Abusivismo e relativo condono morale

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
Uniforms, personal decorations, ribbons use and authorization.

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Volpegrigia72 » martedì 14 luglio 2009, 20:00

Io ho trovato solo questo... un pò magro come risultato, ma tant'è.
Distinti saluti. Edoardo LEO

TRIBUNALE DI PISTOIA

Sezione Unica)

in data 5 giugno 1964

Il PRESIDENTE





Signor Dottor Mario Ciantelli

MAGISTRATI

Dr. Umberto Stoppoloni, Giudice Est., Dr. Giovanni Ponzetta, Giudice

SENTENZA

Nella causa penale in grado di appello

CONTRO

PATERNO’ FRANCESCO MARIO fu Roberto e Paternò Castello Eleanora, nato il 20 giugno 1913 a Catania, elettivamente domiciliato presso Avvocato Pensavalle di Catania.

IMPUTATO

(a) del reato p.e.p. degli articoli 81 opv 640, 56, 640 del Codice Penale … perchè elargiva come veri, falsi titoli onorifichi … nonché titoli nobiliari falsi e, comunque invalidi ….

(b) del delitto p.e.p. dell’articolo 81 del Codice Penale e articolo 8 della legge del 3 marzo 1951 Nr. 178, per aver conferito, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso i titoli di cui sopra …. Denunciato in Montecatini Terme il 14 luglio 1958. Aggravato dalla recidiva. Appellante avverso la sentenza del Pretore di Monsummano Terme in data 29 maggio 1962, con la quale fu condannato a mesi 4 e gg. 15 di recl. E alla multa di L 220,000 per il reato di cui al capo (b) della rubrica … e fu assolto dal reato di cui al capo (a) della rubrica … per insufficienza di prove.
In esito alla odierno pubblico dibattimento secondo le norme del rito.
Con tempestivo appello l’imputato ha impugnato la citata sentenza; chiedendo di essere assolto perchè il fatto non costituisce reato, - omissis – Durante la fase preliminare del giudizio di appello l’appellante ha prodotto diversi documenti tendenti a dimostrare la legittimità dei titoli onorifici da esso distribuiti – omissis - Osserva il Tribunale : la imputazione contestata all’imputato parte dal presupposto che le onorificenze distribuite dal Paternò fossero false o illegittime; quanto alla falsità non ne sussiste alcun indizio, in quanto lo stesso imputato ha riconosciuto di averle concesse di sua iniziativa ed in base ad un ritenuto suo potere o facoltà legittima. Si tratta pertanto di accertare se tale legittimità sussiste, perchè nel caso positivo la concessione delle sudete onorificenze non costituisce violazione dell’art. 7 L 3.3.1951 n.178.
Invero devesi rilevare che ai sensi degli art. 7 e 8 della legge suddetta, mentre è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche da parte di enti, associazioni e privati e ne è punito l’uso fattone in qualunque forma e modalità, sono invece leciti il conferimento e l’accettazione di onorificenze a cittadini italiani conferite da ordini non nazionali, o da Stati esteri, mentre ne è soltanto vietato l’uso in mancanza di autorizzazione del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero degli Affari Esteri.
Senza l’applicazione di tale interpretazione la norma in esame rimarebbe priva di significato, perchè la menzione di ordini non nazionali, in relazione con la possibilità che sia autorizzato l’uso delle relative concessioni possono esistere ed essere accettate. Tale interpretazione trova del resto conferma nei lavori parlamentari, da cui risulta che la dizione “ordini non-nazionali” è stata aggiunta all’originario testo dell’art. 7 e che l’espressione “non possono accettare” vi è sostituita con l’altra, “non possono usare nel territorio della Repubblica”. In sostanza, con le norme in esame il legislatore ha voluto vietare che soggetti diversi potessero prendere iniziativa di farsi elargitori di onorificenze e decorazioni senza averne un effettivo preesistente titolo o facoltà; ed inoltre che tali concessioni rimangono nell’ambito privato del soggetto insignito, salvo un’autorizzazione ad usarla in pubblico, senza la quale le stesse concessioni rimangono atti indifferenti per il diritto interno dello Stato, il quale ne vieta le manifestazioni esteriori allo scopo di giustamente tutelare i meriti riservati e rappresentati dalle onorificenze riconosciute dallo Stato. Attraverso l’ampia documentazione prodotta dall’appellante risulta che Paternò Francesco Mario è discendente della Casa Paternò Castello Guttadauro di Emmanuel; anche senza risalire a precedenti anteriori, pure dimostrati; una ordinanza del Re Ferdinando II del Regno delle Due Sicilie nell’anno 1853, della quale si trova menzione in ordine 30 marzo, dell’Intendente della Provincia di Catania, riconosce speciale privilegio alla onorificenze concesse dalla suddetta Casa, insieme a quelle concesse dal Romano Pontefice e qualche altro ente, consentendone l’uso mediante il portare decorazioni, a differenza di ogni altro derivante da ordini stranieri, senza bisogno dell’assenso reale. Essendosi formati diversi rami del Casato, ed in seguito ad invito reale, i diversi rappresentanti familiari convennero di riconoscere la titolarità dei poteri onorifici a Don Mario Paternò con patto di famiglia del 1853;
l’attuale imputato è nipote di lui per successione diretta e come tale erede e legittimo possessore anche della suddetta facoltà, concretante lo jus honorum, espressione della potestà onorifica di casato che lo conserva per tradizione familiare non essendosi verificata debellatio, cioè estromissione forzata del potere. L’appello pertanto deve essere accolto – omissis - P.Q.M. Il Tribunale, visto l’art. 523 C.P. in riforma della sentenza del Pretore di Monsummano Terme del 29 Maggio 1962 appellata da Francesco Mario Paternò Castello, assolve il medesimo dalla imputazione di cui all’art. 8. L. 3.3.1951 n. 158 perchè il fatto non costituisce reato.
A Pistoia, addì 5 giugno, 1964. F°. Il Presidente : Ciantelli, i Giudici :

Ponzetta, Stoppoloni est.

Il Cancelliere : Palamidessi.
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
Avatar utente
Volpegrigia72
 
Messaggi: 291
Iscritto il: martedì 28 aprile 2009, 15:23
Località: Roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda nicolad72 » martedì 14 luglio 2009, 20:31

... vedi quando parlavo dei controllori che non funzionano!
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda adj » martedì 14 luglio 2009, 20:51

falsi titoli onorifichi

Ohibò, povera lingua italiana!
adj
 

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Volpegrigia72 » mercoledì 15 luglio 2009, 10:19

Ci sarebbe anche un altro caso che risale al 2003/4, ma a quanto sembra la denuncia presentata presso la Proc. della Rep. presso il Tribunale Penale di Roma non è andata a buon fine, anche perchè le ipotesi di reato in questione vennero contestate nei confronti di persone moooooolto influenti, delle quali non faccio i nomi per ovvie e sacrosante (sigh) ragioni inerenti il diritto alla privacy ed anche perchè, a quanto sembra, vantano numerosi e notevoli ammiratori e seguaci in questo forum.
Pertanto mi astengo, anche per non essere definitivamente messo al rogo [notworthy.gif]
Distinti saluti. Edoardo LEO [flag_italy.gif]
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
Avatar utente
Volpegrigia72
 
Messaggi: 291
Iscritto il: martedì 28 aprile 2009, 15:23
Località: Roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 15 luglio 2009, 10:37

Gentile Volpegrigia72, mi scusi, ma Lei "getta la pietra e nasconde la mano"! [nono.gif]
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Volpegrigia72 » mercoledì 15 luglio 2009, 13:46

Egregio sig. Onorati. Innanzitutto mi perdoni se non le ho risposto immediatamente.
Allora... vorrei specificare che la sentenza del Tribunale di Pistoia, che ho pubblicato ieri è un atto pubblico, in quanto la fase delle indagini preliminari relativa al procedimento penale istruito da codesta Procura della Repubblica per i reati contestati alla persona/e indagata/e, si è conclusa con un rinvio a giudizio e successivamente con un dibattimento e non con un'archiviazione, in fase predibattimentale.
Nel ulteriore caso di cui parlo nel topic, la denuncia alla base delle indagini scaturite per la violazione della legge nr. 178 del 1951, a carico di x soggetti, dopo la doverosa apertura di un fascicolo d'indagine da parte dell'A.G., è stata archiviata, per motivi vari (credo per l'insussistenza degli elementi contenuti nella notizia criminis o altri, la cui valutazione, come previsto dalla legge penale, ricade nella sfera di discrezionalità del singolo magistrato... non sta a me fare altre ipotesi).
Pertanto gli atti archiviati, non essendo entrati a far parte della fase pubblica del procedimento giudiziario di natura penale, ovviamente non sono visibili dai terzi, anzi, neppure dalle persone indagate.
Tutto ciò, anche per il doveroso rispetto del diritto alla privacy delle suddette persone, la cui posizione, in seguito ad un chiarimento, non ha portato ad ulteriori conseguenze.
Pertanto, aderendo appieno alle leggi dello stato in tale materia e ritenendomi, di conseguenza, un ufficiale di p.g. serio e coscienzioso nelle propie attribuzioni, non solo durante l'orario di servizio, ho omesso di corredare la vicenda con i nominativi dei relativi protagonisti (è diverso dallo scagliare la pietra e nascondere il braccio... badi bene).
Ciò non toglie però che nel mio intervento penso di aver fornito vari indizi utili a reperire la fonte (pubblicistica) dei fatti.
Magari, chi è interessato, potrebbe cimentarsi anch'egli a fare l'investigatore per cui, inserite le parole giuste nel motore di ricerca... potrà avere contezza della storia.
MI ritenga a sua piena e completa disposizione per ulteriori ed eventuali chiarimenti.
Distinti saluti. Edoardo LEO
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
Avatar utente
Volpegrigia72
 
Messaggi: 291
Iscritto il: martedì 28 aprile 2009, 15:23
Località: Roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 15 luglio 2009, 14:20

Giusto per una precisazione di ordine storico giuridico.
siamo nel 1964 in piena vigenza del codice Rocco (ceh all'epoca aveva poco più di una 30ina d'anni e rimarra in vigore con qualche sitemata per un'altra 20ina). Quindi, secondo quella procedura, nei processi davanti al Pretore, la Procura della Repubblica non ci mettava piede, poichè faceva tutto il Pretore (figura oggi non più esistente) Indagini, rinvio a gudizio e processo.

Faccio notare come il grado di impuganzione fu trattato dal Tribunale e non dalla Corte d'Appello.
Caso anche questo, oggi, non più attuale.
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Volpegrigia72 » mercoledì 15 luglio 2009, 14:35

Ma bene! Ottima precisazione sull'antico procedimento pretorile.
Per fortuna si è preso, almeno lei, la briga di leggere la sentenza... [angel] io ormai non ne posso più!!! [stretcher.gif]
Distinti saluti. Edoardo LEO
Cavaliere O.M.R.I.
Merito C.R.I.
L'uomo catarifrangente scese dalla sua carrozza bianca illuminata di una luce azzurrissima, si avvicinò al sofferente, si chinò su di lui e gli disse… ora mi prenderò cura di te !
Avatar utente
Volpegrigia72
 
Messaggi: 291
Iscritto il: martedì 28 aprile 2009, 15:23
Località: Roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda 263247qk » mercoledì 15 luglio 2009, 18:07

Volevo ricordare al sig. Luca bracco che il termine "Secondino" è un modo dispreggiativo per definire volgarmente un agente della Polizia penitenziaria.
Credo che il rispetto verso gli altri sia d'obbligo se se vuole essere rispettati.-
Distinti saluti
263247qk
 
Messaggi: 64
Iscritto il: mercoledì 5 dicembre 2007, 16:42
Località: roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 15 luglio 2009, 18:42

Ma in carcere (anzi casa circondariale... non vorrei urtare la sensibilità di qualcuno anche per l'indicazione di un luogo che in genre io chiamo "gabbio", anche davanti ai detenuti) stamattina, porprio un anziano appartenente al corpo di Polizia Penitenziaria ha usato, questo termine per indicare la sua professione... e non mi sembrava che gli astanti, tutti colleghi tranne me, si siano risentiti.

il tutto, come al solito dipende dal contesto e dal tono con cui un termine viene usato.

Poi se vogliamo considerarlo offensivo a prescindere e per partito preso... questo è un altro discorso!
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda 263247qk » mercoledì 15 luglio 2009, 19:22

che strano, un agente di polizia penitenziaria al'interno di una casa circondariale o mandamentale a seconda della scelta, le riferisce che per lavoro fa° il "secondino", in 22 anni di servizio a me non è mai capitato.
P.S. ma lei non riusciva a capirlo dato il luogo in cui si trovava..-
Volevo inoltre aggiungere che la modalità con la quale si è spresso il sig.luca bracco non mi sembrava tanto per dire, piuttosto mi sembrava un affondo nei confronti del secondino reo di aver aderito ad un ordine farlocco.
Grazie alla sua o vostra perspicacia spero siate riusciti a risalire al falso magistero o altro, investigatori della domencia................
distinti saluti......
263247qk
 
Messaggi: 64
Iscritto il: mercoledì 5 dicembre 2007, 16:42
Località: roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 15 luglio 2009, 20:40

263247qk ha scritto:Grazie alla sua o vostra perspicacia spero siate riusciti a risalire al falso magistero o altro, investigatori della domencia.........


Innanzitutto era un mercoledì....

Poi tra titoli e titolini avete ancora il "vizietto" di pretendere il costituzionalissimo e democraticissimo "superiore" da quelli che custodite (a me risulta di si... e i vostri ospiti li vengo a trovare sovente)? Perchè a questo punto chi è senza peccato lanci la prima pietra!

Se uno sbaglia è giusto che paghi... e se qualcuno si mette in ridicolo è giusto che affronti la sorte che lui stesso si è scelto... se uno va in giro a fare il clown non si deve arrabbiare se la gente ride di lui!
Come vede il discorso è semplice, e non fa una piegha e può essere riassunto nel vecchio detto popolare: chi è causa del suo mal pianga se stesso...

A prescindere da tutto questo discorso ci terrei a precisare che:
1) io su questo forum non ho mai palato di nessun agente di custodia con addosso insegne appartenenti a ordini fauslli.
2) di conseguenza delle scuse sarebbero (quantomeno per quell'investigatore della domenica datomi senza ragione) apprezzabili.
3) le eventuali reprimende se intende farle le faccia a chi ha scritto, giusto per fare un po' di giustizia visto che per esperienza so che è facile prendersela con gli innocenti e tra i suoi custoditi ne ho trovati diversi?!?!
4) Luca, che conosco da una vita, non è persona che in genere - per sua fortuna - frequenta tribunali o altri ameni luoghi come questi, e quindi gli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria - non avendo esperienza diretta -, denomina questi servitori dello stato come li chiama la gente comune, con quel nome, gradito o meno che possa essere ai diretti interessati, che è "secondino"... il sarcasmo non stava nel termine "secondino" ma come questi, con una uniforme dello stato, era agghindato, che ho visto, e di sicuro non ha fatto fare bella figura a chi quella unforme gli ha dato.


PS. ma perchè' siete sempre così permalosi?
Avatar utente
nicolad72
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11134
Iscritto il: lunedì 30 ottobre 2006, 18:29

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 16 luglio 2009, 0:32

Certo che questa estate è proprio caldissima, e chissà perchè da un pò di tempo alcuni di voi non perdono l'occasione per riuscire a scaldarsi ancora di più... ho già detto in altri topic che per le sterili liti e gli apprezzamenti personali vanno usati gli MP.
Sono stanco - e spero che la maggioranza dei frequentatori di questo Forum la pensi come me - di leggere interventi polemici e di vedersi scambiare colpi di fioretto ad ogni nuova o vecchia discussione che si apre o si riapre [nono.gif] .
Negli ultimi giorni, per vari motivi, ho già dovuto bloccare tre discussioni, ma ce ne sarebbero almeno altrettante - inclusa questa - che meritterebbero di essere chiuse [hmm.gif] ...
Invito tutti a ritovare la serenità, la moderazione, i toni - oltrechè i giusti argomenti - che dovrebbero caratterizzare le discussioni di un consesso (serio) come il nostro.
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
Avatar utente
Mario Volpe
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 3803
Iscritto il: sabato 1 aprile 2006, 18:58
Località: Roma

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Luca Bracco » giovedì 16 luglio 2009, 11:57

Anzitutto non ho usato il termine "secondino" in modo dispregiativo, anche perché non ho mai sentito nessuno usarlo in tale accezione (faccio regolarmente servizio in CRI con agenti di polizia penitenziaria e sono loro per primi a definirsi tali, per cui per quale motivo dovrei offenderli?).

In secondo luogo io non ho mai mancato di rispetto a nessuno.

Ho solo detto e ripeto di aver visto un agente in alta uniforme che al di là del rispetto che nutro per le istituzioni ed i corpi era - agli occhi di un esperto quale immodestamente ritengo di essere - al limite del ridicolo!
Indossare 4 medaglie di cui 3 FINTE, NON AUTORIZZABILI, INESISTENTI PER L'ORDINAMENTO REPUBBLICANO credo sia uno spettacolo più degno di una commedia cinematografica da cinepanettone che non per una festa patronale cittadina.

O sbaglio?

Poi se pensa che oltre al pubblico sdegno di un addetto ai lavori sia meglio presentare una denuncia per violazione delle norme in materia di decorazioni cavalleresche sulle uniformi e così far passare qualche brutto quarto d'ora ad un suo collega (immagino) lo dica.

Personalmente - e come me lo pensa anche Nicola - sono stanco di vedere la corsa alla medaglia.

Anche finta purche faccia colore......E BASTA! L'altro ieri ad un mio collega si è presentato un "templare". Ha avuto pure il coraggio di dirgli "di queste in giro ce ne sono poche" facendo riferimento alla sua rosetta. E PER FORTUNA CHE CE NE SONO POCHE!

Io ho un infinito rispetto per tutti (non sarei in CRI altrimenti) ma le pagliacciate non le sopporto. Sono fatto così.
Come ho detto quello che pensavo al mio vice parroco che si è presentato con l'Ordine di San Lazzaro ( [crybaby.gif] ) così ho espresso in questo forum il mio pensiero.

E penso che i miei interventi, a dispetto di altri (e sicuramente anche dei suoi) siano un po' più costruttivi ed edificanti anche perché mi diletto a fare l'investigatore del mercoledì.
Luca Bracco
Luca Bracco
 
Messaggi: 995
Iscritto il: giovedì 2 novembre 2006, 12:43
Località: Sanremo

Re: ABUSIVISMO E RELATIVO CONDONO MORALE

Messaggioda Francesco Lupo » giovedì 16 luglio 2009, 13:17

Buongiorno,

Leggo l'intervento di Luca Bracco e mi viene la pelle d'oca...ribadisco la citazione: " ho visto cose che voi umani..."

P.S. c'è chi mi ha chiesto : " Ma iscrivendomi all'ANPd'I posso mettere l'aquilotto? " [crybaby.gif]

Cordialmente.
Francesco Lupo
 

PrecedenteProssimo

Torna a Uniformologia



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 9 ospiti