Mi chiedo ora: non si potrebbe tradurne una parte e diffonderla anche qui in Italia? Non potremmo pubblicare le memorie dei nostri avi liberamente così come accade nel paese d'Oltralpe?
Invece che continuare a sfornare monografie più o meno romanzate sui soliti personaggi fritti e rifritti, scritte da giornalisti che non sono storici e da storici che voglion esser giornalisti, non si potrebbe metter in stampa la parola stessa, viva, concreta di chi ha fatto la storia del nostro illustre paese?
Coraggio!
Questo è uno sprone a tirar fuori dai cassetti i plichi di memorie, le lettere, le pubblicazioni di fine Ottocento che ormai si trovano solamente sulle bancarelle romane - vi assicuro che quest'estate trovai dispersa la biblioteca di un'illustrissima famiglia romana che svendeva per pochi euro monografie introvabili al giorno d'oggi...-
Bisogna ripubblicare, ristampare, perché credo che anche altri, oltre a me, abbiano la voglia di curiosare nelle pieghe del passato attraverso gli occhi dei veri protagonisti, senza passare attraverso le mani di intermediari faccendoni.
MAP



si arriva in cielo