Stemma in manoscritto malatestiano

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Stemma in manoscritto malatestiano

Messaggioda adaltri » sabato 22 gennaio 2005, 18:38

Un cordiale saluto agli utenti del forum

Sono l'amministratore del sito "Catalogo aperto dei manoscritti malatestiani", promosso dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena e dall'Università di Cassino. Nel ringraziare Antonio Conti per la cortese segnalazione del nostro progetto, mi rivolgo alla vostra competenza per identificare uno stemma che compare nell'ultima carta di un manoscritto malatestiano. L'identificazione consentirebbe, in sede di descrizione, d'indicare l'area di probabile produzione del codice.

Grazie

Andrea Daltri
http://www.malatestiana.it/manoscritti/


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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 22 gennaio 2005, 21:07

Il manoscritto è bicolore. Non credo possano dunque essere identificati con certezza i colori originali.

Nel tema dello stemma le uniche cose certe appaiono il grosso scaglione accompagnato ai lati da due stelle a otto punte e in basso da un crescente.

Il capo (sempre che sia il capo) al lambello di 8 accompagnato da 8 gigli.

Ovviamente lascio l'ultima parola al nostro eminente Fra Eusanio.
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 24 gennaio 2005, 13:47

Gentile signor Daltri,
segnalare le belle iniziative è certamente un piacere (com'è un gran dispiacere dover segnalare quelle meno meritorie, vedasi la mia solitaria :cry: polemica col Comune di Padova nel topic "Diritti per la pubblicazione di immagini" nella "Piazza Principale"...

Riguardo allo stemma che lei ha proposto alla nostra attenzione, ho provato a sfogliare i pochi stemmari di cui dispongo e non ho trovato nulla, ma alle volte il caso ci mette lo zampino e...

Se (come ha rilevato Bedini) il manoscritto è bicolore potremmo convenire che si tratti di composizione ad "inchiesta". L'inchiesta potrebbe portarci a scoprire che gli smalti originali non erano quelli rappresentati nel manoscritto, ma le figure certamente sì.

Se il manoscritto di per sè non fornisce alcuna indicazione della zona di provenienza, con riguardo allo stemma potremmo soffermarci sul capo d'Angiò.
Pur non essendo un elemento discriminante tout court, vi sono aree con maggiore diffusione i questo elemento (come lei saprà, la Romagna ed il Bolognese, per esempio..., in questo caso non solo Bologna, ma anche Cesena docet), ed aree di minore diffusione.
Ho guardato lo stemmario Trivulziano e (come previsto) a fronte della miriade di capi dell'impero, solo due sono i capi d'Angiò, ma siamo in area Lombarda.
Per Bologna vi sono i repertori con gli stemmi degli Anziani, oltre che lo stemmario Alidosi e quello di prossima pubblicazione (Stemmario Bolognese) ad opera di Niccolò Orsini de Marzo (questi sono i più noti).
Per quanto riguarda la Romagna mi sembra che esistano stemmari nelle principali città, ma non saprei dirle a quale epoca appartengano gli stemmi raccolti. Sulla Romagna possiamo sperare nell'intervento di "MCV".

In conclusione, si tratterà, poi, dello stemma di colui che realizzò il codice, di un proprietario o di un donante?

Mi spiace aver aggiunto solamente altre domande, ma di più non saprei dire, per ora.

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Re: Stemma in manoscritto malatestiano

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 gennaio 2005, 20:08

adaltri ha scritto:Un cordiale saluto agli utenti del forum

Saluti a lei, caro Andrea, e benvenuto tra noi.

Sono l'amministratore del sito "Catalogo aperto dei manoscritti malatestiani", promosso dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena e dall'Università di Cassino. Nel ringraziare Antonio Conti per la cortese segnalazione del nostro progetto, mi rivolgo alla vostra competenza per identificare uno stemma che compare nell'ultima carta di un manoscritto malatestiano. L'identificazione consentirebbe, in sede di descrizione, d'indicare l'area di probabile produzione del codice.
Grazie
Andrea Daltri
http://www.malatestiana.it/manoscritti/


É un onore per il forum poter contribuire agli studi di una così eminente Istituzione pubblica: speriamo di saper essere all'altezza della richiesta.

Per prima cosa, cerchiamo di circoscrivere l'oggetto della ricerca:

- scudo gotico, realizzato ad inchiostro e colorato con (analogo mezzo? La scoloritura cui è stato oggetto nel corso del tempo non permette di precisare meglio questo aspetto, tramite la visione forzatamente indiretta da Internet);

- il blasone risente di questa carenza cromatica, in maniera purtroppo pesante. Con buona approssimazione, si può affermare che il nero del campo ed il rosso delle figure fossero i due soli colori in uso all'amanuense, il quale non poteva perciò rendere appieno la cromia originale dell'arma. A riprova di ciò, il capo angioino (di forma anomala, ma certamente tricromo: azzurro nel campo, dorati nei gigli, rosso nel lambello) è stato da lui reso in un araldicamente assurda sequenza di otto gigli di nero, alternati ai nove pendenti di un lambello confinante di rosso, sfruttando come "3° colore"... il chiarore della superficie scrittoria!

- blasone ipotizzabile: di (...), allo scaglione diminuito e rialzato di (...), accompagnato in capo da due stelle di otto raggi, ed in punta da un crescente montante, (il tutto dello stesso), al capo di (azzurro), caricato da otto gigli di (oro) alternati ai nove pendenti di un lambello confinante di rosso;

- il disegno fa parte di un testo in scrittura gotica di particolare nitidezza ed eleganza, ed alcuni suoi dettagli permettono (con notevolissima probabilità) di attribuirne l'esecuzione al medesimo redattore del testo;

- la forma dello scudo, e gli elementi (anche non araldici) che lo compongono e lo circondano, lasciano ipotizzare una datazione a cavallo fra XIII e XIV secolo;

- il dato araldico conferma codesta possibile datazione: la composizione è semplice, come avveniva in epoca antica, ma non elementare come accadeva ai primordi dell'araldica. La compresenza di tre generi diversi di figure (scaglione, stelle, crescente) fa credere che questo stemma sia "nato" poco prima della data di realizzazione del manoscritto;

- infine, il capo angioino, che poi angioino non è: per esserlo, dovrebbe avere tre soli gigli... o un loro seminato, nel caso degli esemplari più antichi (metà XIII secolo). Tale anomala proliferazione lascia perplessi. Impossibile credere che l'amanuense abbia "copiato male": è stato troppo preciso negli altri (pochi) dettagli qui visibili. Diventa percorribile la seguente ipotesi, la quale parte dal dato di fatto che, dopo i primi utilizzi politici (ad indicare cioè l'appartenenza ad una fazione ben precisa), il capo d'Angiò divenne una vera e propria moda araldica: e come tale, venne utilizzato in forme non canoniche da parte di chi, non avendo diritto al suo uso legittimo, voleva però... farsene :wink: bello! E una fra le modalità più seguite di variante non canonica era proprio quella di reiterare a dismisura gigli e pendenti... :twisted:

- è lecito vedere nel titolare di quest'arma un personaggio laico o una famiglia (ne farebbe fede l'assenza di timbri e di altri ornamenti esterni), di area probabilmente tosco-romagnola (come sembra suggerire la frammistione fra semplicità formale e capo pseudo-angioino).

Salvo errori ed omissioni, tanto è...

...e ora, non ci resta che disanonimizzarlo!

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Messaggioda Fan-Gi » lunedì 31 gennaio 2005, 22:54

Gentilissimi Signori, sono un nuovo utente del Forum e mi permetto di fare alcune osservazioni sullo stemma presente nel manoscritto malatestiano.
Premetto che non sono un araldista e ho iniziato ad interessarmi di araldica da poco più di un anno, pertanto richiedo da Voi tutti la massima indulgenza.
Alcuni mesi fa durante un sopralluogo presso un edificio sacro in territorio ravennate mi sono imbattuto in due testimonianze marmoree che recavano scolpito uno stemma molto simile a quello rappresentato sul manoscritto malatestiano.
Con le indicazione di uno studioso sono venuto a sapere che lo stemma poteva appartenere ad una antica famiglia ravennate e nello specifico i Del Sale una antica famiglia che si spense nel XIX secolo con la sua ultima discendete che si sposò con un Rasponi e dette luogo alla nascita del ramo Rasponi Del Sale.
Questo è il primo messaggio che invio è vorrei inserire alcune immagini a supporto della mia tesi, se qualcuno mi potesse dare alcune indicazioni su come postare le immagini per renderle fruibili a tutti, ve ne sarei veramente grato.
Fan-Gi
 
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Messaggioda antonio_conti » martedì 1 febbraio 2005, 1:44

Gentile Fan-Gi,
per le imagini contati il nostro moderatore il singor Cravarezza,
attendiamo tutti di saperne di più, immagino soprattutto il signor Daltri della Malatestiana che ha posto il quesito.

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 15:44

Fan-Gi ha scritto:Gentilissimi Signori, sono un nuovo utente del Forum

Benvenuto, caro amico.

e mi permetto di fare alcune osservazioni sullo stemma presente nel manoscritto malatestiano...(omissis)...lo stemma poteva appartenere ad una antica famiglia ravennate e nello specifico i Del Sale una antica famiglia che si spense nel XIX secolo con la sua ultima discendete che si sposò con un Rasponi e dette luogo alla nascita del ramo Rasponi Del Sale...(omissis)...


In effetti, i Del Sale (anzi, i Rasponi Del Sale) risultano patrizi ravennati.

La famiglia era antica, visto che nel 1425 era presente alla corte estense di Ferrara.

Il Santi-Mazzini, nel suo recente Araldica (pag. 457), ne mostra uno stemma così blasonabile: d'azzurro, al compasso aperto, accostato in capo da due stelle di sei raggi, il tutto d'oro, ed accompagnato in punta da un crescente montante d'argento.

Guarda caso, se :roll: dimostrata l'attinenza dei Del Sale con lo stemma in oggetto, un altro caso di trasmutazione di uno scaglione in un compasso, come si sta trattando in altro topic!

Sottolineo come il crescente montante rende elegantemente parlante l'arma di questa famiglia (Del Sale).

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Messaggioda Fan-Gi » martedì 1 febbraio 2005, 19:13

Sperando di essere più chiaro ho inviato alcune immagini per offrire a questa discussione alcuni elementi chiarificatori.
Spero che dalla prima immagine si possa vedere in maniera abbastanza nitida il rilievo marmoreo dello stemma che ho incontrato (immagine 1).

Immagine

Sulla base di alcune testimonianze sono riuscito a circoscrivere il manufatto come proveniente da Ravenna.
Sulla base di questo dato iniziale e su suggerimento di un appassionato di araldica sono riuscito a rintracciare uno stemma di una famiglia ravennate.
Il blasonario che ho consultato è la riproduzione dal seguente testo:
Marco Antonio Ginanni, Blasone di Ravenna e delle famiglie descritte alla nobilta ravennate, Ravenna 1983.
(immagine 2).

Immagine

Mi sono anche permesso di inviare un’immagine con la restituzione cromatica dello stemma (immagine 2bis)

Immagine

Ringrazio fra’ Eusanio dell’osservazione sulla presenza di un compasso in sostituzione dello scaglione, in effetti nello stemmario che ho citato compare anche questa versione grafica, nonostante ciò ho ritenuto che la versione con lo scaglione potesse essere ritenuto più antico (immagine 3).

Immagine

È logico che mi sono basato su una codificazione relativamente lontana in senso temporale al rilievo marmoreo che ho datato alla prima metà del XV secolo, nonostante ciò ritengo che possa essere verosimile che lo stemma che ho rintracciato possa essere riferibile alla famiglia Del Sale di Ravenna. È probabile che anche quello presente nel manoscritto malatestiano posso fare riferimento alla famiglia Del Sale.
Solamente un attento esame paleografico e sul contenuto del testo in questione potrebbe offrire altri dati chiarificatori sulla luogo di redazione del codice.

Mi rimetto al Vostro giudizio.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 19:18

Fan-Gi ha scritto:...(omissis)...Ringrazio fra’ Eusanio dell’osservazione sulla presenza di un compasso in sostituzione dello scaglione, in effetti nello stemmario che ho citato compare anche questa versione grafica, nonostante ciò ho ritenuto che la versione con lo scaglione potesse essere ritenuto più antico (immagine 3).

Indubbiamente.

È logico che mi sono basato su una codificazione relativamente lontana in senso temporale al rilievo marmoreo che ho datato alla prima metà del XV secolo, nonostante ciò ritengo che possa essere verosimile che lo stemma che ho rintracciato possa essere riferibile alla famiglia Del Sale di Ravenna. È probabile che anche quello presente nel manoscritto malatestiano posso fare riferimento alla famiglia Del Sale.
Solamente un attento esame paleografico e sul contenuto del testo in questione potrebbe offrire altri dati chiarificatori sulla luogo di redazione del codice.

Certo.

Mi rimetto al Vostro giudizio.


A questo punto, sarebbe davvero utile avere maggiori notizie sul manoscritto, o almeno su quanto pertiene alla miniatura, da parte della Biblioteca ove è conservato.

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Messaggioda adaltri » venerdì 4 febbraio 2005, 16:55

Sono spiacente di non poter aggiungere molte altre informazioni sul manoscritto in oggetto. Il manoscritto, che ha segnatura S.XX.5, è databile alla seconda metà del XIV secolo e contiene un poema di Stazio. Del manoscritto esistono due descrizioni, dovute rispettivamente a Muccioli e a Zazzeri:

MUCCIOLI, GIUSEPPE MARIA
Catalogus codicum manuscriptorum Malatestianae Bibliothecae fratrum minorum conventualium, Caesenae, typis Gregorii Blasinii, 1784, tomo II, pp. 136-137

ZAZZERI, RAIMONDO
Sui codici e libri a stampa della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Ricerche e osservazioni, Cesena, Vignuzzi, 1887, pp. 425-426

I passi relativi possono essere consultati ai seguenti indirizzi:

http://www.malatestiana.it/cgi-bin/wxis ... o2/136.jpg

http://www.malatestiana.it/cgi-bin/wxis ... ri/425.jpg

A una descrizione moderna del manoscritto stanno attualmente lavorando la Dott. Paola Errani della Malatestiana e il Prof. Marco Palma dell'Università di Cassino. Al più presto spero di renderla disponibile sul nostro sito. Ugualmente, non appena il nostro fotografo avrà fatto la ripresa, pubblicherò l'immagine dell'ultima carta (comprensiva dello stemma abraso e della sottoscrizione del copista).

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Messaggioda antonio_conti » venerdì 4 febbraio 2005, 17:05

Gentile Fan-Gi,
che dire, bravo! Credo che ci siano più che buone possibilità che l'arma da lei individuata (dei Del Sale), possa avere a che fare con quella rappresentata sul codice, ergo alla Malatestiana le saranno certo riconoscenti :P

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 4 febbraio 2005, 17:31

adaltri ha scritto:Sono spiacente di non poter aggiungere molte altre informazioni sul manoscritto in oggetto. Il manoscritto, che ha segnatura S.XX.5, è databile alla seconda metà del XIV secolo...(omissis)...

La ringraziamo comunque per questa conferma di massima alla datazione ipotizzata.

...(omissis)...A una descrizione moderna del manoscritto stanno attualmente lavorando la Dott. Paola Errani della Malatestiana e il Prof. Marco Palma dell'Università di Cassino. Al più presto spero di renderla disponibile sul nostro sito. Ugualmente, non appena il nostro fotografo avrà fatto la ripresa, pubblicherò l'immagine dell'ultima carta (comprensiva dello stemma abraso e della sottoscrizione del copista).
Andrea Daltri


Attendiamo con piacere entrambe! :P

Grazie ancora.

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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » martedì 8 febbraio 2005, 19:43

Ricordate il topic fatto partire da messer Guilhant dal titolo "grifone?!"

In quello spazio il nostro Michele Baroncini scrisse questo:
credo proprio che Le interesserà dsare un'occhiata al collegamento che segue. Ci sono quattro stemmi a nome "Bianchi". Quello che Le interessa è il terzo stemma a tale nome.

http://www.cedoc.mo.it/estense/

Se voi invece date un'occhiata al primo degli stemmi dei BIANCHI...

andate a vedere
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » martedì 8 febbraio 2005, 19:46

Dimenticavo...

nalla homepage di Biblioteca Estense, prima cliccare su IMMAGINI/IMAGES in fondo alla pagina, poi a sinistra, facendo scorrere fino in fondo la lista di voci, pigiare su STEMMI.
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Messaggioda Messanensis » martedì 8 febbraio 2005, 19:56

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Guarda caso, se :roll: dimostrata l'attinenza dei Del Sale con lo stemma in oggetto, un altro caso di trasmutazione di uno scaglione in un compasso, come si sta trattando in altro topic!


Caro Frà Eusanio,
questa trasmutazione è davvero curiosa. La stessa cosa che abbiamo visto essere accaduta con lo stemma dei Galluppi... :!:
Riusciremo a svelare questo "mistero"?
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