"Quarti di nobiltà": come interpretare?

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Re: "Quarti di nobiltà": come interpretare?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 gennaio 2010, 23:19

Carissimo,
per capire tutti questi fatti devi leggere sulla forma di governo adottata in Sardegna.
I tre stamenti o bracci; l'ecclesiastico, il militare, il civico o' reale.

II Parlamento sardo, sotto un Vicere', era composto dei tre Ordini dello Stato, detti Stamenti. Lo Stamento militare comprendeva la nobiltà, l'ecclesiastico i prelati, i canonici e i parrochi ; nel reale sedevano i magistrati delle sette città del regno, cioé Cagliari, Sassari, Oristano, Alghero, Bosa e Castel Aragonese. I tre Stamenti convocavansi ab antico ogni dieci anni in forma solenne, e pigliavano nome di Corti generali; convocati in forma non .solenne, serbavano il proprio nome; e la principal differenza delle due forme stava in questo : colla prima chiamavansi a parlamento tutti i nobili dell'isola, nell'altra solamente la nobiltà dimorante in Cagliari. Le Corti generali avevano celebrata l'ultima congregazione nel 1696, dopo del quale anno l'Austria non aveale adunate, né le adunò la Casa di Savoia; ma l'una e l'altra adunarono gli Stamenti, i quali approvavano sempre il donativo, o, come diremmo, la riscossione delle imposte, con facoltà di far petizioni al re e trattare le materie amministrative, non le politiche. Queste adunanze erano triennali. ECC. ECC.
Vadi se trovi questo libro in biblioteca;
DIZIIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE DEGLI STATI DI S.M.IL ... By GOFFREDO CASALIS pagina 400 in su' trovi quello che cerchi!
Ciao, Maria Luisa
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Re: "Quarti di nobiltà": come interpretare?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 21 gennaio 2010, 23:31

Gli Stamenti erano divisi in tre ordini, ecclesiastico, militare e reale. Il primo era composto di prelati e canonici; il secondo comprendeva tutti i signori di feudo, rappresentanti anche i comuni che da essi dipendevano, ed i nobili e cavalieri del regno; il terzo risultava dai deputati delle diverse città. alcuni di questi deputati in tempo furono anche loro nobilitati oppure divennero cavalieri, per servizi resi o per denaro ecc. ecc.
Ciao ancora
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Re: "Quarti di nobiltà": come interpretare?

Messaggioda Salvennor » venerdì 22 gennaio 2010, 21:14

Gentile Maria Luisa Alasia, La ringrazio per l'ulteriore opera bibliografica consigliata e per le informazioni fornite.
Cercherò di reperire anche tale opera del Casalis.
Dunque, probabilmente i parlamentari che non venivano citati con titoli specifici erano i deputati dei centri principali dell'isola, e cioè le sette città regie.
Che sarebbe dunque, quest'ultimo, lo Stamento Reale.
E invece per lo Stamento militare partecipavano i Cavalieri ered., i nobili feudali e i nobili non feudali. Il resto dei parlamentari erano appartenenti al Clero.
Nell'opera del Casalis spero di trovare anche riferimenti alle varie divisioni amministrattive dell'isola (feudi, città reali, territori reali non feudali, zone a giurisdizione ecclesiastica).
Infatti la zona oggetto delle mie ricerche genealogiche non era un feudo, ma non era neppure formata da città reali; dipendeva direttamente dalla Corona, con autonomia amministr.
E dunque sarebbe interessante capire se i parlamentari di tale zona erano assimilabili solo ai deputati delle città, oppure erano solo cavalieri e nobili non feudali, oppure erano un misto.
Saluti.
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Re: "Quarti di nobiltà": come interpretare?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 22 gennaio 2010, 22:54

Comunque dovresti leggere un bel po' di storia della Sardegna, incominciando con..

Giacomo II D' Aragona, coronato in Roma da Bonifacio VIII, che nel 1306 l'investì della Sardegna e della Corsica, ch'erano della chiesa romana.
Sotto questo re in Sardegna si adotta il governo tipico allo stile aragonese che poi e anche adottato dagli spagnoli ed anche dai Savoia nel 1720, cioe' gli stamenti sempre sotto un vicere'.

Il Re aveva sempre la prima ed ultima parola su tutto...........

I feudi a volte ritornavano alla Corona per varie ragioni...... anche di questo dovresti laggere un tanto....

Il numero di feudi in Sardegna al tempo dell'abolizione e riscatto..
L' edificio feudale della Sardegna, nei tempi più prossimi a noi, era composto di 376 feudi, metà dei quali (188) appartenevano a sei signori spaglinoli, cioè 76 al marchese di Chirra (Quirra), 55 al duca di Mandas, 33 al marchese di Villasorre, 12 al marchese di Villacidro, 9 al conte di Montalbo e 3 al marchese di Val de Calzana. E questi venivano rappresentati nel loro stamento da un procuratore, detto podatario, e nell'amministrazione della giustizia da un legale, detto reggitore. Dell'altra metà, 32 erano intestati al re stesso, e 188 a signori residenti nell ' isola, in gran parte però d'origine spagnola ed alcuni appartenevano ad entita religiose.

Prima di questo periodo in Sardegna si trovano i Pisani ed i Genovesi che governavano ai tempi dei Giudicati.
Ciao, Maria Luisa
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Re: "Quarti di nobiltà": come interpretare?

Messaggioda Salvennor » sabato 23 gennaio 2010, 14:48

Maria Luisa Alasia ha scritto:Comunque dovresti leggere un bel po' di storia della Sardegna, incominciando con..

Giacomo II D' Aragona, coronato in Roma da Bonifacio VIII, che nel 1306 l'investì della Sardegna e della Corsica, ch'erano della chiesa romana.
Sotto questo re in Sardegna si adotta il governo tipico allo stile aragonese che poi e anche adottato dagli spagnoli ed anche dai Savoia nel 1720, cioe' gli stamenti sempre sotto un vicere'.

Il Re aveva sempre la prima ed ultima parola su tutto...........

I feudi a volte ritornavano alla Corona per varie ragioni...... anche di questo dovresti laggere un tanto....

Il numero di feudi in Sardegna al tempo dell'abolizione e riscatto..
L' edificio feudale della Sardegna, nei tempi più prossimi a noi, era composto di 376 feudi, metà dei quali (188) appartenevano a sei signori spaglinoli, cioè 76 al marchese di Chirra (Quirra), 55 al duca di Mandas, 33 al marchese di Villasorre, 12 al marchese di Villacidro, 9 al conte di Montalbo e 3 al marchese di Val de Calzana. E questi venivano rappresentati nel loro stamento da un procuratore, detto podatario, e nell'amministrazione della giustizia da un legale, detto reggitore. Dell'altra metà, 32 erano intestati al re stesso, e 188 a signori residenti nell ' isola, in gran parte però d'origine spagnola ed alcuni appartenevano ad entita religiose.

Prima di questo periodo in Sardegna si trovano i Pisani ed i Genovesi che governavano ai tempi dei Giudicati.
Ciao, Maria Luisa


La ringrazio per tali altri interessanti dati.
Ecco, per esempio non sapevo che il numero di feudi sardi fosse così elevato. Pensavo che fossero in numero minore.
Cercherò di approfondire anche tale questione.
Nelle scuole dell'obbligo e nelle scuole superiori tali temi di storia locale non vengono praticamente considerati nei programmi ufficiali.
Tranne qualcosa, ma dipende dai docenti.
E dunque occorre studiare tali materie specifiche da soli, specie chi dopo le superiori ha intrapreso altri studi diversi da quelli umanistici.
Saluti.
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