Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
venerdì 23 gennaio 2009, 11:17
da Giovanni83
Gentili amici sapete dirmi dove posso trovare questo editto???
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
venerdì 23 gennaio 2009, 13:02
da Guido5
Caro Giovanni,
a chi ti riferisci? Ladislao il Magnanimo di Napoli o Ladislao II di Polonia? E sai qual era l'argomento dell'editto?
Ciao a tutti!
Guido5
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
venerdì 23 gennaio 2009, 14:43
da Giovanni83
Ladislao di Napoli, l'editto riguarda delle infeudazioni calabresi più precisamente il feudo di Belmonte.
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
venerdì 23 gennaio 2009, 15:17
da Guido5
Caro Giovanni,
in rete, su "L'archivio della Basilica di San Nicola. Fondo cartaceo" di Domenica Porcaro Massafra, Edipuglia 1988, ho trovato queste righe:

Credo che, di conseguenza, quanto cerchi possa essere custodito dall'Archivio di Stato di Napoli.
Ciao a tutti!
Guido5
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
domenica 25 gennaio 2009, 22:22
da Carnelevario
A meno che non bruciò il 30 settembre del 1943 nel proditorio incendio appiccato alla Villa Montesana, nel nolano, dai Tedeschi in ritirata.
http://www.archivi.beniculturali.it/Bib ... _MO_PA.pdfhttp://www.archivi.beniculturali.it/Bib ... _App11.pdf
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
lunedì 26 gennaio 2009, 10:18
da vdaurelio
Potrebbero essere utili anche le pubblicazioni del Manieri - Riccio circa gli archivi angioini.
Re: Editto Re Ladislao del 1404

Inviato:
lunedì 26 gennaio 2009, 20:19
da da Fiore
L'editto di cui si parla suppongo che non sia pervenuto in originale, ma ne restino solo stralci in copie ottocentesche; la citazione trovata da Guido penso sia eloquente al riguardo, visto che cita una copia del 1809 relativa solo ad alcuni feudi.
Per il feudo di Belmonte nello specifico, ho consultato ciò che ne dice il Pellicano Castagna che ne ha ricostruito la seuccessione feudale (M. Pellicano Castagna, La storia dei Feudi e dei titoli nobiliari della Calabria, vol. I, pp.192-202).
Con tutta evidenza allo studioso non risulta che dell'editto o di una sua copia si sia conservata la parte relativa a Belmonte, dal momento che egli sostiene che le prime notizie certe sul feudo si possono far partire dal 1443 quando esso era affidato a Galeazzo di Tarsia, presente col titolo di barone di Belmonte al parlamento indetto da Alfonso I il 28 febbraio di quell'anno.
Il feudo di Belmonte fu confiscato a Francesco Sacchi da Amantea per la sua adesione al partito angioino. Prima di lui non è confermabile con certezza la successione che pure è riportata presso lo studioso G. Turchi, che a sua volta cita il d'Amato; secondo questo studioso, i Sacchi ebbero Belmonte dal 1360 al 1443, e nel 1404, l'eventuale beneficiario del decreto di Ladislao, sarebbe stato Nicolò, III barone di Belmonte. Viceversa, in una nota nell'opera di G. Valentini del 1754, viene riportata la successione in modo invertito rispetto al d' Amato, perciò Nicola (e non Nicolò) risulta il secondo barone e il terzo risulta essere stato Giacomo Sacchi.
In questa incertezza delle fonti disponibili, e basandosi sulla scarsa attendibilità del d'Amato, il Pellicano Castagna riporta per completezza della ricerca i loro dati, ma preferisce non darli per certi e far partire la successione certa da quella desumibile dalle fonti, cioè dal momento in cui i Sacchi vengono spodestati e Belmonte passa ai Tarsia.