- Rinaldo de Sterlich, Il re Vittorio Emanuele nella sua vita intima. Bozzetti, Roma 1878.
Sterlich dovrebbe essere stato il primo o fra i primi a raccontarla, nel bozzetto Un sigaro ed una croce (1), compreso nel volume citato: è stato un testimone di primo piano dei fatti politico-diplomatici e finanche "salottieri" e quindi, soggiungerei, una fonte autorevole per il caso in esame.
MI farò un dovere di recuperare il volume dello Sterlich.
Intanto ringrazio per la preziosa indicazione (e aggiungo i miei complimenti personali: in passato innumerevoli volte chiesi indicazioni in merito ai sostenitori dell'ipotesi reale, e altrettante volte non ne ottenni risposta
).Duole constatare che, se effettivamente la frase é di VEII, la figura del Re ne esce certo più simpatica e disincatata e intelligente sul piano umano e intellettuale, ma massacrata su quello istituzionale e politico...
Se già a metà XIX secolo non ci si credeva più, tutto quello che é seguito appare davvero come inevitabile.
Se fossi monarchico, non andrei gran fiero che il Re abbia pronunciato una frase del genere.
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)a esprimere,
L'ipotesi che l'autore fosse VEII é sempre stata preponderante...
O é solo un ordine 

