Pagina 1 di 1

Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 18 luglio 2009, 15:20
da Pasquale M. M. Onorati
Cari frequentatori del Forum,
della nobiltà e delle scienze ad essa legate si sono occupati, nel bene o nel male, anche grandi letterati del passato;
per esempio, per chi non la conoscesse, ecco la poesia che scrisse Giosuè Carducci, futuro Nobel per la letteratura, in occasione dell'istituzione della Consulta Araldica del Regno d'Italia. E' molto interessante, anche se in un italiano di non facile comprensione, perchè è espressione di quel movimento repubblicano che si opponeva alla sua costituzione, avvenuta con il Regio Decreto 313 del 1869.

XI) LA CONSULTA ARALDICA

Cercate pur se il pio siero che stagna
Nel cor d'un paolotto ignoto al dì,
Da i reni d'un ladron de l'Alemagna
Sangue cavalleresco un giorno uscì,

Se ne la tabe che da gli avi nacque
E strugge ai figli l'ultimo polmon
Vive la colpa d'una rea che piacque
Adultera latina al biondo Otton.

Deh dite: quante belve a cui le spade
Affondar ne la carne era virtù,
Quanti marchesi che assalian le strade,
Quanti mitrati che vendean Gesù,

Quanti storici gradi di peccato
Occorron dunque, dite in vostra fé
Per poter la camicia di bucato
Porger la mane al dormiglioso re?

Per quante aule di barbari signori
Vigilate dal pubblico terror
Bisogna aver contaminato i cuori
Ed i ginocchi, e quante volte ancor

Rinnegata la misera latina
Patria e del suo comun le libertà,
Per poter di diritto a la regina
Tener la coda quando a messa va?

Oh non per questo dal fatal di Quarto
Lido il naviglio de i mille salpò,
Né Rosolino Pilo aveva sparto
Suo gentil sangue che vantava Angiò.

Ma voi da l'arche, voi da gli scaffali,
Invidiando a i vermi ombra e sopor,
Corna di cervi e teschi di cignali
Ed ugnoli d'arpie mettete fuor;

Ed a gli scheltri de le ree castella
Che foscheggian pe 'l verde ermo Apennin,
Poi che l'austero e pio Gian de la Bella
Trasse i baroni a pettinare il lin

(E allora il pugno già contratto al brando
Ne l'opera plebea ben si spianò,
E su le labbra tumide il comando
In lusinga servile iscivolò),

A quegli scheltri voi chiedete ancora
Le targhe colorate e il pennoncel;
E vorreste veder l'antica aurora
Arrider mesta a un gotico bertel.

O dormenti nel giorno, il gallo canta,
Ferve il lavoro e cedon l'ombre al ver;
L'azzurro oltremarin di Terra santa
È bava di lumaca in suo sentier.

Rendete pur, rendete a i vecchi scudi
Il pallid'oro che l'ebreo raschiò
Ed a gli elmi le corna: io questi ludi
A la vecchiezza invidiar non so.

E aspettate così ne le supreme
Gran gale, o morituri, il funeral:
La libertà tocca il tamburo, e insieme
Dileguan medio evo e carneval.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 0:39
da Pasquale M. M. Onorati
Aggiungo un breve componimento di Don Marzio Francesco Proto Carafa Pallavicino, Duca di Maddaloni (1821-1893), uomo politico ed epigrammista tra i più apprezzati della Napoli ottocentesca:

Per un conte chiacchierone:

Con sovrano decreto
il conte Tommasino è nominato
del Santo Padre camerier segreto.
Lo dice a tutti, ma dovria tacere.
Pel suo troppo parlare che segue? E' chiaro:
sfuma il segreto e resta il cameriere.

Lo trovo molto divertente ed attuale. Non trovate?

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 10:46
da Pasquale M. M. Onorati
Gentili membri del Forum, Vi propongo un altro epigramma del Duca di Maddaloni che mi ha fatto molto riflettere:

Croci di cavalieri

Un tale, che pretendesi
sempre ben informato,
dice che fra le "croci"
sia pur chi ha rubato.
Ebben, che meraviglia
che, fra le croci buone,
debba trovarsi pure
quella del mal ladrone?

Buona festa dell'Assunta a tutti.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 13:12
da adj
Francesco Proto duca di Maddaloni è stato indubbiamente uno dei più arguti epigrammisti ottocenteschi.

Qui riporto invece una quartina di anonimo (almeno per quanto mi risulta), che ben si accompagna all'ultimo epigramma citato.

L'inno dei cavalieri di ....

Noi meschini! Se in tempi più feroci
i ladri s'appendevano alle croci.
Noi beati! Se in tempi più leggiadri
s'appendono le croci in petto ai ladri.

(voglio sperare che nessuno abbia a offendersi)

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 14:24
da Pasquale M. M. Onorati
adj ha scritto: L'inno dei cavalieri di ....

Noi meschini! Se in tempi più feroci
i ladri s'appendevano alle croci.
Noi beati! Se in tempi più leggiadri
s'appendono le croci in petto ai ladri.


Gentile adj, questo epigramma è attribuito a Giuseppe Mazzini e credo che sia, chiaramente, autobiografico, visti i suoi trascorsi con la giustizia e quello che combinò a Roma quando fu Triumviro della Repubblica Romana nel 1849. Buona giornata.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 16:47
da adj
In effetti ce n'è uno piuttosto simile di Giovan Gherardo De Rossi (1754-1827), guarda caso ministro delle finanze nel governo della repubblica romana.

Per una croce al merito

Degno di croce per i merti suoi
era Damon; ma appendersi dovea
esso alla croce, e non la croce a lui.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: sabato 15 agosto 2009, 20:56
da Pasquale M. M. Onorati
Ecco un altro epigramma del Maddaloni dal titolo inequivocabile e tanto attuale:

Nobiltà fasulla:

Il Conte Orlando, uom vile ed arrogante
sempre ci mette innante
ch'ei discende dai Principi d'Angiò;
ma ben potriasi dubitar di ciò.
Chi, chi non vede, a' modi suoi protervi,
che Orlando da quei principi discende
per la scala... dei servi?

Grazie per l'attenzione.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: domenica 16 agosto 2009, 10:02
da Pasquale M. M. Onorati
Ecco, ora, un pò di saggezza popolare:

Il villano nobilitato non conosce suo parentato;

Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei;

Servi il nobile ancorché sia povero;

Udine, giardini senza fiori, castel senza cannoni, fontane senz'acqua, nobiltà senza creanza;

I don di Spagna, i conti d'Alemagna, i monsieurs di Francia, i vescovi d'Italia, i cavalier di Napoli, i lordi di Scozia, i fidalghi di Portogallo, i minori fratelli d'Inghilterra e i nobili d'Ungheria, fanno una povera compagnia;

Cavalier male arrivato, vecchia carta ve cercando;

Cavalier senza entrata, e muro senza croce, da tutti è scompisciato;

Donna di monte, cavalier di corte;

La croce non fa il cavaliere;

Nelle stracce e negli straccioni s'allevano di gran baroni;

Non ha Vinegia (Venezia) tanti gondolorieri, quanti Vicenza conti e cavalieri;

Dio mi guardi dalle prigioni del Duca;

Quei ch'han ducati, signori son chiamati.

Buona giornata.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: venerdì 21 agosto 2009, 14:05
da Pasquale M. M. Onorati
Ecco ora una poesia del grande penalista napoletano Gennaro Marciano (1863 - 1943) che, purtroppo, ho dovuto emendare di alcuni versi un pò licenziosi:

Per una croce di cavaliere

In tempi in cui commende e croci piovono,
e non ne fu giammai negata alcuna,
per la virtù dei rapidi progressi,
all'ultimo dei fessi;

in tempi in cui sono cavalieri tutti,
i cosiddetti onesti e i farabutti,
i figli illustri della stirpe umana
...

in cui le insegne ancor vedemmo in petto
ai cavalieri audaci, ai scisciammocca,
ai calzolai, ai domator di muli,
...

può dirsi che l'onore della croce
diventi ormai la croce dell'onore,
e quasi par - senza passar per pazzo -
che sfotta un poco ...

Ma quando penso ch'essa ha porto il destro
d'unirci insieme in sì giovial convito,
parecchie croci desiate ardisco
e mi ringalluzzisco.

Più che la croce, il vostro affetto onora;
la stima vostra vò per fregio mio
Nominatemi amico e mi sollazzo
...

Buona giornata.

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: venerdì 28 agosto 2009, 14:55
da APdF
Gentile amico

considerato il suo interesse per il genere, potrei segnalarle la figura di Raffaele Petra duca di Vastogirardi e marchese di Caccavone (1798-1873), che fu marito di donna Rachele Ceva Grimaldi duchessa di Caccuri nonchè autore di numerosi epigrammi, rimasti famosi, in cui satireggiava su nobili, clericali e borghesi. Un suo sonetto, ma di ben altro argomento, è stato incluso in un’antologia di cui fu curatore il compianto on. Angelo Manna (di cui, mi sembra, lei sia stato un estimatore). :)

Cordialmente

Aldo PdF

Re: Letteratura e nobiltà

MessaggioInviato: venerdì 28 agosto 2009, 18:14
da Pasquale M. M. Onorati
Gentile amico,
conosco bene il Marchese di Caccavone; però, tra i suoi epigrammi, finora, non ho trovato nulla di attinente a questo topic, anche perchè il Caccavone era molto più "licenzioso" del Duca di Maddaloni e non vorrei "scandalizzare" nessuno su questo Forum...
L'on.Angelo Manna era un caro amico di mio padre; infatti, da una sua antologia ho preso il sonetto del Avv.Marciano.
Buon Pomeriggio e a presto.

Presentarsi ad ora di cavaliere

MessaggioInviato: lunedì 8 febbraio 2010, 17:11
da Pasquale M. M. Onorati
Un altro detto popolare che la dice lunga sulla concezione che ha l'uomo comune della cavalleria, l'ho raccolto dalla voce di un medico proprio qui dove vivo io, in Provincia di Caserta, è: "presentarsi ad ora di cavaliere", per indicare una persona che fa le cose con comodo e mai prima di mezzogiorno. A presto.
PMMO