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Libro dei Ricordi: verba volant scripta manent

MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2009, 0:00
da AndreaSperelli
Gentili Amici,

con l'intento di seguire le orme di alcuni miei avi, e tenendo sempre in mente il famoso "verba volant scripta manent", vorrei creare un mio personale "libro dei ricordi" da tramandare alle generazioni future, come quelle passate nella mia famiglia hanno già fatto. I problemi che ho ricontrato sostanzialmente sono due:

1. La qualità della carta
2. La qualità dell'inchiostro

Questi due punti meritano la dovuta attenzione dato che la carta prodotta oggi tende a deteriorarsi o comunque ad ingiallire moltro presto, e lo stesso valer per gli incostri che si trovano nelle comuni penne.

Per il primo punto direi di aver trovato una soluzione, infatti, invece di usare la regolare carta ho trovato la possibilità di usare quella prodotta direttamente con il cotone. Ho trovato questa carta a Firenze, ma penso sia disponibile in qualsiasi luogo specializzato...ovviamente il costo di questo supporto è decisamente elevato.

Il secondo punto è invece ancora aperto, infatti, non ho idea di quanto sia "garantito" l'inchiostro prodotto oggi. Scartando quello delle penne a sfera mi chiedo se quello delle penne stilografiche sia valido (tipicamente inchiostro di marca Pelikan). Forse un' alternativa potrebbe essere la china, ma non vorrei che risultasse troppo densa e quindi visibile dalla parte opposta del foglio (a dire il vero ho sempre sentito l'uso della china legata al disegno e non alla scrittura). Ho pensato anche all'uso di una matina visto che la graffite, essendo un minerale, non dovrebbere scolorire, ma anche qui ho i miei dubbi.

Voi che cosa suggerite ?

Grazie,
A.S.

Re: Libro dei Ricordi: verba volant scripta manent

MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2009, 9:12
da Tilius
Tipicamente risulta vero il contrario: l'inchiostro delle comunissime penne a sfera (le normalissime BIC, per intenderci) é spesso più resistente degli inchiostri di stilografiche, pennarellini e penne a inchiostro liquido varie, tutte tipologie queste ultime soggette a rapido sbiadimento con l'esposizione alla luce.

La matita sarebbe la PEGGIORE delle soluzioni, perché il lieve strato lasciato sul foglio tende rapidamente quanto spontaneamente a sfaldarsi e quindi letteralmente a svanire col tempo. Procedimento che risulta enormemente accelerato dall'esposizione alla luce (motivo principe per cui le moderne norme di conservazione dei disegni - in musei, collezioni, etc. - proibiscono assolutamente l'esposizione a luci troppo forti e troppo a lungo).

Re: Libro dei Ricordi: verba volant scripta manent

MessaggioInviato: mercoledì 21 ottobre 2009, 22:24
da Carfi
Che ne dite della vecchia, ma sempre valida, matita copiativa?
Quella, per capirci, che usava il salumiere per fare i conti.
Ovviamente non c'é bisogno di "leccarla", come faceva il salumiere, per meglio evidenziare lo scritto.

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”