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QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 


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GJo ha scritto:Caro Antonio permettimi di correggerti, è vero che le bonnes villes dell'Impero Francese portavano il capo caricato delle api d'oro, tra queste rientrano le città da te citate (qui una mappa dell'impero, verde, e del regno d'Italia, rosa: http://commons.wikimedia.org/wiki/File: ... re1811.jpg). Le buone città del regno d'Italia (il cui elenco può essere visto qua: http://books.google.it/books?id=FvXQAAA ... A0&f=false) portavano il capo di verde alle rose e alla N dorata (qua Milano: http://commons.wikimedia.org/wiki/File: ... eonico.png, qua Venezia: http://commons.wikimedia.org/wiki/File: ... eonico.jpg, la blasonatura di Brescia è sul Bascapè per altre città non ho, purtroppo, evidenze).
Appunto questo è il problema, caro GJo... Dai miei lontani studi di storia (beh... non poi così lontani, dai! Almeno quelli di storia ecclesiastica) ricordavo più o meno i confini del Regno d'Italia, e dove potevano essere le "buone città" italiane. Ma non abbiamo riscontri nei documenti per poter affermare con certezza che (tutte) queste completavano il loro stemma con il capo di verde caricato delle rose d'oro in luogo del capo rosso caricato delle api comune alle altre bonnes villes dell'Impero. Abbiamo solo un paio di immagini su Wikipedia (anch'io le avevo cercate e... trovate) ma niente di più. E la notissima e utilissima enciclopedia online - si sà - non può essere sempre assunta a documento o fonte di rilevanza scientifica. Non sappiamo almeno per ora quanto l'uso sicuramente previsto per Brescia potesse essere realmente diffuso e codificato.
Allo stesso modo le città di seconda classe dell'impero portavano un quartier franco d'azzurro, caricato di una N d'oro sormontata da una stella raggiante, mentre le città di prima classe (equivalente) del regno portavano un cantone franco destro di verde alla lettera N d'argento, sormontata da una stella del medesimo; in questo caso il discriminante sono il blu ed il verde in quanto colori nazionali e "differenzianti" (basta confrontare i rispettivi tricolori).
A quanto io ne sappia, alle città di II classe dell'Impero corrispondevano quelle di II classe del Regno d'Italia. E come sopra accennavo, mentre per le prime il quarto franco a destra era d'azzurro, per le seconde era di verde. Lo stesso quarto franco a sinistra accomunava tutte le città di III classe (sia francesi che italiane), ed era di rosso. Ma non sono infallibile e neanche esperto di araldica napoleonica... e potrei pure sbagliare su questo punto.
Allo stesso modo mi domando se, visto che le api erano state adottate (a torto o a ragione) quale più antico simbolo della monarchia francese, le rose avessero un significato analogo. Riassumendo:
* api: simbolo della monarchia francese (si fanno risalire ai merovingi, se non sbaglio)
* rose?
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Antonio Pompili ha scritto:Per le rose la cosa può esser anche più spinosa (è il caso di dirlo), anche a motivo del loro limitatissimo e poco documentato uso.
fabrizio guinzio ha scritto:Carissimi, per le api ho trovato un significato più imperiale sul Dizionario Araldico Guelfi - Camaiani: "per i greci era simbolo di impero. Napoleone le volle sul suo manto e su quello dei dignitari". Per le rose continueremo insieme a cercare. Ciao,
GJo ha scritto:(1) Il fatto che il 50% delle buone città (3 su 6) del regno portassero lo stesso capo lo ritengo significativo vista anche l'attenzione che Napoleone notoriamente assegnava a questi “particolari” (naturalmente potrei sempre sbagliarmi), certo se spuntasse fuori un decreto analogo a quello dell'impero che normava i "segni araldici di dignità" delle città la cosa potrebbe essere considerata conclusiva. Le immagini di Wikipedia sono valide in quanto riproduzioni (fotografie/scansioni) degli originali provenienti dal Bascapè (per Venezia) e da Giulia Bologna, Milano e il suo stemma (per Milano).
Nessuno mette in dubbio la bontà delle immagini in sé. Il problema è che per noi sono immagini mute per ora, non disponendo noi almeno per ora di documenti che ci attestino qualcosa circa la concessione di quegli stemmi (tranne per Brescia), o circa il fatto che stemmi con lo stesso capo fossero stati effettivamente adottati dalle altre buone città e, nel caso, da quando questo avvenne esattamente... E' ragionevole pensare che questa fosse la consuetudine per le buone città italiane. Ma al momento attuale della ricerca è ragionevole pure avere dubbi al riguardo.
(2) Dico che le città di I classe del regno corrispondono a quelle di II dell'impero in quanto leggendo Emanuele Pagano, Enti locali e Stato in Italia sotto Napoleone ho visto che le buone città e quelle portanti il canton franco verde erano tutte comprese nella I classe. Penso che mentre nell'impero bonnes villes e città di I classe fossero due insiemi distinti nel regno le buone città fossero solo un sottoinsieme della I classe.
Una volta mi è capitato il libro di Pagano tra le mani. L'ho sfogliato velocemente in libreria, e mi è sembrato accurato e ben documentato. Ma se non ricordo male si tratta di un testo di respiro molto ampio, certamente non specialistico sull'araldica civica napoleonica (o comunque sull'araldica del Primo Impero in generale). Per questo non ne farei una colpa all'autore se circa il punto di nostro interesse fosse stato un po' approssimativo...Antonio Pompili ha scritto:Per le rose la cosa può esser anche più spinosa (è il caso di dirlo), anche a motivo del loro limitatissimo e poco documentato uso.fabrizio guinzio ha scritto:Carissimi, per le api ho trovato un significato più imperiale sul Dizionario Araldico Guelfi - Camaiani: "per i greci era simbolo di impero. Napoleone le volle sul suo manto e su quello dei dignitari". Per le rose continueremo insieme a cercare. Ciao,
È proprio nella difficoltà sta l'interesse della cosa, speriamo di trovare qualcosa.
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Antonio Pompili ha scritto:Nessuno mette in dubbio la bontà delle immagini in sé. Il problema è che per noi sono immagini mute per ora, non disponendo noi almeno per ora di documenti che ci attestino qualcosa circa la concessione di quegli stemmi (tranne per Brescia), o circa il fatto che stemmi con lo stesso capo fossero stati effettivamente adottati dalle altre buone città e, nel caso, da quando questo avvenne esattamente... E' ragionevole pensare che questa fosse la consuetudine per le buone città italiane. Ma al momento attuale della ricerca è ragionevole pure avere dubbi al riguardo.
Antonio Pompili ha scritto:Una volta mi è capitato il libro di Pagano tra le mani. L'ho sfogliato velocemente in libreria, e mi è sembrato accurato e ben documentato. Ma se non ricordo male si tratta di un testo di respiro molto ampio, certamente non specialistico sull'araldica civica napoleonica (o comunque sull'araldica del Primo Impero in generale). Per questo non ne farei una colpa all'autore se circa il punto di nostro interesse fosse stato un po' approssimativo...
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