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Croci negate negli spazi pubblici: e stemmi e bandiere?

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 13:41
da Franz Joseph von Trotta
Gentili Tutti,

come sappiamo la recente sentenza della Corte eurepea dei diritti dell'uomo ha censurato la presenza del Crocefisso nelle aule scolastiche italiane: i genitori agnostici e non cristiani, col Crocefisso in classe, pare proprio non ce la facciano a educare nel modo voluto i loro figli. Ma, alla base della sentenza, c'è il mantra ben noto, la convinzione che uno stato laico e aconfessionale non può presentare in luoghi pubblici segni di una sola religione, presenza che è di pregiudizio alle altre e a chi non professa un credo religioso. Laicité, laicité e laicité.

Se ne deduce che la logica conseguenza dovrebbe riguardare anche gli innumerevoli stemmi cittadini e bandiere crociate che costellano l'Europa tutta. In questo caso, il simbolo della Cristianità non solo è diffusamente esposto in tutti gli spazi pubblici, ma, addirittura, come stemma e bandiera ufficiali, È emblema pubblico e quindi rappresentativo di tutta la collettività statuale o cittadina.

Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Scozia, Londra, Barcellona, Marsiglia, Vienna, Milano, Pavia, Modena, Parma, Verona, etc., etc., etc., etc., dovrebbero cambiare bandiere di stato e stemmi comunali.

Credo che il paradossale risultato sia il miglior esempio della strada irragionevole e penosa che l'Europa ha da tempo imboccato.

Da araldisti che ne pensate?

Saluti cordiali,

FJVT

Re: Croci negate negli spazi pubblici: e stemmi e bandiere?

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 15:58
da GENS VALERIA
La Storia Comune del nostro Paese e dell' Europa è basata la propria identità sulla comune Cultura Cristiana , dove per cultura non si intende il "sapere" molte cose ma ritenere fondamentale e "poggiare" la costruzione della nostra vita , storia personale su un fatto accaduto 2000 anni fa
la vita , la morte, la resurrezione di Gesù nazareno detto il Cristo .

Questo "fatto" è stato per i nostri padri ed i padri dei nostri padri pietra di costruzione .
Oggi l'idelogia dominante ovvero i nuovi costruttori , considerandola pietra d'inciampo tentano di sbarazzandosene in nome di un relativismo che tende ad omogeneizzare cultura , ideologie , filosofie ponendole sullo stesso piano :

Massì ! In nome del politicamete corretto non offendiamo i nostri fratelli di religione diversa o atei , trasformiamo la Festa del Natale in Festa dell' Inverno ! [notworthy.gif] Oltre ai crocefissi ,togliamo presepi ed aboliamo la recita delle poesiole natalizie dalle scuole , dato che ci siamo !
Sostituiamo il simbolo cristiano per eccellenza con una zucca di Halloween , un popolo che rinnega le proprie radici e la propria identità non merita altro . Le zucche di Halloween vengono scavate, gli viene tolta la polpa, quindi rimangono vuote.
Per il Cardinal Bertone , come detto ieri, è la migliore immagine di questa cultura europea relativista che avanza: “L’Europa del terzo millennio ci toglie i simboli più cari e ci lascia le zucche”. Immagine perfetta:

Caro Franz, In araldica non starebbe affatto male la zucca al posto della croce !!!

Pensate che bellezza , chessò , la zucca sullo stemma araldico di Genova :
d'argento alla ( politicamete corretta ) zucca di Halloveen finestrata di rosso ... con buona pace di tutti .
La bandiera Svizzera [hmm.gif] come verrebbe ?

Cordialmente ;)

Re: Croci negate negli spazi pubblici: e stemmi e bandiere?

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 16:43
da Guido5
Cari amici,
dato che è stata tirata in ballo la vessillologia, noto che ci potrebbe essere un rovescio della medaglia. Sulle facciate delle rappresentanze diplomatiche, durante le visite di Stato e le manifestazioni sportive in Europa - se ci fosse un eventuale ricorso - sarà vietato esporre le bandiere con la mezzaluna islamica di Algeria, Azerbaijan, Comore, Malaysia, Maldive, Mauritania, Pakistan, Singapore, Tunisia, Turchia (uno stato laico che però non vieta le croci sugli edifici di culto cristiani), Turkmenistan e quelle dell’Arabia Saudita (con la professione di fede musulmana “non c’è altro dio all’infuori di Allah e Muhammad è il suo profeta”), dell’Iran (con “Allah è grande” ripetuto 23 volte) e dell’Iraq (con questa stessa scritta)?
Mi chiedo tuttavia se sull'argomento ci sia molto da aggiungere a quanto già detto da Sergio, senza correre il rischio di cadere in polemiche sterili e in definitiva anche controproducenti.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Croci negate negli spazi pubblici: e stemmi e bandiere?

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 19:03
da Antonio Pompili
La croce - lo sappiamo - insieme all'aquila e al leone ha dato origine alle prime armi, e ha conosciuto in tutta Europa una diffusione tale come emblema araldico (e vessillologico) da divenire la principale e la più conosciuta pezza della scienza e dell'arte araldica. Credo di non esagerare affermando che se un giorno mai qualcuno avesse l'ardire di provar a eliminare la croce da uno stemma o da una bandiera a motivo del simbolismo cristiano che nella croce è insitamente caratteristico, sarebbe come se quel qualcuno volesse decretare la fine stessa dell'araldica come sistema identificativo nato in Europa, cresciuto e sviluppato insieme al consolidarsi del Vecchio Continente come grandiosa realtà politico-culturale, oltre che sociale ed economica. Il che a mio avviso non potrà accadere.
Forse molto ciascuno di noi avrebbe da dire in proposito. E ti ringrazio infinitamente, caro Franz per aver presentato alla comune riflessione questo interessante e originalissimo spunto a partire da una questione così attuale e dibattuta. Ma ho paura come Guido che la discussione possa con troppa facilità andare fuori quelle righe che la limitatezza degli spazi di nostro diretto interesse impongono. Io per primo - lo ammetto - ho fatto un po' di fatica per riuscir a mantenermi in quelle righe...
Per questo preferisco chiudere qui questa discussione, nella consapevolezza che la maggior parte di noi condivida - come studiosi, indipendentemente dalla confessione o dalla pratica religiosa di ciascuno - la convizione che la grande presenza della croce in araldica non possa essere soltanto la naturale conseguenza estetica dell'evidenziamento dei principali assi geometrici dello scudo.