Pagina 1 di 2
FAmiglie Nobili di Roma

Inviato:
mercoledì 8 dicembre 2004, 1:44
da Franz Chiarizia de Molise
CAri amici sono da poco stato in libreria alla Galleria Colonna di ROma(ora GAlleria A.Sordi).Li' ho potuto notare un libro dal titolo :Le famiglie nobili di ROma(o qualcosa di simile)dove venivano elencate tutte le famiglie nobili di Roma con molte altre interessanti Notizie...Tralaltro sono incappato proprio nella pagina ove era narrata la Storia dei Tuccimei di Sezze...(a volte il caso....

)Mi sembra molto interessante e molto bene fatto con un prezzo molto accessibile(35 euro)..Qualcuno di Voi ne sa qualcosa di piu?
Cordialmente
Franz Chiarizia de Molise

Inviato:
giovedì 9 dicembre 2004, 0:04
da MMT
Caro Francesco,
Credo si tratti di Famiglie Romane di Pietro Romano edito nel 1942.
Libro che in un certo senso "completa" l'Amayden, nel senso che riporta le famiglie minori di Roma, non l'alta aristocrazia, famiglie di cui non si conosce praticamente nulla, poichè molte non hanno ottenuto nessun riconoscimento e portato avanti nessuna pratica nobiliare.
Ciao,
Michele.

Inviato:
venerdì 10 dicembre 2004, 18:12
da fra' Eusanio da Ocre
Qualcuno di voi può darci indicazioni bibliografiche più precise?
Grazie anticipate.
Bene

valete

Inviato:
venerdì 10 dicembre 2004, 18:41
da Grimaldi
Caro Michele,
hai scritto che tale libro che citi tratta:
.....le famiglie minori di Roma, non l'alta aristocrazia, famiglie di cui non si conosce praticamente nulla, poichè molte non hanno ottenuto nessun riconoscimento e portato avanti nessuna pratica nobiliare
Allora resto perplesso...... come può una famiglia dirsi o essere considerata nobile in uno Stato se "non ha ottenuto nessun riconoscimento e portato avanti nessuna pratica nobiliare"???
Ti sarei grato se volessi spiegarmi meglio questa tua affermazione.....
Grazie.

Inviato:
lunedì 13 dicembre 2004, 14:00
da MMT
Caro Giovanni,
si tratta di quelle famiglie storiche, molte delle quali nobili e "stemmate", che ebbero moltissime alleanze matrimoniali di rilievo e che però non ebbero riconoscimento alcuno sotto il Regno: a Roma era ancora aperto il diverbio Papa/Regno d'Italia e moltissime erano famiglie nerissime, che quando le acque si calmarono non s'interessarono più della questione "riconoscimento": loro erano noti nell'ambiente in cui vivevano, di consegtuenza un "formale" riconoscimento era visto come "inutile".
Io personalmente non sono d'accordo su questa linea ma bisogna pur sempre rispettare le ideologie: per esempio i miei ebbero il riconoscimento solo e soltanto molto dopo l'Unificazione...
...quando ormai la Questione Romana era un lontano ricordo.
Michele.

Inviato:
lunedì 13 dicembre 2004, 14:02
da MMT
Comunque il libro di cui sopra non è quello del 1942: è stato edito a novembre scorso, è recentissimo.
Appena riuscirò a sistemare dei problemi tecnici con il computer non mancherò di fare una breve recensione sul libro indicato da Francesco Chiarizia, che si chiama "Le Grandi Famiglie Romane", di Claudio Rendina edito dalla Newton & Compton.
Michele T.d.S.

Inviato:
lunedì 13 dicembre 2004, 14:40
da Alessio Bruno Bedini
Michele mi hai anticipato di poche ore!
Ieri alla fiera dell'editoria, ho visto il libro in questione di Rendina ed ho subito capito che doveva essere quello di cui si parlava in questo topic.
Da una prima impressione mi sembra un opera abbastanza completa, al pari di altre opere di Rendina.
Non ho avuto modo ancora di acquistarlo ma non credo mancherà nella venerata biblioteca


Inviato:
martedì 14 dicembre 2004, 17:09
da fra' Eusanio da Ocre
É un volume di formato tascabile, con molte illustrazioni bianco-nero nel testo, dalla copertina verde scuro?
Bene

vale

Inviato:
martedì 14 dicembre 2004, 17:14
da Alessio Bruno Bedini
Il volume è di dimensioni tascabile, nella tradizione Newton & Compton. La copertina Rossa. Le immagini all'interno bianco e nero. Lo stile è quello di "Papi, storia e segreti" volume dello stesso Rendina edito sempre dalla N&C nel lontano 1984

Inviato:
martedì 14 dicembre 2004, 17:20
da fra' Eusanio da Ocre
Allora immagino proprio che si tratti della ristampa di altro, identico titolo, già pubblicato (con le caratteristiche estetiche indicate) intorno al 1996.
Attendiamo comunque la recensione promessa da Michele.
Bene

vale

Inviato:
martedì 14 dicembre 2004, 17:33
da Alessio Bruno Bedini
Il libro ha 856 pagine e il prezzo è di E 35. Questa è l'immagine della copertina
questa è la recensione sul sito della Newton & Compton:
La saga della nobiltà tra contee, marchesati, ducati e principati, sotto l'insegna di papi e cardinali, imperatori e re nello scenario di splendidi palazzi, sontuose ville e cappelle gentilizie
Appendice araldica di Filippo Maria Berardi
La saga delle famiglie nobili romane rivive dal Medioevo ad oggi in queste pagine attraverso i loro più famosi rappresentanti, che hanno fatto la storia della città qualificandosi come papi, cardinali, condottieri, senatori, sindaci e conservatori del Comune. È il grande romanzo di Roma raccontato attraverso gli alberi genealogici di circa mille dinastie, in parte estinte, mettendone in risalto il loro vissuto nel contesto di millecinquecento anni di eventi, che si sviluppano dalla classe aristocratica sorta dopo la caduta dell'impero romano alla stregua dei militari bizantini e longobardi romanizzati, dei grandi proprietari fondiari e dagli alti gradi ecclesiastici arricchitisi con il patrimonio della Chiesa, fino a diversificarsi nel patriziato tardomedievale urbanizzato in epoca comunale e affermatosi nella Roma pontificia nel contesto delle mitiche lotte baronali. In questa saga della nobiltà sono state considerate anche quelle grandi famiglie che, pur non ascritte al patriziato romano, hanno vissuto nella città lasciando una testimonianza della loro presenza. Dai grandiosi palazzi alle suggestive ville, dai monumenti alle chiese, dalle cappelle gentilizie alle gallerie e pinacoteche, custodi di eccelsi capolavori, si ripercorre uno spaccato di Roma e dei principali centri del Lazio, evidenziato in una serie di schede storico-artistiche che costituiscono la testimonianza del mecenatismo e del fasto che hanno caratterizzato le famiglie nobili. Un accurato corredo iconografico documenta lo stemma di ogni famiglia fino a spaziare in stampe che illustrano le splendide dimore e i capolavori artistici. Completa l'opera un'appendice araldica in forma di glossario nella quale sono spiegati i titoli nobiliari, i significati degli stemmi, gli ordini aristocratici, le onoroficenze, il cerimoniale e i circoli aristocratici di Roma.
A titolo di curiosità Claudio Rendina è Donato di devozione di prima classe dello smom e socio effettivo del Circolo San Pietro

Inviato:
martedì 14 dicembre 2004, 18:07
da fra' Eusanio da Ocre
No, non si tratta del testo che dicevo prima. Il quale, casomai, ne era forse una specie di

"sunto preventivo".
Chiedo scusa dell'involontario
off topic.
Bene

valete

Inviato:
mercoledì 15 dicembre 2004, 1:29
da MMT
Cari Signori,
come promesso -danni tecnici risolti- riporto una piccola recensione, sperando di farVi cosa gradita.
Il libro di cui si parla è "Le Grandi Famiglie di Roma" di Claudio Rendina edito da Newton & Compton, Novembre 2004. Un volume, quindi, ben più recente di quello del '42 di cui speravo aver finalmente trovato traccia!
Un'opera di circa seicento pagine, escludendo indici e bibliografie, con un'interessante appendice nobiliare-araldica a cura di Filippo Maria Berardi (donato di devozione SMOM), che molto fa riferimento all'Amayden, soprattutto per le molte immagini, alle varie edizioni del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e all'Elenco Storico della Nobiltà Italiana ma anche ad altri noti testi come Li Nuptiali di Marcantonio Altieri o allo storico Diario del principe Chigi, o anche al famoso La Nobiltà nello Stato Pontificio di Carlo Alberto Bertini Frassoni, all'antico Ciacconius o Gregorovius o lo Jacovacci, oltre ovviamente all'immancabile Crollalanza e ad altri lavori più recenti.
A ogni famiglia riportata spetta, oltre un cenno storico (più o meno lungo), l'immagine dello stemma, di solito tratto o dall'Amayden o dal Libro d'Oro o raramente da altre fonti; il blasone, che a volte ricalca quanto scritto sul L.d'O. altre scritto liberamente; una descrizione dei palazzi e delle cappellanie con mirabili litografie; ritratti dei pontefici ovviamente per quelle famiglie che ne hanno dato uno o più alla storia. A proposito di questo devo dire che sono state inserite famiglie come i Roncalli ma specificando che "la sua famiglia [di Giovanni XXIII ndr] fu di diritto ammessa nella nobiltà romana, ma in concreto i fratelli di Giovanni XXIII, Giuseppe, Zaverio, Alfredo e la sorella Assunta non abbandonarono la loro umile origine e il titolo aristocratico è stato più che altro un'onoreficenza che non ha mutato la loro vita". Stesso discorso per l'aver riportato la famiglia di Papa Sarto, giustificata però dall'affermazione: "Pio X non volle che la sua famiglia fosse iscritta alla nobiltà romana [...]. Il fratello Angelo, ex gendarme austriaco, carabiniere e impiegato postale, non ebbe neanche il titolo di cavaliere e visse in un sobborgo di Mantova; le sorelle, nubili, Anna, Rosa e Maria, vissero a Roma, ma in un modesto appartamento in piazza Rusticucci. -Come dovremo chiamare le sorelle di Vostra Santità?- aveva fatto domandare la commissione araldica al Papa. -Chiamatele le sorelle del Papa- rispose; unico privilegio dell'illustre parentela fu quello di essere ricevute da lui, una volta la settimana".
Alcune pecche sono quelle di ritenere estinte alcune famiglie... senza però affermare che continuano in rami collaterali! E che lo stato di famiglia non è aggiornato per tutte le schiatte allo stesso modo: è facile che una famiglia sia aggiornata sino all'ultimo mebro ma è ancor più semplice che molti loro appartenti vedano comparire il nome del loro bisnonno, come ultimo rappresentate. Come anche sono errate alcune date (per fare un esempio, il mio antenato Enrico sembra esser morto nel 1903, mentre in realtà morì nel 1872!).
Comunque sia il prezzo di 35,00 € considerata la mole del volume e le numerossime immagini (che ormai sono quasi introvabili, parlo di quelle dell'Amayden), che quasi lo paragonano ad un annuario o elenco, è sicuramente modico e accessibile e il lavoro, anche se non perfetto, è lodevole e ragionato.
Michele T.d.S.

Inviato:
mercoledì 15 dicembre 2004, 15:27
da fra' Eusanio da Ocre
Ottima recensione, caro Michele!
So che di recente hai parlato e scritto sulla famiglia viterbese-romana dei Capocci: codesto libro ne tratta?
E poi, per favore, parlaci anche dei blasoni ivi contenuti, non di quelli tratti da altre fonti, ma di quelli
"altre scritto liberamente"...
Grazie anticipate.
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 15 dicembre 2004, 23:09
da MMT
Caro fra' Eusanio,
sì, si parla dei Capocci e li dice estinti nei Berardi, che assunsero il Cognome Berardi Capocci fino all'estinzione della famiglia nel 1682. Ti riporto il loro blasone: d'azzurro alla banda d'argento caricata di tre rose di rosso accostate da due gemelle d'oro.
Per esempio, riferendomi allo stemma dei Ceoli dice spaccato: ne 1°d'azzurro a tre stelle male ordinate d'oro; nel 2° fasciato d'oro e d'azzurro. Quando in realtà il disegno a fianco mostra un CAPO d'azzurro con tre stelle d'oro POSTE IN FASCIA... ma non so di chi sia la colpa, forse l'autore ha attinto da latra fonte o il disegno è errato.
Michele.