Savoia a Roma

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 19 gennaio 2005, 18:26

Confesso la mia ignoranza... questa non la sapevo. :P

saluti


Michele
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e l'oro dei gigli....

Messaggioda omar46 » mercoledì 19 gennaio 2005, 21:25

e l'oro dei gigli ricamati su un drappo rosso alle spalle del trono nella sala Reale della Reggia di Caserta (una vera opera d'arte delle seterie di San Leucio).....dicevo dove è finito ...... meschinamente sciolto x soddisfare i bisogni economici di chi?........ A proposito conoscete i volti dei Mille ???
Germano Bevilacqua in un simbatico libro intitolato" I Mille di Marsala album fotografico" ne raccoglie i ritratti suddivisi per regione .Edizioni
Manfrini R. Arti Grafiche Vallagarina S.p.A 1985. Si puo richiedere una copia a TUTTOSTORIA alla modesta cifra di 5 Euro....... parla anche di ricerca documentaria tanto per rimanere in tema........

.................omar46............................
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Messaggioda MMT » giovedì 20 gennaio 2005, 17:54

omar46 ha scritto:Manfrini R. Arti Grafiche Vallagarina S.p.A 1985. Si puo richiedere una copia a TUTTOSTORIA alla modesta cifra di 5 Euro....... parla anche di ricerca documentaria tanto per rimanere in tema........


Può essere più preciso, a chi bisogna richiedere tale libro!?



Grazie,
Michele T.d.S.
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carissimo

Messaggioda omar46 » giovedì 20 gennaio 2005, 19:09

Carissimo Tuccimei si tratta del libro idetificato con codice n°056G011
contiene le foto tessere di 929 "Gallibbardini" + elenco dei Mille con dat anagrafici ed altre interessanti notizie da richiedere a Tuttostoria(Albertelli)
Casella Postale 395 Parma43100
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Haaaaaaa!!!!!!......

Messaggioda omar46 » giovedì 20 gennaio 2005, 21:31

Haaaaaaa....!!!!! Pompili.......Pompili dicevo con discrezione prima di sputare sentenze impropie, dicevo......DOCUMENTATEVI!!!! :shock:
Allora, prima di tutto le leggi di sussistenza esistevano: vedi il PIo Monte di Misericordia, vedi L'istituto di Avviamento al Lavoro, la plebbe era ignorante si è vero non per incuria, ma perchè la densità abitativa era alta e il lungo governo Vicereale Spagnolo ha inginocchiato un popolo direi un poco particolare ( grazie agli innesti genetici...... i più variegati). Sono propio con i Borboni che il popolo partenopeo incominciò ad avere una sua fisionomia.Per cortesia :evil: Leggete..... :roll: documentatevi..............confrontiamoci............e poi ci schieriamo. Per capire un poco leggetevi i testidi Economia Tipo "Il crollo del Regno delle due Sicilie " di Domenico de Marco edizione Università degli Studi di Naoli Biblioteca degli "Annali" dell'Istituto di Storia Economica e Sociale, :shock: oppure i libri storici di Giuseppe Campolieti sulle
figure di Ferdinando I e di Ferdinando II (giornalista "nordico"
conosciuto in Archivio alle prese del Fondo Borbone a caccia di documenti e lettere utili alle sue pubblicazioni appena abbozzate. Ricordo che era un poco astioso nei riguardi della Dinastia poi , rivisto in seguito ,affascinato
ed incuriosito al massimo.........). Come vedete la storia va vissuta e :oops: perchè no anche criticata anche attraverso gli Archivi non a caso siamo i neofiti delle Scienze della documentazione:wink: ........Grazie
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Scusatemi.......

Messaggioda omar46 » sabato 22 gennaio 2005, 13:39

Scusatemi........cari amici dimenticavo......Nella Reggia di Caserta è in atto una bellissima mostra che dura fino al 13/3/2005. Chi capiterà da queste parti ne potà approffittare ."Casa di Re" un secolo di storia 1752-1860-. Allestita nel primo piano della Palazzo è sudivisa in sei sezioni.La prima sugli spazzi costruiti da Carlo di Borbone tra Madrid e Caserta. Laseconda sulla pittura napoletana e i rapporti tra Vanvitelli e la corte.La terza Sugli artisti stranieri alla corte di Ferdinanando e Maria Carolina.
La quarta sezione su Gioacchino Murat e carolina Bonaparte. La quinta promozione gusto e celebrazione da Ferdinando I a Francesco II, la sesta sezione sulla Scienza e tecnologia in età borbonica.
Visitandola mi venivano in mente le lettere che Maria Cristina di Savoia
"'a santarella" prima moglie di Ferdinando II e madre di Francesco II ,scriveva al padre Vittorio Emanuele II, esprimendo i pareri più ammirati su questo Re e la sua dinastia e diceva che a confronto i Savoia
si sentivano un po' "provinciali" e spenti........riscoprendo in queste terre
luminosità,bellezze e calore umano incommensurabili........... Grazie

................omar46.........................
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Messaggioda michele d'arasmo » sabato 22 gennaio 2005, 14:21

Cari Amici,
il fondatore della famiglia Rotschild impose ai suoi figli maschi di trasferirsi a vivere permanentemente nelle principali città europee. Principali nel senso di possibilità di sviluppare affari, business ecc.
Una di queste città era Napoli. Qualcuno potrà confermarmelo, ma Napoli nel XVIII secolo se non era la piu' grossa città europea era comunque tra le prime, e come fermento culturale, economico, ecc. dava i punti a molte capitali. Altro che Torino (con tutto il rispetto per i torinesi).
Certo, le condizioni sociali della stragrande maggioranza non erano un granchè, ma sicuramente in linea con quelle di altri paesi. Ricordiamoci i racconti di molti scrittori sulle condizioni di vita nella Londra (ricca e potente) vittoriana, oppure che a Vienna, agli inizi del XX secolo, meno dell'1% degli abitanti avevano i servizi igienici in casa.
Comunque non è il caso di accalorarsi su qesti argomenti. I Borboni, come i Savoia, gli Asburgo, i Wittelsbach, i Romanov ecc. sono usciti dalla storia e dubito che avranno con essa un altro appuntamento. Al massimo, qualcuno è entrato nella cronaca (rosa, ma talvolta non solo....)

Saluti
michele
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caro...

Messaggioda omar46 » sabato 22 gennaio 2005, 14:26

caro michele sono daccordissimo...... :D

......omar46 ..........
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Messaggioda Elassar » giovedì 27 gennaio 2005, 22:46

Intervengo sulla questione perché a mio modo di vedere si è sottovalutato un dato: se il Sud è rimasto arretrato non colpa solo della politica savoiarda (che indubbiamente ha avuto un suo peso), ma principalmente dell'oscurantismo dei Borboni, che non attuarono mai una politica di sviluppo delle infrastrutture. Basti pensare che quando in Europa ed anche in buona parte dell'Italia c'erano chilometri e chilometri di strade ferrate, nel Regno delle Due Sicilie ce ne erano appena 100 km.
Inoltre, il grado di alfabetizzazione era straordinariamente basso anche al metro di allora.
I Borboni, quindi, sono i principali responsabili dell'arretratezza del Mezzogiorno, che come è noto all'epoca era le regione più arretrata d'Italia: neppure lontanamente paragonabile al Piemonte o al Lombardo Veneto.
Elassar
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Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » giovedì 27 gennaio 2005, 23:23

Secondo me la colpa è di entrambi e non solo.... :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
Cordialmente
FCdM
"...io non domando per la mia antica nobiltà, ne cariche ne onori..."
Generale Pietro Odoardo Chiarizia 1815

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Messaggioda michele d'arasmo » venerdì 28 gennaio 2005, 0:49

La situazione sociale sotto i Borboni era rapportata alla realtà socio economica di quel regno, probabilmente Napoli aveva molto in comune con Vienna o Parigi, ma certamente la Calabria o la Lucania avevano molto in comune con molte zone dell'impero asburgico.
DI certo l'arrivo dei Savoia non porto' a miglioramenti, anzi la situazione peggioro'. Pensiamo solamente all'emigrazione (che comunque non fu un probelma solo del meridione).
I primi miglioramenti si ebbero solo durante il ventennio e dagli anni 70 in poi. Certo che il ritardo (come pure il persistere di alcuni schemi mentali) persiste.

cordialmente,

michele
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 28 gennaio 2005, 0:50

Elassar ha scritto:Intervengo sulla questione perché a mio modo di vedere si è sottovalutato un dato: se il Sud è rimasto arretrato non colpa solo della politica savoiarda (che indubbiamente ha avuto un suo peso), ma principalmente dell'oscurantismo dei Borboni, che non attuarono mai una politica di sviluppo delle infrastrutture. Basti pensare che quando in Europa ed anche in buona parte dell'Italia c'erano chilometri e chilometri di strade ferrate, nel Regno delle Due Sicilie ce ne erano appena 100 km.
Inoltre, il grado di alfabetizzazione era straordinariamente basso anche al metro di allora.
I Borboni, quindi, sono i principali responsabili dell'arretratezza del Mezzogiorno, che come è noto all'epoca era le regione più arretrata d'Italia: neppure lontanamente paragonabile al Piemonte o al Lombardo Veneto.
Elassar


Il regno delle Due Sicilie al momento della conquista di Garibaldi era uno degli stati più industrializzati d'europa. Non dimentichiamo che oltre ad aver avuto la prima ferrovia d'italia, numerose erano le industrie tessili e siderurgiche.
Inoltre dopo la conquista Savoia, molte di queste industrie sono state sistematicamente smontate e rimontate nel nord.

Al contrario il nord era prevalentemente agricolo.

Cerco fra i libri e ti consiglio qualche volume da leggere...
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 28 gennaio 2005, 11:14

Signori,
noto purtroppo che ancora prosegue la "disinformazione" sabauda a distanza di più di cento quaranta cinque anni......
La prima ferrovia italiana fu inaugurata qui al sud (la Napoli-Portici, 1839) e la prima rete ferroviaria.......
http://www.microsys.it/pietrarsa/storia.asp
http://www.capurromrc.it/mappe/!48napoli.html
E vorrei solo far notare che il bilancio tesoro del regno era il doppio di tutti i bilanci degli altri stati italiani messi insieme.... (leggete Mac Smith)
Insomma una ghiotta preda per il Piemonte rovinato dai debiti.....
Insomma non ci hanno fatto nessun favore i "fratellastri" del Nord e non ci hanno "liberato" da nessun tiranno, perchè siamo finiti poi anche peggio sotto i "liberatori".....
Ma ormai la storia deve essere vista con gli occhi sereni di chi ne è distaccato, di chi non è di parte.....
Accolgo il consiglio dell'amico Alessio: dobbiamo informarci il più possibile prima di esprimere giudizi storici, altrimenti rischiamo di essere di parte e di non vedere la verità nella sua interezza.
Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda Cottoneum » venerdì 28 gennaio 2005, 15:38

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Al contrario il nord era prevalentemente agricolo.



La Lombardia direi proprio di no, anzi. Il Piemonte forse (Cavour sosteneva che fosse una nazione tra le più arretrate, industrialmente parlando), per non parlare di Parma e Piacenza. La Toscana era prevalentemente agricola.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 28 gennaio 2005, 15:55

Gio Cairo ha scritto:La Lombardia direi proprio di no, anzi. Il Piemonte forse (Cavour sosteneva che fosse una nazione tra le più arretrate, industrialmente parlando), per non parlare di Parma e Piacenza. La Toscana era prevalentemente agricola.


Bè non parlavo nello specifico della Lombardia ma del nord in genere.

Verissimo comunque quello detto da Giovanni sui debiti del Piemonte. Conquistare il sud fu proprio un'idea eccellente del Cavour (a mio avviso il più grande statista italiano del XIX secolo)
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