Paleografia e probabilità: un approccio scientifico
Gentili amici,
si parla sempre di approccio scientifico alla paleografia e oggi vorrei sottoporvi questo mio tentativo (soggetto sicuramente ad errori e per questo da prendere semplicemente come esempio):
Su un atto notarile aquilano del 1458 ho trovato un Marino di Cola di Pietro di Tornimparte, mercante di bestiame. Io cercavo un Marino di Cola Vecchioli di Tornimparte che, nel 1471, era mercante di bestiame. Per capire se si trattasse della stessa persona, visto che nel primo caso non si faceva menzione del cognome, ho fatto alcuni ragionamenti. Il Marino che cercavo è nato circa nel 1420, cosa che ho evinto da una numerazione dei fuochi; è dunque un dato reale. Ciò significa che Marino era certamente attivo mercante nel 1458. Ho analizzato atti notarili prodotti tra il 1447-1448 e il 1450-1460. Dodici anni in tutto. Un mercante deve aver lasciato almeno una traccia di sé in una dozzina d'anni. A Tornimparte vi era, nel 1508, una popolazione di 448 individui. Ho studiato la percentuale di persone col nome Marino nel 1508; su 126 fuochi, ben 11 avevano come capofuoco un Marino. Dunque l'8,66% degli uomini abili al lavoro portava questo nome. Nel contado aquilano vi erano, nel 1454, 229 mercanti. Rispetto al totale della popolazione abile al lavoro (3720 uomini) i mercanti erano dunque il 6,16%. Tra i fuochi numerati nel 1508, ben 7 su 126 hanno un padre di nome Cola, rappresentando il 5,55% degli uomini abili. Trasformando queste percentuali in probabilità (ricordo, ai non addetti, che la probabilità è un numero decimale compreso tra 0 e 1), ossia dividendo per 100 le tre percentuali ottenute, si ottengono le probabilità A = 0,0866, B = 0,0616, C = 0,0555. Per i profani, ricordo che la probabilità di un evento è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli all'evento e il numero dei casi possibili, purché questi ultimi siano tutti equiprobabili (nel nostro caso, le percentuali ottenute erano probabilità moltiplicate per 100). Se adesso si vuole calcolare l'intersezione tra i tre eventi A,B e C, si utilizza il teorema della probabilità composta, che consente di calcolare la probabilità dell'intersezione di due o più eventi, ovvero la probabilità che essi si verifichino tutti. Nel nostro caso, poiché i tre eventi sono indipendenti stocasticamente (o probabilisticamente), per ottenere la probabilità che essi accadono contemporaneamente (che si trovi, tra gli 8 mercanti di Tornimparte, un Marino figlio di Cola che fu mercante di bestiame) basta moltiplicarli: AXBXC=0,000296, vale a dire una probabilità dello 0,0296%. Essendo così bassa la probabilità, deduco che il Marino di Cola mercante di bestiame nel 1458 e il Marino di Cola Vecchioli mercante di bestiame del 1471 sono la stessa persona, in quanto è probabilisticamente impossibile (con la popolazione che aveva Tornimparte) che un altro mercante, rispetto al Marino del 1471, assommi le sue stesse caratteristiche.
Se lo trovate interessante ed utile ditemi
Ciao,
F.P.
si parla sempre di approccio scientifico alla paleografia e oggi vorrei sottoporvi questo mio tentativo (soggetto sicuramente ad errori e per questo da prendere semplicemente come esempio):
Su un atto notarile aquilano del 1458 ho trovato un Marino di Cola di Pietro di Tornimparte, mercante di bestiame. Io cercavo un Marino di Cola Vecchioli di Tornimparte che, nel 1471, era mercante di bestiame. Per capire se si trattasse della stessa persona, visto che nel primo caso non si faceva menzione del cognome, ho fatto alcuni ragionamenti. Il Marino che cercavo è nato circa nel 1420, cosa che ho evinto da una numerazione dei fuochi; è dunque un dato reale. Ciò significa che Marino era certamente attivo mercante nel 1458. Ho analizzato atti notarili prodotti tra il 1447-1448 e il 1450-1460. Dodici anni in tutto. Un mercante deve aver lasciato almeno una traccia di sé in una dozzina d'anni. A Tornimparte vi era, nel 1508, una popolazione di 448 individui. Ho studiato la percentuale di persone col nome Marino nel 1508; su 126 fuochi, ben 11 avevano come capofuoco un Marino. Dunque l'8,66% degli uomini abili al lavoro portava questo nome. Nel contado aquilano vi erano, nel 1454, 229 mercanti. Rispetto al totale della popolazione abile al lavoro (3720 uomini) i mercanti erano dunque il 6,16%. Tra i fuochi numerati nel 1508, ben 7 su 126 hanno un padre di nome Cola, rappresentando il 5,55% degli uomini abili. Trasformando queste percentuali in probabilità (ricordo, ai non addetti, che la probabilità è un numero decimale compreso tra 0 e 1), ossia dividendo per 100 le tre percentuali ottenute, si ottengono le probabilità A = 0,0866, B = 0,0616, C = 0,0555. Per i profani, ricordo che la probabilità di un evento è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli all'evento e il numero dei casi possibili, purché questi ultimi siano tutti equiprobabili (nel nostro caso, le percentuali ottenute erano probabilità moltiplicate per 100). Se adesso si vuole calcolare l'intersezione tra i tre eventi A,B e C, si utilizza il teorema della probabilità composta, che consente di calcolare la probabilità dell'intersezione di due o più eventi, ovvero la probabilità che essi si verifichino tutti. Nel nostro caso, poiché i tre eventi sono indipendenti stocasticamente (o probabilisticamente), per ottenere la probabilità che essi accadono contemporaneamente (che si trovi, tra gli 8 mercanti di Tornimparte, un Marino figlio di Cola che fu mercante di bestiame) basta moltiplicarli: AXBXC=0,000296, vale a dire una probabilità dello 0,0296%. Essendo così bassa la probabilità, deduco che il Marino di Cola mercante di bestiame nel 1458 e il Marino di Cola Vecchioli mercante di bestiame del 1471 sono la stessa persona, in quanto è probabilisticamente impossibile (con la popolazione che aveva Tornimparte) che un altro mercante, rispetto al Marino del 1471, assommi le sue stesse caratteristiche.
Se lo trovate interessante ed utile ditemi
Ciao,
F.P.
per una serie di ragioni che vado di seguito, sinteticamente, ad enunciarle:
in realtà, l’intero calcolo è infondato, poichè il teorema della probabilità composta non può essere applicato come lei ha fatto, ma su questo argomento, più adatto ad un corso di probabilità e statistica che non a questo forum, credo sia meglio soprassedere).
Purtroppo, il calcolo delle probabilità è materia assai spinosa e spesso è meglio lasciarla agli specialisti. Sperando di non averle arrecato un’eccessiva delusione la saluto