri (se l'anno visto :roll: ). Su questo credo che concorderà con me.
Più di uno studioso ha scritto che si tratta di teste femminili? ebbene io penso che si sia sbagliato, e le fonti sembrano darmi ragione.
Spero di non sembrare presuntuoso, ma mi pare che le cose stiano così.
Rigiro la domanda in modo retorico, quali sono state le fonti dei compilatori del blasonari?

Un cordiale saluto

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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 1 febbraio 2005, 19:23

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
mcs ha scritto:Infatti :roll: ...lo è :mrgreen: !!!

mcs


Allora parliamone, :roll: no? Da che fonte sono desunti? Che notizie siamo in grado di abbinar loro? Cosa ne dicono i manoscritti da cui li hai tratti? E donde derivano quelle M?

Bene :D vale


Gentilissima mcs mi associo all’appello di Fra Eusanio da Ocre, facci sapere, non tenerci sulle spine.

Cordialmente Marcello
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Messaggioda antonio_conti » martedì 1 febbraio 2005, 19:24

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Allora parliamone, :roll: no? Da che fonte sono desunti? Che notizie siamo in grado di abbinar loro? Cosa ne dicono i manoscritti da cui li hai tratti? E donde derivano quelle M?
Bene :D vale


Mi associo, anche io, alla petizione di fra' Eusanio.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 19:34

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...non vorrei sembrare antistorico, o un visionario, le fonti sono i documenti materiali che i Malatesti fecero scolpire, miniare, dipingere, affrescare da valenti artigiani.

L'aggettivo non è valevole a tappeto per tutti, però... :twisted:

Sappiamo bene come questi artigiani siano spesso incorsi in errori anche grossolani

...appunto! :roll:

(figuriamoci i tratti somatici uomo donna...), ma io mi devo attenere a quanto vedo, non a quanto hanno visto altri (se l'anno visto :roll: ). Su questo credo che concorderà con me.

No, attenzione: se si dà un blasone esatto ad un artigiano che ne realizza lo stemma sbagliandolo, mica prevale il manufatto sul blasone! :?

Più di uno studioso ha scritto che si tratta di teste femminili? ebbene io penso che si sia sbagliato, e le fonti sembrano darmi ragione. Spero di non sembrare presuntuoso, ma mi pare che le cose stiano così. Rigiro la domanda in modo retorico, quali sono state le fonti dei compilatori del blasonari?
Un cordiale saluto
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Prima troviamo qualche blasone d'epoca e qualche fonte scritta, poi potremo ragioniare meglio sulle nostre ipotesi...

...e poi, ricollegandomi ad un discorso precedente sulla bellezza indiscussa delle donne di Romagna, proprio questo sarebbe un motivo in più per renderle in forma bruta e mascolina...

...il voler così ribadire che si tratta proprio di male teste! :lol:

Se fossero state belle e leggiadre, vi sarebbe stata una contraddizione in termini... oppure si sarebbe trattato di un'esaltazione del concetto!? :twisted:

Il vecchio frate si ferma, a voi che siete nel secolo l'ardua sentenza!

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Messaggioda mcs » martedì 1 febbraio 2005, 19:52

Eccomi a svelare gli arcani che tanto hanno stimolato le vostre curiosità :wink: !
Le due immagini sono tratte da due stemmari conservati nella Biblioteca Provinciale di L'Aquila e manoscritti dal "patrizio aquilano Claudio Crispo Monti", il primo "dedicato al serenissimo e cattolico re don Filippo IV" e il secondo all' "illustrissimo et reverendissimo sig. marchese et conte Federico cardinal Borromeo arcivescovo di Milano", entrambi, come già riportato, datati 1629.

mcs

P.S.il seguito...alla prossima puntata :wink: !
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 19:54

...attendiamo quindi la seconda puntata, mcs! :wink:

Quante altre ne seguiranno, secondo te? Una ventina, conoscendoti... :twisted:

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Messaggioda mcs » martedì 1 febbraio 2005, 19:56

Ehi frate :shock: ...ma che cosa vi danno da mangiare in convento...pane sotto spirito?!?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 19:57

...no, pane e cipolle, da due giorni... :oops:

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Messaggioda antonio_conti » martedì 1 febbraio 2005, 21:23

Caro fra' Eusanio, anche io mi fermo qui,
intervengo nuovamente non per avere l'ultima parola (la lascio agli stemmi :wink: ), ma per precisare il mio pensiero su una frase significativa.
Lei scrive:
"No, attenzione: se si dà un blasone esatto ad un artigiano che ne realizza lo stemma sbagliandolo, mica prevale il manufatto sul blasone! "
Sono d'accordo anche io :!: Il problema è che gli stemmi dell'epoca (quelli commissionati e realizzati quando i Malatesti potevano giudicare e nel caso provvedere affinchè l'errore si verificasse nuovamente), sono tutti con teste mascoline, in nulla femminili. Non in una località ma in almeno tre delle più importanti: Rimini, Cesena e Fossombrone.
Temo, forse sarò smentito dai fatti (dai documenti), che nessuno studioso di araldica che ha scritto "teste muliebri" (o simili), abbia mai visto una lettera di commissione di un Sigismondo Pandolfo, un Roberto, un Domenico, un Galeotto o un Malatesta.

Credo, in sostanza che l'araldica di questi signori sia degna di ulteriori studi. :wink:

Cordiali saluti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 21:27

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...Sono d'accordo anche io :!: Il problema è che gli stemmi dell'epoca (quelli commissionati e realizzati quando i Malatesti potevano giudicare e nel caso provvedere affinchè l'errore si verificasse nuovamente),

Non sopravvalutiamo lo spirito critico-artistico dei committenti! :wink:

sono tutti con teste mascoline, in nulla femminili. Non in una località ma in almeno tre delle più importanti: Rimini, Cesena e Fossombrone. Temo, forse sarò smentito dai fatti (dai documenti), che nessuno studioso di araldica che ha scritto "teste muliebri" (o simili), abbia mai visto una lettera di commissione di un Sigismondo Pandolfo, un Roberto, un Domenico, un Galeotto o un Malatesta.
Credo, in sostanza che l'araldica di questi signori sia degna di ulteriori studi. :wink:
Cordiali saluti
Antonio Conti


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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 8 febbraio 2005, 21:17

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...attendiamo quindi la seconda puntata, mcs! :wink:

Quante altre ne seguiranno, secondo te? Una ventina, conoscendoti... :twisted:

Bene :D vale


Cara mcs è pronta questa seconda puntata o dobbiamo aspettare ancora :?: :?: :?: :?:
Saluti Marcello


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 febbraio 2005, 19:46

Marcello Cantone ha scritto:Cara mcs è pronta questa seconda puntata o dobbiamo aspettare ancora :?: :?: :?: :?:
Saluti Marcello
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Buona l'ultima, caro Marcello... :wink:

...si armi anche lei con noi! :lol:

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Messaggioda Marcello Cantone » venerdì 18 febbraio 2005, 14:17

[…] ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude.
Rom 5,3-5

Pazientando
Saluti Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 25 luglio 2005, 15:28

antonio_conti ha scritto:...(omissis)... Il problema è che gli stemmi dell'epoca ...(omissis)... sono tutti con teste mascoline, in nulla femminili ...(omissis)... Temo, forse sarò smentito dai fatti (dai documenti), che nessuno studioso di araldica che ha scritto "teste muliebri" (o simili), abbia mai visto una lettera di commissione di un Sigismondo Pandolfo, un Roberto, un Domenico, un Galeotto o un Malatesta. Credo, in sostanza che l'araldica di questi signori sia degna di ulteriori studi. :wink:
Cordiali saluti
Antonio Conti


Certo, caro Antonio: nel frattempo, facciamo :wink: però tesoro del fortuito ritrovamento a seguire.

Casimiro Freschot, La Nobiltà veneta, Venezia 1707, pag. 352: a proposito dei Malatesta, l'Autore dice che la famiglia "Porta inquartato nel primo, & ultimo di verde con tre teste di Donna, poste due, & una coperte di conciere, o scuffia rossa...".

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