Lo stemma che ispirò Hitler

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Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 9 luglio 2009, 9:34

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Il Corriere della Sera ha scritto:la sagrestia di lambach, in alta austria, custodisce il segreto
Ecco la svastica che ispirò Hitler
Le immagini nell'abbazia dove studiò il giovane Adolf


di VITTORIO MESSORI
Per penetrare nel luogo proibito, ho dovuto giocare la carta del riconosci­mento, mostrando il passaporto e al­cune pubblicazioni recenti che ave­vo con me. Ho superato così la diffidenza del monaco guardiano, fortunatamente let­tore delle traduzioni tedesche dei miei libri. Affidato a un sagrestano e aperta la grande porta barocca chiusa a chiave, mi sono stati concessi pochi minuti per scattare qualche istantanea con la mia macchinetta automati­ca. Alla fine, l'esortazione a «far buon uso» del privilegio accordato a me e negato cate­goricamente a tanti altri, da molti anni.

Tutto questo per accedere alla sagrestia di una chiesa non solo aperta al pubblico ma anche assai frequentata, essendo al contem­po parrocchia e tempio della grande, antica abbazia di Lambach, nell'Alta Austria. Un monastero che, nella sua vita millenaria, ha vissuto anche una esperienza singolare: du­rante l'anno scolastico 1897/98 ospitò, per la terza classe elementare, un bambino di ot­to anni originario di Braunau am Inn. Bambi­no disciplinato, dal visetto grazioso (come mostra la ancora esistente foto della classe) ma ostinato e introverso. Il che non gli impe­dì di essere un diligente chierichetto e un buon elemento della corale di voci bianche, nonché un allievo attento delle lezioni di vio­lino impartitegli da un Padre benedettino. Dopo l'aula della scuola nell'abbazia, la mag­gior parte del suo tempo lo trascorse, quel­l'anno, proprio nella sagrestia ora interdetta ai visitatori. Lì, infatti, aiutava i sacerdoti ce­lebranti a indossare e a togliere i paramenti liturgici, lì lavava e riempiva le ampolle per l'acqua e per il vino, lì sistemava arredi e ve­sti negli armadi. Lì si radunava con gli altri bambini, ogni sabato pomeriggio, per le pro­ve dei canti per la messa grande domenicale e si esercitava per le melodie previste per matrimoni, funerali, feste liturgiche varie. Ebbene, quel vasto ambiente barocco è do­minato da una sorta di grande cenotafio in marmi dai colori vivaci, che termina in uno stemma abbaziale, sovrastato da una mitria e da un pastorale in pietra rossa, forse di Ve­rona. Nell'ovale del blasone, una svastica con gli uncini piegati, vistosamente dorata. La stessa doratura per la data (1869) e per le quattro lettere che circondano la croce: T.H.A.L. Cioè: Theoderic Ha­gn Abate (di) Lambach.

Per posizione, per impo­nenza, per policromia dei marmi pregiati, il cenotafio è il punto focale della sala, è impossibile non esserne at­tratti appena entrati. Dun­que, in quell'anno scolastico di oltre 110 anni fa, attrasse anche gli occhi, avidamente curiosi, dell'al­lievo di terza classe della Volks-Schule, nonché chierichetto e corista. Il suo nome era Adolf Hitler.

L'anno a Lambach del futuro Führer è ovviamente ben noto agli storici, anche perché l’interessato gli dedicò una pagina del Mein Kampf, dove dice di non avere condi­viso l'ideale di quei monaci ma di averne sti­mato la serietà e, soprattutto, di avere prova­to tali emozioni durante le solenni liturgie da sentirsi, lui che sarà sempre astemio, be­rauscht, ubriaco. Alcune biografie accenna­no anche alla svastica del monumento abba­ziale ma, curiosamente, sono quasi inesi­stenti, per quanto sappia, le fotografie che appaghino la curiosità dei lettori. In ogni ca­so, le rare immagini sono di molti anni fa, in sfocato bianconero. In effetti, come io stesso ho constatato, i religiosi hanno deci­so di interdire l'accesso alla sagrestia per troncare una sorta di pellegrinaggio, ove ai curiosi si aggiungevano, pare, anche inquie­tanti nostalgici se non dei pericolosi pazzoi­di.

La gran maggioranza dei visitatori ignora che un'altra svastica, seppur di dimensioni minori, potrebbe risvegliare la curiosità. La seconda croce uncinata è sulla fontana nel giardino di fronte all'ingresso. Il piccolo Adolf vide pure questa tutti i giorni, giungen­do al mattino in abbazia, ma nel dopoguerra è stata coperta da rampicanti e da vasi di fio­ri e per vederla bisogna conoscerne l'esisten­za e spostare le piante. Anche questa è «fir­mata » da padre Theoderic Hagn, abate di Lambach nella seconda metà dell’Ottocento che per il suo stemma (ogni superiore di mo­nastero benedettino ne ha uno, alla pari dei vescovi) scelse una svastica, forse perché se­gno dell’incontro tra la croce cristiana e la tradizione religiosa mondiale. È noto, infatti, che sin da tempi preistorici la croce uncinata è presente come simbolo sacro in ogni continente, America preco­lombiana e Oceania incluse. Soltanto il giudaismo sem­bra non conoscerla, probabil­mente perché è simbolo sola­re, mentre la tradizione ebraica, a cominciare dal ca­lendario, è soprattutto lunare. Sta di fatto che anche per questo la Hakenkreuz, la «cro­ce con gli uncini», fu dichiarata «segno aria­no » e prediletta, tra Ottocento e Novecento, dai gruppi ispirati al nazionalismo germani­co nonché all'esoterismo e all’antisemitismo in qualche modo «metafisico». Il giovane Hi­tler la conobbe (curiosamente, proprio nella forma «alla Lambach», con gli uncini piega­ti) presso la Thule-Gesellschaft, la società se­misegreta le cui dottrine e i cui uomini ali­mentarono il nazionalsocialismo nascente.

Fu nel maggio del 1920 che il futuro Führer presentò l’insegna del movimento, da lui stesso (pittore frustrato) disegnata: una svastica, appunto, ma con i bracci rad­drizzati e inclinata verso destra, per, disse, «dare l'idea di una valanga che travolga il mondo decadente».

Questa scelta del simbolo, tra tanti possi­bili, fu determinata anche dall’impressione ricavata dallo scolaro di terza elementare da­vanti alle svastiche dell’abate Hagn? Hitler non ne fece mai cenno, ma ci sono due epi­sodi che fanno pensare. Quando invase l'Au­stria, nel 1938, pur pressato da mille impe­gni, si fece portare a Lambach (riservata­mente, con Eva Braun, una foto lo mostra con un impermeabile bianco, da borghese) per rivedere l'abbazia e sostò nella sagre­stia, davanti al vistoso cenotafio dove tante volte aveva lavorato e cantato. C’è di più: co­me già in Germania, i nazisti soppressero subito le case monastiche austriache, ma Lambach fu risparmiata e i religiosi furono allontanati soltanto nel 1942. Dopo tutto, non sfugga un particolare: attorno ai bracci della svastica dell'abate, stanno anche una A e una H. Proprio quelle iniziali che Adolf Hitler volle incise accanto alla Hakenkreuz «ariana» sulla facciata e nei saloni della can­celleria di Berlino.

09 luglio 2009
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Alessio Bruno Bedini
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Re: Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda Tilius » giovedì 9 luglio 2009, 12:00

Alessio Bruno Bedini ha scritto:ImmagineImmagine

Il Corriere della Sera ha scritto:la sagrestia di lambach, in alta austria, custodisce il segreto
Ecco la svastica che ispirò Hitler
Le immagini nell'abbazia dove studiò il giovane Adolf

09 luglio 2009


Ben vengano immagini a colori (peccato che, come spesso accade, ci si concentri morbosamente sul particolare e si trascuri l'insieme...), certo infinitamente più intelleggibili delle vecchie e brutte immagini in bianco e nero che fin'ora circolavano in rete.
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Qualche dettaglio in più...

The Lambach Connection

Though the Krohn and Haushofer connections are the most widely accepted theories, other authors [1] believe that Hitler's first contact with the swastika began a long time before, while he was a young student with the Benedictins at the Abbey of Lambach-am-Traum, in upper Austria. [2] At Lambach Hitler saw the swastika engraved on the four corners of the monastery, where it had been sculpted several years before following orders of the abbot, Theodorich Hagen.

A most erudite ecclesiastic, Father Hagen had a fair knowledge of astrology and of the occult sciences. He was also an specialist on the Apocalypse of Saint John.

In 1856 Father Hagen made a long trip to the Near East visiting, among other places, Persia, Arabia, Turkey, and the Caucasus. Upon his return to Lambach in 1868 he immediately hired workers and cabinet makers, whom he ordered to sculpt the swastika (on stone and wood) on the four corners of the building, and even on some religious objects. [3] One of the swastikas at Lambach is depicted on the illustration on the left.

When young Adolf Hitler became a student at Lambach Father Hagen had already died, but the swastikas he ordered to carve were still there.

While Hitler was a student at the abbey, an enigmatic Cistercian monk named Adolf Joseph Lanz [4] made a stay at Lambach. He stayed for several weeks, shut up in the monastery, thoroughly researching and studying Father Hagen's personal papers. The monks affirm that during his mysterious research he evidenced the signs of great agitation, like of a person who had made a great discovery.

After his visit to Abbey, Lanz returned to Vienna, where the following year (1900) he founded the Order of the New Templars. [5]

NOTES:

1. See, for example, Jean Claude Frére, Nazisme et sociétés secrétes . Paris: Grasset, 1974, 142-143.

2. August Kubizek, Hitler's friend in Vienna, claims that there were only two books that Hitler studied carefully and used to talk about repeatedly: one of them was a volume on archaeology of German tribes exhibiting a sketch of a swastika which impressed him.

A few years later, as a youth in Vienna, he promised himself that one day he would write a great political work, and even designed the cover for it. It showed his name adorned with a swastika. (See Robert G. L. Waite, The Psychopathic God. Adolf Hitler . New York: Signer Books, 1977, 15, 70.)

3. Some authors have suggested that Father Hagen's interest in the swastika was only motivated by the likeness between his name and the name of the swastika in German: Hakenkreuz. Given his expertise in the occult and the Orient, however, one must assume that he knew in depth about the swastika and its symbolism.

4. Adolf Joseph Lanz von Liebenfels was an early user of the swastika as a symbol of racial, Völkish superiority. It is recorded that in 1907 he hoisted a flag with a swastika above the New Templars Order's temple at Burg Werfenstein in Lower Austria. At that time Adolph Hitler was only 18 years old.

5. Occult sect founded in 1907 by Dr. Jörg Lanz von Liebenfels, for which he wrote a series of "ritualistic readings."
The New Templars Order's first temple was built in 1907 at Burg Werfernstein, a romantic ruin high above the River Danube. Other temples were subsequently founded at Marienkamp, near Ulm, and at Rügen on the Baltic coast. The Order of the New Templars was a manifestation of the lunatic fringe sector of the pre-Nazi Pan German movement. It was the culmination of Lanz's activities as a racial publicist and occultist.


PS: ma che le iniziali AH sparse a piene mani nella nuova Reichskanzlei fossero semplicemente le iniziali di Adolf Hitler....no, é? Troppo facile? ;)
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Re: Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda Accademista » giovedì 9 luglio 2009, 17:01

Circolano tante ipotesi sul perchè Hitler scelse proprio la svastica come simbolo del suo nuovo partito. Premetto anzitutto che la svastica fu usata in ogni era e ogni luogo.. la più antica, di cui se ne conosca il significato, fa parte del patrimonio induista; ma sono state ritrovate riproduzioni di svastiche risalenti anche al neolitico e addirittura al tardo paleolitico. La riproduzione di svastica che destò più interesse per il nazismo fu senz'altro quella trovata in Tibet nel 1938 in un tempio buddhista( e dopo spiegherò il perchè..). linko l'immagine [king.gif]
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/62/Bundesarchiv_Bild_135-S-13-08-26%2C_Tibetexpedition%2C_Swastikarelief.jpg (spero si inserisca così)
la svastica fu utilizzata anche dalle "società segrete" della germania filo ariana, in particolare la società Thule.. di cui lo stesso Hitler faceva parte.. lo scopo di queste società era , molto sinteticamente, quella di rendere la razza ariana "nuovamente" (a loro dire) la razza predominante sul pianeta.. sappiamo inoltre che Hitler era appassionato di occultismo , e la svastica era ritenuta anche simbolo di vittoria; infine, per concludere, secondo le tesi ariosofiche, i monaci tibetani erano considerati i custodi designati dagli antichi ariani delle loro conoscenze, dei loro "poteri", e dei loro simboli magici, tra i quali la svastica stessa [arf2.gif]
Quindi diciamo che Hitler scelse la svastica un po' per occultismo, un po' per propagandare i suoi ideali, un po' per accalappiare il compiacimento dei partiti filo-ariani nati dalla seconda metà del 1800 in Germania .. [angel]

cordiali saluti [jump.gif]
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Re: Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda MAX08 » domenica 12 luglio 2009, 12:20

Mi sorge un dubbio : la svastica, quella diciamo " primordiale ", non è di solito rovesciata ? Tanto è vero, ma ora vado a memoria, che qualcuno disse ad Hitler che il fatto di aver usato come simbolo la svastica disposta al rovescio gli avrebbe portato sfortuna.

Saluti.
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Re: Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda Accademista » domenica 12 luglio 2009, 16:21

MAX08 ha scritto:Mi sorge un dubbio : la svastica, quella diciamo " primordiale ", non è di solito rovesciata ? Tanto è vero, ma ora vado a memoria, che qualcuno disse ad Hitler che il fatto di aver usato come simbolo la svastica disposta al rovescio gli avrebbe portato sfortuna.

Saluti.


Quella è una leggenda.. anche perchè nella tradizione buddhista e induista esistono entrambe le versioni.. sia quella sinistrorsa che quella destrorsa.. [arf2.gif]
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Re: Lo stemma che ispirò Hitler

Messaggioda Tilius » domenica 12 luglio 2009, 21:12

Accademista ha scritto:
MAX08 ha scritto:Mi sorge un dubbio : la svastica, quella diciamo " primordiale ", non è di solito rovesciata ? Tanto è vero, ma ora vado a memoria, che qualcuno disse ad Hitler che il fatto di aver usato come simbolo la svastica disposta al rovescio gli avrebbe portato sfortuna.

Saluti.


Quella è una leggenda.. anche perchè nella tradizione buddhista e induista esistono entrambe le versioni.. sia quella sinistrorsa che quella destrorsa.. [arf2.gif]


Sottoscrivo.
Nella presunta inversione del senso che tramuterebbe l'originaria positività del simbolo solare nella negatività demoniaca dell'amblema nazista, va ravvista solo l'ennesima fregnaccia paraesoterica tanto cara ai cultori dell'occulto-a-ogni-costo.
Hitler (o chi per lui) scelse una variante e quella istituzionalizzò.
Punto.
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