Gentilissimo Lorenzo, Le sono davvero riconoscente per la segnalazione e per i consigli che mi cortesemente indirizzato

... Il mio lavoro, infatti, attiene proprio alle vere ragioni che furono alla base del dissesto finanziario dei Del Tufo e che costituirono il presupposto della succesiva perdita dello storico feudo della famiglia: sebbene non si conoscano i motivi di quel tracollo, il fatto che il Console Piatti (
peraltro appartenente a famiglia di abili mercanti,
in contatto diretto con il Doge di Venezia e attivamente partecipe dei più importanti affari gestiti dalla Serenissima) si sia interessato ad un territorio di indubbio valore storico, ma certo non allettante per un affarista (
essendo quel feudo già gravato di debiti molto cospicui), sollecita il sospetto - che nella mia tesi devo argomentare - di una speculazione preventivamente organizzata dallo stesso Piatti, il quale, in pratica, attratto dalle prospettive di guadagno correlate al commercio delle uve prodotte in quel territorio (
ancora oggi il Greco di Tufo (DOCG) è tra i vini bianchi più noti ed apprezzati), abbia posto egli stesso le premesse di quel dissesto ... facendo sì che i Del Tufo - già in ristrettezze -
si indebitassero proprio nei suoi confronti! Da cui
l’istrumento stipulato dal notaio Giovanni Caruso di Napoli e convalidato dal regio exequatur dell’Imperatore Carlo VI d’Austria con privilegio sottoscritto in Vienna il 14 novembre 1716 che, ricevuta l’esecutività al regio assenso dal Consiglio Collaterale napoletano (presieduto dal Conte di Teano Vicerè di Napoli) il 3 marzo 1717, consacrò la vendita del feudo a Francesco Piatti per 49000 ducati ... interessante, vero?
Il mio problema di fondo, però rimane insoluto ... La terza parte del feudo di Torrioni (detta
Li Camilli ), infatti, non fu compreso nella vendita - al contario degli altri due terzi - poichè appartenente al barone
Vincenzo Conte il quale, nel 1716, risulta tassato per una baronia comprensiva anche di un terzo di Toccanisi (già trasmessa all'avo
Antonio Conte da
Camillo Caracciolo): questo è quanto so al momento ... dovrei quindi aggiungere "
riferimenti più approfonditi" (è l'espressione del mio Professore) alla famiglia di questo confinante un pò ingombrante e già legato al territorio (
ho trovato anche il riferimento all'acquisto della Baronia di Ginestra della Montagna - a sua volta confinante con Toccanisi e Tufo - da parte di Gian Vincenzo Conte nel 1633 per circa 15.000 ducati) ... ormai credo davvero che l'unica opportunità sia data da quelle pagine della
Rivista Araldica che non riesco a rintracciare

...
Sempre fiducioso in un
provvidenziale riscontro, ringrazio ancora tutti per l'attenzione e la cortesia! Sinceramente, Germano.