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Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2009, 13:38
da Furio
Siamo abituati a sentire ripetere, anche in questo forum, che l’Italia non riconosce i titoli nobiliari, però oltre i titoli stranieri che regolarmente riconosce ai possessori c’è nel curriculum della comunità europea uno spazio prestampato per i titoli nobiliari, c’è o c’era il privilegio dei cardinali, equiparati ai principi, di farsi interrogare in casa, c’è il riconoscimento implicito del titolo nell’attribuzione del predicato e infine – ed è questa la trascurata quaestio- il titolo di “donna” per la moglie del presidente e di “onorevole” per i deputati.
Gli inglesi usano Hon. (honorabilis = onorevole) nel senso di nobile, in Italia non c’è forse questa consapevolezza ma de facto si può dire che la nobiltà personale è conferita ai parlamentari, a prova del valore nobiliare del titolo di onorevole, siccome i diritti delle varie regioni sono parte integrante, ove non espressamente abrogati, del diritto italiano, si ricorda che nel Regno di Sicilia di origine normanna come quello inglese “honorabilis” si attribuiva ai baroni allodiali, magnifico ai baroni parlamentari, illustre ai titolati superiori.
Sono anacronismi rimasti qua e là per negligenza ma inficiano a mio parere il principio dell’uguaglianza dei cittadini.
Attendo i vostri interventi, cordialmente Furio

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2009, 13:50
da Qohelet
Non entro nel merito dell' uguaglianza formale e sostanziale di fronte alla legge, che sta ad indicare uguale trattamento dei cittadini in circostanze consimili; dal che si desume che nemmeno per la legge siamo tutti uguali (tantopiù se parliamo di cittadini stranieri come i cardinali residenti a Roma), e la famosa legge che è uguale per tutti è l' infelice espressione di un concetto inesatto e fuorviante....comunque, a livello di mera curiosità, ho visto un meraviglioso diploma di conferimento di alto grado OMRI ad un alto personaggio: non ricordo se sul diploma era indicato espressamente come principe o si limitavano al "don" preposto al nome, ma l' insieme era comunque gustosissimo! Con molta stima

Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2009, 13:53
da Qohelet
No, ho controllato, era intestato a "S.E. il Principe.....", ometto il nome anche se si tratta di un, purtroppo, defunto, poichè era un amico e un gentiluomo, e so di per certo che non avrebbe gradito comparire. Cordialmente

Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2009, 15:04
da Guardia Nobile Pontificia
Dò il mio contributo alla discussione senza creare polemica alcuna. I Cardinali di S.R.C. hanno titolo di Eminenze Reverendissime e per quanto riguarda il Cerimoniale è vero che sono equiparati ai Principi del Sangue ma sono anche titolari di passaporto diplomatico e, anche se residenti in Roma, sono cittadini vaticani. Per quanto riguarda i rappresentanti di altri Paesi in visita nel nostro paese, ciò è dovuto a ragioni protocollari ed anche rifacendosi al sistema del Paese di provenienza...es. il Principe di Monaco in visita a Roma verrà ricevuto come Altezza Serenissima e come tale gli si rivolgerà il Presidente della Repubblica: quest'ultimo essendo la massima carica dello stato ha già nel suo "Titolo"il massimo consentito che lo pone al di sopra anche degli onorevoli.

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: mercoledì 4 novembre 2009, 17:57
da Luca Bracco
Attenzione...la Costituzione non riconosce i titoli nobiliari italiani, non quelli concessi o utilizzati da autorità estere che ne hanno la facoltà a loro cittadini o funzionari...

Esempio? Il Marchese Gian Luca Chiavari, Ricevitore del Comun Tesoro SMOM, pur essendo cittadino italiano, nel sito del Quirinale è indicato col titolo che gli è proprio e che lo SMOM, di cui è "funzionario" gli riconosce.

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2009, 0:57
da Qohelet
Carissimo Luca,
mi permetto di opinare. La XIV disposizione finale della Costituzione è chiarissima, la Repubblica non riconosce alcun titolo nobiliare, quale che sia la fons honorum concedente, non solo quelli emananti dalla ex Corona d' Italia. Non ha grande rilevanza il riconoscimento da parte di potenze straniere, per la Repubblica i titoli quali che essi siano sono semplicemente inesistenti. Ogni trattamento differente, fatti salvi i capi di stato e loro eredi per i quali valgono le norme internazionali, è frutto di mera ed opinabile (dal punto di vista legale) cortesia.
Nelle nazioni nelle quali la legislazione è presa sul serio questo è estremamente chiaro. Il signor Ernst August von Hanover, ad esempio, ha il riconoscimento di principe del sangue, erede al trono ed altezza reale (mica birra....) da parte dell' incontrovertibilmente sovrano Principato di Monaco. Tuttavia in Germania e Regno Unito, i quali riconoscono, e ci mancherebbbe, il Principato di Monaco, non si sognano di riferirsi all' illustrissimo in altro modo se non "Signor Ernst August". Convengo con voi che in Germania e Regno Unito il mancato riconoscimento è dovuto a fondati, e differenti, motivi; ma per motivi altrettanto validi la nostra Repubblica ha ritenuto di non riconoscere alcun titolo nobiliare, nè italiano, nè pontificio, nè riconosciuto da altre Potenze di ogni livello. Quindi, per fare un po' di chiarezza:
- signor Cardinale di Santa Romana Chiesa: è una professione. Il trattamento di favore che prevede l' interrogatorio a domicilio e la messa in libertà pur con sentenze passate in giudicato in periodo di sede vacante devono essere ricondotti alla specifica normativa concordataria che prevede per i cardinali residenti in Roma la cittadinaza pontificia ed, in linea più generale e per tutti gli altri cardinali, al trattamento di tutti gli eredi al trono.
- onorevole, illustrissimo, eccellenza (vescovo), chiarissimo (professore), amplissimo (preside di facoltà), magnifico (rettore) eccetera sono trattamenti, non titoli. Afferiscono all' ufficio e non alla persona e non ledono il principio di uguaglianza sostanziale e formale.
- sua eccellenza il marchese Gianluca Chiavari, persona squisita, per le ragioni suindicate dovrebbe essere nel territorio della Repubblica il gentile (lo posso testimoniare) signor (anche questo lo posso testimoniare) Gianluca Chiavari. Tutto il resto è di più.

Con moltissima cordialità



Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2009, 11:11
da Cronista di Livonia
Piccola correzione, nella Repubblica di Germania il Signor Ernst di Hannover e' in realta' per legge il Signor Ernst Principe di Hannover. Cio' per il semplice fatto che li' il titolo nobiliare fa parte del nome.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2009, 12:04
da Qohelet
Carissimo Cronista,
ringrazio per l' inappuntabile correzione. In effetti è così, ma nella sostanza il titolo non viene riconosciuto in quanto tale, ma solo come parte del nome. Grazie per la precisazione [cheers.gif]

Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2009, 15:16
da aspirante cavaliere
http://www.quirinale.it/elementi/Dettag ... rato=91695
il quirinale lo denomina come marchese

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: giovedì 5 novembre 2009, 20:39
da Qohelet
Non lo metto minimamente in dubbio, non mi ero preso nemmeno la briga di controllare e la ringrazio per la segnalazione, ma quando lo fa sbaglia, come sbagliava a dare del principe al mio caro amico. La Repubblica non riconosce i titoli nobiliari, prescindendo dal riconoscimento che ne possano dare altre Potenze, il dettato della legge è chiarissimo e non concede eccezioni di sorta. Tutto qui ;)

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 11:49
da nicolad72
Hum... penso sia necessario chiarire i temini (dare un valore semantico) alla parola "riconoscere" e alla sua negazione "non riconoscere"

In diritto le due cose non hanno valori speculari.

Riconoscere qualcosa vuol dire prendere atto della sua esistenza in natura o nel diritto naturale (per essere precisi) e dare forza (in diritto affermare) i diritti che dall'atto di riconoscimento derivano.

Non riconoscere non vuol dire negare l'esistenza di qualcos che esita in natura (nel diritto naturale), ma semplicemente manifesta la volontà di non dare seguito ai diritti di cui l'istituto di diritto naturale è latore.

Come si nota la cosa non è esattamente come dire in matematica 1 e -1.

La Repubblica non riconosce i titoli nobiliari, ossia non intende (e lo fa con dichiarazione formale) dar forza giuridica ai diritti (oggidì meramente onorifici) che il possesso di un titolo nobiliare si porta dietro, ciò in ossequio coerenza e attuazione al principio di cui all'art. 3 Cost. Ma non nega e non può negare l'esistenza di Principi Duchi e altri...

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 12:10
da Qohelet
Carissimo Nicola,
attendevo in effetti il tuo parere, indubbiamente più sensato del mio che si limita ad una disamina logica, più che giuridica.
E' esattamente come dici, ma la deduzione ovvia e necessitata è che i duchi, i marchesi ed i conti che pure esistono, tantopiù se riconosciuti da una Potenza che ne abbia piena autorità, non possono ricevere eguale riconoscimento dalla Repubblica (stiamo sempre parlando di cittadini italiani, vero?). Tale riconoscimento, sia esplicito (vedi varie sentenze sulle quali preferirei sorvolare a tutela del decoro della Magistratura) sia implicito (un OMRI rilasciato al marchese o al principe, cittadini italiani), è perfettamente inconsistente (passami il termine poco giuridico, intendo dire che non è illegittimo in sè perchè non è vietato, semplicemente non c'è e se c'è non ci dovrebbe essere perchè riconosce ad un cittadino un titolo che per la Repubblica non esiste). Col che non si toglie che Tale sia marchese, duca o quant' altro.
A scanso di equivoci ribadisco che stiamo parlando di cittadini italiani nei loro rapporti con l' amministrazione repubblicana, ça va sans dire, e a tal fine nessuna rilevanza ha che siano cittadini anche di un altro Stato che riconosca loro titoli o trattamenti: li avranno ma non quando parlano con la Repubblica. Un caro saluto

Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 12:24
da nicolad72
Qohelet ha scritto:riconosce ad un cittadino un titolo che per la Repubblica non esiste


no Andrea, riconosce un titolo al quale la Repubblica non da alcun rilievo giuridico. Come dire: C'è! Esiste! ma è vuoto! Non perchè effettivamente lo sia, ma perchè per l'Ordinamento Repubblicano vuole così!

Penso che la suluzione adottata dai tedesci sia la migliore, e che quella italiana, avviata sulla buona strada con la congomizzazione del predicato... avrebbe potuto fare quel passettino in più per far si che il titolo fosse parte del nome...

In fondo in Germania ed in Italia la sostanza del titoli nobiliari è la medesima... solo che là, nominalizzando il titolo, si evitano (in certa misura) abusi che in italia sono più frequenti, e si riconosce il giusto valore storico a quella che è una realtà millenaria tipica e propria del nostro continente, a cui, per ragioni storico-politiche, qualcuno o certi contesti, han voluto toglier cittadinanza...

... fose nel 1946-48 era troppo pretendere quanto fatto in Germania... oggi forse il discorso si potrebbe riaprire!

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 18:47
da Qohelet
Sono assolutamente concorde, anche se temo che anche questo rimarrà un ennesimo argomento lasciato nel nebuloso coacervo degli indistinti, come chiosava un giurista. In Italia, si sa, amiamo i toni di grigio in materia normativa, avendo gran timore dei colpi di forbice e delle linee nette. Pazienza.

Andrea

Re: Titoli nobiliari nella Repubblica italiana

MessaggioInviato: venerdì 6 novembre 2009, 20:16
da nicolad72
Qohelet ha scritto: In Italia, si sa, amiamo i toni di grigio in materia normativa, avendo gran timore dei colpi di forbice e delle linee nette.


Gia! :(