Abitanti di Roma nel 1943

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Marcello G. Novello » sabato 12 settembre 2009, 10:03

Spesso ho approfittato della cortese disponibilità dei frequentatori del nostro Forum per colmare qualche piccola necessità che, di tanto in tanto, incontro in un mio studio e ne chiedo, sempre con animo grato, venia.

Consapevole del leggero off-topic, desidero chiedere se qualcuno dei nostri frequentatori è in grado di dirmi a quanto ammontava la popolazione di Roma nel 1943. Attendo l'eventuale, gradita risposta anche per MP.

Grazie di cuore.
Marcello G. Novello
"Ogni rovescio ha la sua medaglia". Marcello Marchesi
Avatar utente
Marcello G. Novello
 
Messaggi: 1005
Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 20:07

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Guido5 » sabato 12 settembre 2009, 10:44

Caro Marcello,
non sei "off topic" perché anche questa è storia. Dubito tuttavia che sia facile trovare il dato che cerchi: Roma, nel 1943, era occupata dai tedeschi e "città aperta" inoltre, a causa della guerra, nel 1941 non venne fatto il censimento. Il dato di quello del 1936 è 1.173.034 abitanti, saliti a 1.701.913 nel 1951.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Marcello G. Novello » sabato 12 settembre 2009, 10:46

Gentile Guido, sempre prezioso....

Grazie veramente! [thumb_yello.gif]
Marcello G. Novello
"Ogni rovescio ha la sua medaglia". Marcello Marchesi
Avatar utente
Marcello G. Novello
 
Messaggi: 1005
Iscritto il: giovedì 17 febbraio 2005, 20:07

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 12 settembre 2009, 11:41

Secondo Wikipedia (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Roma), la popolazione di Roma era 1.150.000 nel 1936 e 1.651.000 nel 1951. Facendo la media (considerando un aumento costante ogni anno), la popolazione della Capitale nel 1943 doveva essere di circa 1.383.800 persone, meno tutta la corte e i vertici militari che, a differenza del Servo di Dio Pio XII, scapparono "a gambe levate" con il re in testa e tutta la famiglia reale al seguito, ad eccezione della principessa Mafalda che, sacrificata dal padre per "ragione di Stato", fu poi arrestata dai nazisti e internata nel lager di Buchenwald, dove morì, in circostanze ancora poco chiare, l'anno dopo; ma sono ormai [offtopic.gif].
Buona giornata.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Guido5 » sabato 12 settembre 2009, 12:45

Cari amici,
la leggera discrepanza è dovuta al fatto che Wikipedia riporta la popolazione residente (le cifre esatte sono 1.150.589 e 1.651.754) mentre io ho indicato quella presente, un dato che mi è sembrato più significativo. La fonte è il volume dell'ISTAT su "Popolazione residente e presente dei Comuni".
Oltre a quanto ricordato da Pasquale, non dimentichiamo la presenza delle truppe occupanti e, il 16 ottobre, la deportazione dal Ghetto di 1.022 ebrei.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Cronista di Livonia » sabato 12 settembre 2009, 14:13

Non sarebbe forse bene precisare che:

1. Sua Santità Pio XII non era un Capo di Stato ex-alleato che aveva cambiato alleanza durante una guerra e quindi, pur temendo comprensibilmente per la propria incolumità e per quella di tutti coloro che gli erano fedeli in quei momenti difficili, non aveva da temere una immediata rappresaglia da parte dei tedeschi.

2. Vi era un reparto SS con il preciso compito di catturare la famiglia Reale italiana per poi spedirla in Germania o liquidarla e questo era cosa nota persino al nostro Servizio Informazioni.

3. La fuga fu condotta con modalità estremamente discutibili e lasciò allo sbando le nostre Forze Armate, pare vi fossero ordini per quete, ma che chi incaricato di trasmetterli preferì dileguarsi. Lessi qualcosa in proposito su "Guardia d'Onore" od altra pubblicazione INGORTP. Sarebbe da approfondire. C'è comunque da chiedersi chi avrebbe chiamato gli italiani alla lotta contro la Germania nazista una volta scomparsi il Re ed il Governo.

4. Mafalda di Savoia era moglie di Filippo Langravio d'Assia, alto esponente del III Reich (che fu comunque arrestato anche lui dagli uomini di Hitler), non fu esattamente "sacrificata dal padre per ragioni di Stato". Al momento della fuga era in Bulgariaper i funerali di Re Boris III (morto in circostanze assai misteriose e mai chiarite dopo un colloquio con Hitler nel quale pare avesse ventilato la possibilità di una prossima uscita della Bulgaria dalla guerra) e fu attirata in un tranello ed arresta il 23 settembre, due settimane dopo l'armistizio italiano. Il suo triste e crudele destino è chiaro segno di cosa attendeva, nel migliore dei casi, la famiglia Reale italiana qualora fosse caduta in mano ad Hitler.

Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
Cronista di Livonia
 
Messaggi: 1116
Iscritto il: lunedì 10 luglio 2006, 14:09

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Lasa pur dir » sabato 12 settembre 2009, 15:01

Spero mi si scuserà l'off topic...
credo che l'armistizio di Cassabile non possa essere considerato un cambio di alleanze.
E' la ratifica di una sconfitta, fu una resa senza condizioni.

La dichiarazione di guerra alla Germania non arrivò che il 13 ottobre... e nel frattempo molti crimini erano stati consumati dall'ex alleato contro una nazione vinta.

Se la famiglia reale fosse stata catturata e fosse stata liquidata in Germania certo il popolo italiano non ne avrebbe avuto alcun vantaggio... ma, pensandoci, che vantaggio ottenne dalla sua indecorosa fuga?

Noi eravamo un Paese vinto, che non si batteva più nemmeno per difendere il proprio suolo. Gli anglo-americani avevano preparato lo sbarco in Sicilia come un assaggio o prova generale di quello che si apprestavano a fare in Normandia. E ad accoglierli trovarono invece della gente che gli batteva le mani e gli chiedeva scatolame, cioccolata e sigarette. Cos'altro poteva fare, se non arrendersi, il governo di un popolo che si era già arreso? Solo che la resa potevamo farla in due modi: alle spalle e all'insaputa dell'Alleato, oppure avvertendolo che lo avremmo fatto perché non avevamo alternativa. Scegliendo la seconda strada, noi non avremmo salvato nulla, come nulla salvammo scegliendo la prima. Indro Montanelli


Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.

Nescire quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicerone)

QVOD NON EST IN ACTIS NON EST IN MVNDO
Avatar utente
Lasa pur dir
 
Messaggi: 373
Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 17:52
Località: Lanciano (Ch)

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Guido5 » sabato 12 settembre 2009, 15:12

Cari amici,
certo che queste precisazioni sono utili, anche se ci si allontana ancor più dalla domanda iniziale. Sul terzo punto "livoniano" mi sembra opportuno ricordare che l'armistizio fra l'Italia e gli Alleati venne siglato a Cassibile il 3 settembre 1943 ma ne venne data notizia il giorno 8 e soltanto l'11 lo Stato Maggiore del Regio Esercito diede ordine di "considerare truppe germaniche come truppe nemiche e agire in conseguenza" (cfr. da ultimo "Il Gruppo di Combattimento Friuli" a cura di Romano Rossi con la collaborazione, fra gli altri, dell'Ufficio Comunicazione SMD e dell'Ufficio Storico SME, Bacchilega Editore, Imola 2009). Qualcosa evidentemente si era colpevolmente rotto nella catena di comando e fu cosa pagata a ben caro prezzo!

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 12 settembre 2009, 15:27

Cronista di Livonia ha scritto: 1. Sua Santità Pio XII non era un Capo di Stato ex-alleato che aveva cambiato alleanza durante una guerra e quindi, pur temendo comprensibilmente per la propria incolumità e per quella di tutti coloro che gli erano fedeli in quei momenti difficili, non aveva da temere una immediata rappresaglia da parte dei tedeschi.


Gentile Cronista,
evidentemente ignora che Hitler era intenzionato a "farla pagare" al Servo di Dio Pio XII, fortemente anti-nazista, da poco, inoltre, sono disponibili ulteriori prove del piano di Hitler per rapire e uccidere il Santo Padre (cfr. http://www.zenit.org/article-18643?l=italian).
Come vede, il Papa rischiò tantissimo a rimanere a Roma nel settembre del 1943, come rischiò anche qualche mese prima a recarsi di persona a San Lorenzo a confortare i romani dopo il bombardamento della Città. Solo una persona della famiglia reale si recò sul posto, la principessa Maria Josè, che non era nemmeno una Savoia di nascita. Riguardo alla fuga, sembra che il principe Umberto volesse rimanere a Roma a guidare le forze armate, ma gli augusti genitori non glielo permisero. Prima che morisse in esilio, lo storico Nicola Caracciolo, domandò al vecchio Re Umberto conferma di tale circostana, ma lui non rispose nulla per rispettare la memoria del padre.
Probabilmente se fosse rimasto a Roma, avrebbe salvato quel trono che perse, invece, tre anni dopo.
Riguardo a Mafalda, aggiungo che alla la firma dell'armistizio con gli alleati, Mafalda, partita per Sofia, per assistere la sorella Giovanna, il cui marito Boris III era in fin di vita, non fu messa al corrente dei pericoli, forse per paura che informasse il Landgravio agli ordini del Führer. Seppe quindi dell'armistizio nel suo viaggio di ritorno, alla stazione ferroviaria di Sinaia, in piena notte, da Elena di Romania e non dalla sorella Giovanna di Bulgaria, che aveva fatto fermare appositamente il treno e aveva tentato di farla desistere dal rientro in Italia. Consiglio che Mafalda decise di non seguire per congiungersi con i figli e la famiglia, incurante dei rischi che correva; infatti, nonostante fosse figlia del Re d'Italia e legatissima alla sua famiglia di origine, era anche cittadina tedesca, principessa tedesca, moglie di un ufficiale delle SS tedesco e, quindi, si sentiva sicura che i tedeschi l'avrebbero rispettata. Con mezzi di fortuna, il 22 settembre 1943 riuscì a raggiungere Roma e fece appena in tempo a rivedere i figli, custoditi in Vaticano da Monsignor Montini (il futuro Papa Paolo VI). Il giono dopo, poi, fu catturata, appunto con un tranello, come da Lei ricordato.
A presto.

PMMO
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 12 settembre 2009, 15:36

Noi eravamo un Paese vinto, che non si batteva più nemmeno per difendere il proprio suolo. Gli anglo-americani avevano preparato lo sbarco in Sicilia come un assaggio o prova generale di quello che si apprestavano a fare in Normandia. E ad accoglierli trovarono invece della gente che gli batteva le mani e gli chiedeva scatolame, cioccolata e sigarette. Cos'altro poteva fare, se non arrendersi, il governo di un popolo che si era già arreso? Solo che la resa potevamo farla in due modi: alle spalle e all'insaputa dell'Alleato, oppure avvertendolo che lo avremmo fatto perché non avevamo alternativa. Scegliendo la seconda strada, noi non avremmo salvato nulla, come nulla salvammo scegliendo la prima. Indro Montanelli


Scusatemi se mi autocito ancora una volta:

mio nonno era ufficiale in Sicilia, fu fatto prigioniero dagli americani e deportato in un campo in Libia, dove rimase fino al 1945.
Un aneddoto "divertente", lui raccontava che sbarcati gli americani in Sicilia, assalirono il campo degli italiani di notte per farli prigionieri, ma il comandante di mio nonno chiese di ritornare la mattina dopo, visto che al momento stavano cenando. Il comandante americano obbedì e il giorno dopo furono tutti imprigionati e deportati in africa, dove mio nonno, che sapeva cucinare fu scelto come cuoco, garantendosi così un rancio migliore.


A presto.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
Messaggi: 1820
Iscritto il: venerdì 4 giugno 2004, 17:34
Località: Caserta - Terra di Lavoro

Re: Abitanti di Roma nel 1943

Messaggioda Cronista di Livonia » sabato 12 settembre 2009, 15:54

Egregio Signor Onorati,

Le ricorderei che i nazisti erano cattivi, non stupidi. Nel tardo 1943 stavano palesemente perdendo la guerra ed avevano bisogno di tutti gli uomini e mezzi reperibili, tanto da arruolare massicciamente Legioni di "volontari" SS tra i popoli conquistati e da essere più possibilisti riguardo alla eventuale sistemazione post-bellica nei confronti di molti di questi.
Eliminare un Re traditore (per i tedeschi noi italiani abbiamo tradito) avrebbe creato ben pochi problemi, mentre eliminare il Santo Padre avrebbe creato problemi a non finire (molti tedeschi ed austriaci erano e sono cattolici). Hitler aveva in antipatia sia Vittorio Emanuele III (conosce l'episodio dello scarpone militare?) che il Santo Padre da un pezzo, ma non agì contro nessuno dei due per convenienza politica. Fatto sta che le SS erano pronte ad assaltare il Quirinale. Mafalda finì a Buchenwald e Umberto, se fosse rimasto (l'episodio da lei citato è dato per certo da almeno uno storico di Casa Savoia, mi sembra Cognasso), sarebbe finito morto ammazzato o marionetta dei tedeschi e non avrebbe salvato alcun trono per se (non conosce forse la storia di Re Leopoldo III dei belgi, la legga è istruttiva).
D'altronde Badoglio che è descritto "divorato dal panico" durante la fuga di Pescara finì meglio di Umberto e la nipote del Duce siede da anni nel nostro Parlamento, non c'è male in quanto ad equità.

Concordo che se qualche Savoia maschio fosse morto martire, magari armi in pugno, forse i sopravvissuti avrebbero avuto maggiori chance di salvare il trono, ma anche questo non è sicuro.

Su Mafalda vedo che concordiamo.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
Cronista di Livonia
 
Messaggi: 1116
Iscritto il: lunedì 10 luglio 2006, 14:09


Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 10 ospiti

cron