da Pasquale M. M. Onorati » lunedì 11 maggio 2009, 1:17
Gentile Tuccimei, io invece non gradisco i toni di alcuni nobili romani, come l'autore di questo testo:
"D’altronde ancora per essere più realisti del Re, e quanto sto per dire gradirei non fosse frainteso e
considerato irriverente nei confronti delle gerarchie della Chiesa: sembra solo immaginabile che Santa
Romana Chiesa, che da tempo ha intrapreso un volgare processo di secolarizzazione e che ha perduto il
suo originario carattere aristocratico, sia interessata a “legittimare”, o meno, personaggi di Dinastie,
neanche più regnanti?
Ricordo che stiamo parlando di una Chiesa che, abbandonando i fasti esaltanti ed evocativi degli stucchi
dorati, ha abiurato il Messale Tridentino unitamente alla carismatica ed autorevole lingua latina, vei-
colo di universalità del Verbo; Chiesa che si inorgoglisce offrendoci il prete in jeans, che fa sociologia
dal pulpito, che intraprende durante la Santa Messa, trasformata in spettacolo, dialoghi dall’altare con
i fedeli, che si sbraccia soltanto per zingari, drogati e prostitute; Chiesa che ci ha imposto l’abbandono
dei canti gregoriani e l’oblio coatto del profumo d’incenso offrendoci in cambio applausi anche ad un fe-
retro e giovani sciatti e dementi che strimpellano per intrattenimento una chitarra durante i Santi Offici,
spesso lasciati all’improvvisazione. Chiesa che ci propone Cardinali, a partire dal Segretario di Stato,
in sgargianti abiti di sartoria profana, dimentica che la forma e gli apparati del rito sacrale, debbono
rimanere immutati perché, al di là di sciocche frasi fatte, in sua carenza, è proprio il contenuto a risen-
tirne, risultandone svuotato. Chiesa che ha sostituito i Principi Romani con Sommi Pastori d’umilissima
estrazione, anche straniera; Chiesa che volutamente non conta più tra le Alte Gerarchie Ecclesiastiche
personaggi, magari cadetti, ma provenienti dalla migliore Aristocrazia italiana ed europea (rammento
che nel XVIII secolo, secolo di massimo splendore della Nobiltà, in Francia contavamo circa il 50% di
Nobili nelle alte gerarchie e circa il 30% nelle basse; invito pertanto a rapidi conti tra circa i 200 Car-
dinali attuali e tra i futuri papabili); Chiesa che puntigliosamente nega, e si vergogna, di concedere, al-
meno pubblicamente, titoli Nobiliari dimentica che, rinnegando la Nobiltà, rinnega se stessa e la propria
pregressa secolare struttura; Chiesa che da tempo, ha precluso alla Nobiltà benefizi, ricordo e sottolineo
onerosi, di Giuspatronato e di Cappellania, di sepolture in Cattedrali, di posti riservati durante i Sacri
Offici; Chiesa che ha soppresso il Corpo delle Guardie Nobili (originariamente Compagnia delle Lance
Spezzate che, a partire dal XV secolo, tanto tributo di sangue ha versato per la difesa fisica del Santo
Padre) contestualmente negando all’Aristocrazia il privilegio dell’esclusivo appannaggio nei ruoli dei
Gentiluomini del Santo Padre; Chiesa che è arrivata a non richiedere più a cittadini elvetici, come requi-
sito dirimente, l’appartenenza alla Nobiltà ai fini dell’arruolamento nelle Guardie Svizzere, ecc.
La volgare secolarizzazione di Santa Romana chiesa non coinvolge naturalmente il potere spirituale
della Carica Suprema Pontificale, verso il quale rimane immutata deferente devozione, ma solo il pote-
re temporale sovrano, nei fatti, abdicato”.
Questa mia opinione ha trovato conferma, dimostrandosi tutt’altro che isolato convincimento, nelle deso-
late parole, risalenti a non più di qualche giorno or sono, di un Principe romano, di cui, per ovvie ragioni,
non riporto il nome:
“La Nobiltà nera è, oggi, orfana del suo Sovrano”."
Fructum affert in patientia