Carlo Tibaldeschi: “Dizionario araldico IAGI”, 2ª edizione - Pagine 508, copertina cartonata, € 60,00 https://www.youcanprint.it/store
Questa la presentazione, di Pier Felice degli Uberti
Dopo un lavoro di decenni - ne parliamo almeno dal 2004 - esce alle stampe il Dizionario Araldico IAGI. ad opera del mio primo Maestro, il prof. Carlo Tibaldeschi, profondo studioso dell’araldica e delle altre scienze documentarie della storia, ma anche uno dei grandi amici con i quali abbiamo dato vita all’Istituto Araldico Genealogico Italiano e a diverse altre organizzazioni fra cui ricordo la Scuola di Genealogia e Scienze Documentarie e l’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia.
L’opera è all’insegna di quello stesso spirito innovativo che ha sempre contraddistinto l’IAGI, sorto il 9 luglio 1993 con lo scopo di sviluppare la conoscenza dell’araldica, della genealogia, degli ordini cavallereschi e delle altre scienze documentarie della storia, e col desiderio di improntare l’Italia a Paese avanzato scientificamente in queste materie offrendo a tutti, studiosi o semplici appassionati, un filo diretto con persone che condividono i medesimi interessi. Dopo venticinque anni di vita guardiamo con fierezza ai risultati ottenuti nel mondo concreto dello studio scientifico coltivato senza indulgere ai tanto diffusi vagheggiamenti onirici, in un reale e serio confronto internazionale, potendo quindi affermare che anche in questa occasione stiamo presentando al lettore un ulteriore esempio della nostra serietà realizzatrice.
Come ho detto l’Autore è stato il mio primo Maestro, e dai lontani tempi dei nostri incontri all’Archivio di Stato di Alessandria, ho sempre visto in lui il docente, padrone di una profonda formazione scientifica, rara anche in chi si interessa di questi studi. Mi ha sempre affascinato il suo rigore di scienziato (non si dimentichi che è stato Docente di Patologia Chirurgica presso l’Università di Pavia), in un diuturno studio capace di portarlo a quella notorietà che lo pone tra i più stimati studiosi delle Scienze Documentarie della Storia.
L’araldica è una disciplina antica che si è saputa evolvere in linguaggi nuovi e in nuove raffigurazioni tratte dalla realtà geografica e sociale: ne è esempio l’opera di Robert Watt, primo Chief Herald of Canada ed attuale presidente dell’Académie Internationale d’Héraldique. Carlo Tibaldeschi ha saputo intercettare, innestandole nella più sana tradizione, le innovazioni dell’araldica moderna raccogliendone nella presente opera anche le più recenti espressioni, vive ma poco conosciute.
Ricordo infatti che sebbene un dizionario come il presente sia un testo tecnico compilativo, per poterlo realizzare è necessario disporre di una elevata ed estesa formazione nella materia, unita ad una lodevole grande pazienza nella continua ricerca di espressioni verbali e di esempi blasonici. La prova sta nel fatto che negli ultimi duecent’anni pubblicazioni di questo tipo in Italia non raggiungono il numero di dieci, alcune di queste di ampiezza limitata e tutte complessivamente incomplete.
Senza Carlo Tibaldeschi non sarebbero venute alla luce tutte quelle nostre creature che hanno trasformato l’Italia in un punto di riferimento per tutti gli studiosi del mondo, ed il nostro Paese non avrebbe conseguito un così ampio e marcato apprezzamento internazionale in questi studi. Ne è prova il recente il “Premio Dalmiro de la Válgoma - 2018” , premio della Confédération Internationale de Généalogie et d’Héraldique - CIGH, patrocinato dalla Real Academia Matritense de Heráldica y Genealogía, che rappresenta uno dei più importanti premi riservati agli studiosi di araldica a livello internazionale, a lui consegnato in occasione del XXXIII International Congress of Genealogical and Heraldic Sciences ad Arras.
Carlo Tibaldeschi ha voluto che a seguire il titolo di “Dizionario Araldico” comparisse anche la sigla “IAGI”, quella dell’Istituto che ne ha voluto e curato la pubblicazione.
Ricordo che Goffredo di Crollalanza, in Araldica ufficiale , Pisa, 1891, scriveva: “L’Araldica ha attraversato tre epoche: nella prima si praticava e non si studiava: nella seconda si praticava e si studiava: nella terza, che è la presente, si studia e non si pratica”, ed io ne aggiungerei una quarta e contemporanea dove la si studia poco e chi la pratica spesso la pratica male! Nella realtà tanti parlano di araldica senza averla studiata seriamente, tanti si cimentano nella costruzione di stemmi senza sapere cosa realmente sono, per non parlare delle blasonature che troppo spesso non seguono i corretti criteri dell’araldica: l’araldica infatti, come viene bene espresso nella prefazione, possiede un linguaggio che segue sue proprie leggi, ancorché come tutti i linguaggi viventi sia suscettibile di continua evoluzione.
Il dizionario presenta dunque un estesissimo elenco alfabetico della terminologia araldica, dalla più classica alla più recente, fornendone il significato e l’uso mediante la trattazione di circa 4000 lemmi, con 2936 esempi blasonici e oltre 600 disegni, venendo così a superare più volte, per numero e contenuto, quanto è stato finora pubblicato in un dizionario in lingua italiana in questa materia. In queste 508 pagine l’Autore porta per mano il neofita, l’appassionato e anche lo studioso già esperto, a reperire senza sforzo quanto può desiderare chiarire o approfondire circa il significato e l’utilizzo dei termini, fornendo inoltre gli esempi utili alla sua ricerca, ben memore che “Per arrivare a questo scopo, occorrono semplicità e chiarezza”, come scriveva Felice Tribolati nel suo Vocabolario araldico, obiettivo che l’Autore ha raggiunto.
Ricordiamo infine che i disegni del volume sono stati eseguiti sia dal prof. Carlo Tibaldeschi che dal Maestro d’Arte Maria Cristina Sintoni IAGI, Socio Ordinario dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, che si è formata alla Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie dell’IAGI e che, unendo la sua arte di esperta di araldica, ha saputo illustrare adeguatamente il più completo dizionario araldico sinora pubblicato nel nostro Paese.
