da Maria Luisa Alasia » mercoledì 28 gennaio 2009, 19:01
LA FAMIGLIA ARDIAS
Di antica nobiltà spagnuola, la famiglia de Ardias, detta in Italia Ardias e d'Ardia si diramò nelle provincie meridionali, dove D. Carlo de Ardias, sposo di una dama di Casa Basurto, egualmente di nobiltà spagnuola, fu presidente della B. Camera della Sommaria nel 1G63, e nel 1663 fu investito del marchesato di San Lauro, in Calabria, e mori il 26 aprile 1672 senza prole; ' sua moglie passò a seconde nozze con D. Bal- dassare del Campo, cavaliere spagnuolo, capitano di cavalleria e preside della provincia di Cosenza. '
D. Giuseppe Ardia, fratello del marchese di San Lauro, razionale della B. Camera, fu padre di D. Niccolo, che ereditò il marchesato, e morì il 25 ottobre 1679. Gli succedette il fratello D. Francesco, che divenne presidente della B. Camera, segretario del Begno e marchese di San Lauro, e morì il 14 ottobre 1716, venendo tumulato alla Santissima Trinità, e succedendogli il fratello D. Giovanni. Ebbe anche altri fratelli: D. Ema- nuele, capitano al servizio del Be delle Due Sicilie, e D. Carlo, cappellano d'onore di Palazzo, e due sorelle: Donna Giuseppa e Donna Anna, quest'ultima moglie di D. Gaetano Finto, patrizio salernitano. Ad altro ramo di questa famiglia appartenne D. Carlo
1 Cedolario di Calabria atra, 1696-1731, voi. 75, fol. 210, eoe., nel grande archivio di Napoli.
Nel Lumaca la famiglia è detta Ardias; nel Codice della Biblioteca del Collegio araldico è detta patimenti Ardias. È certissimo che l'antica ortografia spagnuola aveva una « dopo l'ultima a. d'Ardia, maestro d'atti della Gran Corte della Vicaria. La sua famiglia ereditò il principato di Cursi e il ducato di G-rottaglie dalla Casa Caracciolo Cicinelli di Martina per successione di Casa Palomba, e s'imparentò con i duchi di San Demetrio e con i principi di Casapesenna, con gli Spinelli marchesi di Fuscaldo, e con altre famiglie cospicue.
Donna Agnese d'Ardias, figlia del marchese Giovanni d'Ardias y Torres e di Donna Eleonora Amendola, sposò D. Benedetto Conte, discendente diretto di Giovanni Vincenzo Conte, fratello di Torquato, che da Ferdinandò II, Imperatore d'Austria, fu creato conte palatino insieme ai fratelli e discendenti. Giovanni Vincenzo venne investito del feudo di Ginestra della Montagna.
Donna Agnese trasmise il suo nome e i suoi diritti nobiliari alla famiglia del marito, oggi rappresentata dal Conte D. Eugenio Conte-Ardias di Napoli.
Il ramo degli Ardias o d'Ardia è oggi rappresentato da D. Lorenzo d'Ardia, principe di Cursi, duca di Grottaglie, e dal di lui fratello monsignor d'Ardia Caracciolo, erede della prelatura Caracciolo, dotto prelato, residente a Civitavecchia.
L'arma dei marchesi di San Lauro portava le panelle (foglie d'olmo) di rosso in campo d'oro inquartate con lo stemma del cane che porta in bocca la fiaccola accesa, come si vede anche nei manoscritti della Nazionale di Napoli. Le pannello erano nel 4° quarto nel 2° in campo d'argento un albero di verde con due lupi attraversanti dinanzi al tronco dell'albero; nel 3° d'azzurro all'elmo d'argento.
Quella che qui riportiamo, unita a quella del Conte, appartiene al ramo degli Ardias y Torres. Il cane emblema principale dallo stemma e che i principi di Cursi portano accompagnato da tre fiamme ordinate nel capo, venne soppresso in questo stemma e vi si vedono soltanto il quarto dell'olmo e quello delle pannello. Felice De Martino.
Ciao Maria Luisa