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Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

Inviato:
lunedì 13 luglio 2009, 15:39
da Pasquale M. M. Onorati
Cari frequentatori del Forum,
oggi al TGR Campania hanno trasmesso un servizio sull'Archivio Storico del Banco di Napoli; il più importante archivio economico d'Italia e tra i primi, se non il primo, d'Europa, che conserva nelle stanze dello splendido Palazzo Ricca all'inizio di Via Tribunali, centinaia di migliaia di documenti che permettono di ricostruire gli ultimi 500 anni della storia economica del Mezzogiorno.
Ebbene, tra questi documenti c'è anche il carteggio relativo al prestito di 200.000 Lire richiesto nel 1874 da Menotti Garibaldi con garanzia scritta del padre Giuseppe Garibaldi. Il prestito (corrispondente a circa 677.000 Euro attuali) non fu mai onorato e alla richiesta di restituzione da parte del Banco di Napoli il nostro "eroe dei due mondi" rispose: "ma che volete voi? Io vi ho liberati, sono stato anche dittatore e voi pretendete anche che io restituisca un prestito!".
Solo una considerazione: per fortuna "verba volant, scripta manent" e poco alla volta gli archivi ci stanno restituendo la verità sul Risorgimento d'Italia, la cui storia andrebbe, in buona parte, riscritta. Cordialmente.
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
martedì 14 luglio 2009, 10:51
da Pasquale M. M. Onorati
Per chi fosse interessato, segnalo il sito della Fondazione - Istituo Banco di Napoli che gestisce l'Archivio Storico:
http://www.ibnaf.it/. Cordialmente
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
martedì 14 luglio 2009, 16:24
da Massarellus
molto interessante la sua segnalazione. sul sito c'è possibilità di consultare gli archivi on line? ah, naturalmente se c'è qualcuno che si offre di fare ricerche in quell'archivio...io lo contatto subito!
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
martedì 14 luglio 2009, 18:05
da L.A.S.
La lettera in questione è nota, almeno, dai primi anni Settanta del XX secolo. Forse da prima: non ricordo infatti se Fausto Nicolini ne parlò già nel 1956 in un suo saggio. Ad ogni buon conto, ferma restando l'importanza storica e socio-economica delle sue fonti, è consigliabile, prima di chiedere l'accesso all'archivio del Banco, la lettura preventiva di alcune pubblicazioni al riguardo, fra le quali segnalo le seguenti:
- L'archivio storico del Banco di Napoli: una fonte prezione per la storia economica, sociale ed artistica del Mezzogiorno d'Italia, Stabilimento Arte Tipografica, Napoli 1972.
- L'archivio storico del Banco di Napoli, Edizioni del Banco di Napoli, Napoli 1985 (tre edizioni fino al 2005).
Cordialmente,
Lorenzo
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 9:14
da Pasquale M. M. Onorati
Gentile L.A.S., si tratta di due ottime pubblicazioni che fanno parte della mia biblioteca. Grazie per averle segnalate. Riguardo al documento sull'insolvenza di Garibaldi, penso che fosse noto da sempre, ma per convenienza è stato "dimenticato" nei meandri dell'archivio almeno fino al secondo dopoguerra. Forse, qualcuno, anche oggi vorrebbe far finta che non esista o sminuirne il valore, visto che l'anno scorso ci sono stati i festeggiamenti per i 200 anni dalla nascita di Garibaldi e l'anno prossimo ci saranno quelli per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Io non sono antiunitario, ma sono convinto che l'Unità andasse fatta in altro modo (come l'Unione Europea, per esempio) non ai danni della Chiesa e del Sud. Cordialmente.
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 10:26
da Cronista di Livonia
Egregio Signor Onorati,
se lei fosse stato cittadino turco ed avesse scritto una cosa del genere riguardo un patrio eroe si sarebbe trovato molto probabilmente processato e condannato per aver leso l'onore nazionale ed anche come cittadino USA non penso se la sarebbe cavata molto meglio.
Personalmente, pur essendo sostenitore della monarchia sabauda, mi trovo spesso, e per vari motivi, a rimpiangere l'unificazione italiana. Temo che il modello proposto, quello dell'eurofascismo di Bruxelles non sia dei migliori, ma soluzioni alternative, come quella giobertiana d'una Confederazione italiana si persero' nella realta' storica.
A discolpa del povero Garibaldi, che tutto sommato, seppur massone, rivoluzionario, squassatore di troni e nemico di San Pietro, mi resta simpatico, in quanto sempre ben disposto a rischiare la vita per le cause in cui credeva (vedasi la guerra franco-prussiana, dove nessuno, ma proprio nessuno lo costringeva a battersi), si puo' dire che essendo stato dittatore avrebbe potuto fare il sacco di Napoli pro domo sua, ma cosi' non fece. Per il resto risulta che mori' quasi povero a Caprera, meglio di tanti odierni politici nostrani, no? (non vorremmo mica parlare di moderni politici campani, ma non solo, magari non condannati, ma ben noti come ladri, no? certa non si possono fare nomi, ma ne vengono parecchi a mente).
Comunque non si sforzi troppoa devastare le aptrie glorie che gia' ci sta pensando al Lega Nord a fucilare postumamente Garibaldi per avere "costretto il Nord a prendersi un po' di Africa" (pensiero che non condivido, ma pazienza).
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 11:03
da da Fiore
Oramai penso che la discussione su come e perchè sia stata fatta l'unità d'Italia non sia più questione di opinioni o di conversazioni da salotto, ma una seria e dibattuta questione storiografica, scaturita dalla scoperta o riscoperta di importanti fondi d'archivio che fino ad un certo punto sono stati inaccessibili anche agli studiosi, e anche da una imparzialità di giudizio che si sta facendo strada man mano che ci si allontana temporalmente dai fatti.
Non si tratta di mettere in discussione l'Unità, cosa che sarebbe assurda e controproducente sia per il Nord che per il Sud a tutti i livelli, ma solo di chiarire i fatti e le ragioni che portarono a questa soluzione politica della questione Italiana.
Il compito dello storico è questo:
chiarire i fatti e le verità storiche, specialmente se fino a questo momento esse sono state taciute o, peggio, distorte volutamente da una storiografia orientata da chi ha prevalso sul campo di battaglia. Quel che c'è da scardinare è il giudizio unilaterale che si è formato sui fatti del Risorgimento, dell'Unità, delle reali condizioni del Sud e del Nord prima dell'Unità e dopo l'Unità.
Il fenomeno della Lega e della sua intolleranza verso di noi meridionali, non è altro che frutto di questa distorta e poco scientifica conoscenza dei fatti, imposta con tutti i mezzi dalla storiografia che ha prevalso.
Quanto sia
scientifica la revisione di questo periodo storico, anche se va ad intaccare miti e leggende del Risorgimento (nate a giusta ragione e non), lo dimostra questo breve scritto di Franco Cardini sul quale vi invito a meditare, giusto per darvi un saggio su cosa si sta muovendo tra gli storici italiani e soprattutto stranieri su questo periodo fondamentale per il nostro Paese.
Dietro questo articolo esiste tutto un fiorire di studi seri, edizione di fonti, documenti, testimonianze dirette su quel periodo, non di opinioni o di prese di posizioni di parte, o peggio, di un presunto sentimento "borbonico", etichetta che spesso, con ignoranza e banalità, si incolla a questo fenomeno revisionista con tutta l'accezione negativa che il termine ha assunto nella storiografia post unitaria...
Saluti e buona lettura
http://www.stmoderna.it/rassegna_quotid ... sp?id=9773
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 11:15
da Pasquale M. M. Onorati
Grazie a da Fiore che ha espresso con bellissime parole quello che è anche il mio punto di vista. Forse i miei messaggi precedenti non erano ben chiari; comunque, chiarisco per i non latinisti, i fiumi di parole (anche quelle messe per iscritto) volano via con il vento, ma i documenti degli archivi restano a perenne memoria della verità e prima o poi vengono fuori! Cordialmente.
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 12:36
da Cronista di Livonia
Trovo che vi sia una certa differnza tra il "fare la storia in senso onesto e critico" e "fare del pettegolezzo allo scopo di mettere alla berlina un mito avverso".
Questo mi sembra molto piu' il secondo caso.
Il primo sarebbe forse stato scrivere "nella repressione al brigantaggio si combatterono indiscriminatamente sia veri briganti che patrioti borbonici e il Generale Nino Bixio, braccio destro di Garibaldi si segnalo' per la durezza con cui agi', durezza dovuta a ragioni speso piu' politiche che legali" o qualcosa del genere.
Garibaldi e' discutibile come personaggio, ma da qui a volerlo proprio far passare da comune ladro ce ne corre. La critica dovrebbe essere piu' sull'operato a livello politico e militare, fu un buon generale? era coraggioso? agi' bene? fu avveduto? fu strumento altrui od ebbe autonimia politica? questi sono i quesiti che interessano allo storico. Piccole miserie come quella citata restano nell'ambito della curiosita' per pochi o della ripicca, senza fare o cambiare la storia.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 13:12
da Pasquale M. M. Onorati
A chi ha un pò di tempo da "perdere", consiglio di leggere "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de'Sivo (1814-1867), opera in 5 volumi (in parte scaricabile da Google libri) che, per la sua imparzialità, fu mal vista anche dalla stessa corte borbonica in esilio a Roma.
Cordialmente.
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 13:13
da Tilius
Cronista di Livonia ha scritto:Trovo che vi sia una certa differnza tra il "fare la storia in senso onesto e critico" e "fare del pettegolezzo allo scopo di mettere alla berlina un mito avverso".
Questo mi sembra molto piu' il secondo caso.
Il primo sarebbe forse stato scrivere "nella repressione al brigantaggio si combatterono indiscriminatamente sia veri briganti che patrioti borbonici e il Generale Nino Bixio, braccio destro di Garibaldi si segnalo' per la durezza con cui agi', durezza dovuta a ragioni speso piu' politiche che legali" o qualcosa del genere.
Garibaldi e' discutibile come personaggio, ma da qui a volerlo proprio far passare da comune ladro ce ne corre. La critica dovrebbe essere piu' sull'operato a livello politico e militare, fu un buon generale? era coraggioso? agi' bene? fu avveduto? fu strumento altrui od ebbe autonimia politica? questi sono i quesiti che interessano allo storico. Piccole miserie come quella citata restano nell'ambito della curiosita' per pochi o della ripicca, senza fare o cambiare la storia.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Quoto in toto.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 13:36
da da Fiore
Egregio Cronista di Livonia,
il mio intervento voleva appunto essere una nota su come si stia facendo "la storia in modo critico ed onesto", appunto come dice lei, citando studiosi autorevoli, ben lungi dal fare pettegolezzo.
La figura di Garibaldi è in corso di revisione, come tante altre, proprio nel senso che dice lei, e gli storici stanno rispondendo a quei quesiti con serietà e documenti.
L'episodio del Banco di Napoli, a cui si aggiungono altri "prelievi forzati" perpretrati ai danni del Banco di Sicilia, smette di essere un pettegolezzo quando si scopre che esso incise sul delicato equilibrio socio-economico della penisola che seguì all'unità, con ricadute sul sistema bancario ed al sostegno alle imprese.
Ma queste sono cose specialistiche su cui non voglio e non mi sento di entrare, essendoci studiosi ben attrezzati metodologicamente che se ne stanno occupando a livello scientifico.
saluti
Marilisa Morrone
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 13:37
da L.A.S.
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:A chi ha un pò di tempo da "perdere", consiglio di leggere "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de'Sivo (1814-1867), opera in 5 volumi (in parte scaricabile da Google libri) che, per la sua imparzialità, fu mal vista anche dalla stessa corte borbonica in esilio a Roma.
Cordialmente.
E' sintomatico il fatto - e questo vale anche per il discorso generale di sopra - che, se mal fu visto dalla corte borbonica, non altrettanto dalla storiografia "vincitrice". Basta dire che il de Sivo è stato fatto conoscere e, di più, rivalutato - nel clima della tentata pacificazione nazionale - da Benedetto Croce. E siamo negli anni Venti. Il problema, che si osserva nei dibattiti storiografici in corso, è quello del fatto che non si legge più: archivi inaccessibili o accessibili poco importa, ma la maggior parte delle fonti date come "inedite" su quotidiani, saggi e libri nella più parte dei casi sono state edite da tempo. Sta alla storico - formandosi sullo studio e, ancora, sullo studio - cercare l'obiettività e saper contestualizzare le fonti, possibilmente essendo avvertito di quel che è stato "prodotto" sulla materia, cioè senza perdersi i precedenti del dibattito.
Cordialmente,
Lorenzo
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 14:00
da Pasquale M. M. Onorati
In realtà, Benedetto croce si limitò a scrivere un breve saggio su de'Sivo definendolo, a mio avviso in modo riduttivo, uno "storico reazionario". La prima riedizione dell'opera da me citata, che de' Sivo pubblicò in esilio tra mille difficolta, risale infatti al 1960, quando il nostro stato era già una Repubblica. L'Opera era mal vista sia dai "vincitori" sia dai "vinti" perchè denunciava il peggio sia degli uni sia degli altri.
Cordialmente.
Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Inviato:
mercoledì 15 luglio 2009, 15:07
da Massarellus
bella discussione. dico il mio modesto parere. avendo avuto modo di leggere e trascrivere documenti su documenti penso che difficilmente il regno borbonico(che pure aveva dei livelli elevati in alcuni settori) potesse essere meglio di quello savoia. quindi viva l'italia unita anche se sarebbe ora che noi del sud (io a dire il vero mi considero centro) ci dessimo una svegliata per colmare ormai il gab secolare che impedisce alla nostra nazione di crescere totalmente. il periodo borbonico ha lasciato problemi ancora oggi esistenti e presenti fortissimamente al sud.