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lauracirri ha scritto:Saluti a tutti! Mi appresto per la prima volta a far sentire la mia voce in questo forum, del quale fino ad oggi sono stata un utente silenzioso, ma ho apprezzato e condiviso la grande passione per l'araldica.
Bentrovata, cara Laura.
Grazie dell'adesione partecipata e silenziosa con cui ci hai seguito finora, e grazie soprattutto per aver scelto di esordire fra noi con quest'argomento di elevato livello e di grande interesse.
Dopo una tesi di laurea in materia di araldica fiorentina, che mi ha impegnato per due anni,
Il vecchio frate sa chela curiosità è peccato... ma crede che sarebbe peccato ancor maggiore ignorare l'argomento della tua tesi (se vorrai
parlarne, ovviamente).
ho deciso di prendere una seconda laurea e sono nuovamente alla ricerca di informazioni. Vorrei sapere se esistono studi e pubblicazioni fatte sulla "Raccolta di varie targhe fatte da professori primarii di Roma" di Filippo Juvarra. Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi aiuto che potrete fornirmi e auguro a tutti buon lavoro!
si arriva in cieloCon la bolla del 18 giugno 1824 Leone XII diede inizio a una Visita Apostolica che si protrasse per il tutto il suo pontificato, che riguardava basiliche, chiese parrocchiali e non, monasteri, conventi, ospedali, ospizi e confraternite.
Il 22 giugno furono pubblicati, dal cardinal vicario Placido Zurla, gli "Ordini della Sacra Visita Apostolica". Nei primi quattro articoli saranno impartite istruzioni per la pulizia e l’abbellimento di tutte le basiliche e chiese per ridurle a «quella decenza che si conviene ai sagri tempj della Capitale del Mondo Cattolico»; si indicava inoltre che i lavori dovevano essere rigorosamente controllati dagli organismi statali preposti tra i quali in particolare la Commissione Generale di Belle Arti, e s’invitava inoltre i proprietari delle cappelle e le famiglie cui appartenevano i sepolcri nelle chiese a prenderne cura, nel caso in cui «abbisognino di ripulitura o di restauro», perché considerati beni comune.
Per accrescere il decoro delle facciate delle chiese, su proposta di Carlo Fea, si pensò di ripristinare in tutti gli edifici sacri le armi gentilizie, nelle loro forme originarie.
La disposizione sottolineava il valore dello stato originale dell’oggetto d’arte, si richiedeva, infatti, una fedeltà di dimensioni e di disegno del manufatto tanto che se vi fosse stato bisogno si doveva ricorrere per colmare eventuali lacune, alla raccolta di stemmi disegnata da Filippo Juvarra nel 1722 [Juvarra F., “Raccolta di targhe fatte da professori primarj in Roma disegnate ed intagliate da Cav. D. Filippo Juvarra”, Roma, Stamperia Salvioni 1722].
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Una fonte notevole per l'araldica: la "raccolta di targhe" o stemmi, di Filippo Juvarra, 1722 (G. C. Bascapè), p. 484, in Rassegna degli Archivi di Stato (Roma, Ministero per i Beni Culturali, Ufficio centrale per i beni archivistici - Quadrimestrale, già: Notizie degli Archivi di Stato -ISSN: 0037-2781), a. XXXIII, 1973, 2-3
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