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Terzo ceto nobiliare

Inviato:
lunedì 19 gennaio 2009, 21:34
da loxnotar
Gentilissimi,chiedo notizie sul terzo ceto nobiliare,può essere equiparato al patriziato??le corone sugli stemmi familiari potevano avere forme inusuali??cosa significa separazione di ceto?? ecome si rapportava il Patriziato nelle città infeudate e nelle città REGIE.quale sarebbe la procedura per avere iscrizione al patriziato e le caratteristiche che una famiglia deve possedere per farne parte...sALUTI
Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
lunedì 19 gennaio 2009, 23:57
da RFVS
..cosa intendi per "terzo ceto nobiliare"?
Il patriziato e la nobiltà civica erano due "titoli", che sussistevano nei centri abitati, fossero esse Città o Terre.
Li ho scritti in maiuscolo perchè prima dell'unità d'Italia i centri abitati erano suddivisi in una scala gerarchica i cui due principali scalini erano le Città e, sotto, le Terre, che potevano essere libere o infeudate.
Circa il patriziato e la nobiltà civica ho scritto "titoli" perchè in realtà veri titoli come li intendiamo noi non erano. Tant'è che non venivano concessi nè rinnovati da alcun tipo di sovrano. Gli organi di governo potevano soltanto stabilire che una famiglia (in alcuni casi, per aggregazioni personali, una singola persona) avesse le qualità necessarie per far parte di tali ceti o non le avesse.
Non tutti i centri abitati avevano sia il ceto patrizio, che era il massimo ceto cittadino, che quello nobile. Ciò dipendeva da diversi fattori tra cui, non per ultimo, le consuetudini locali di gestione della cosa pubblica.
La separazione di ceto era, nei centri abitati di cui sopra, la consuetudine di suddividere nettamente la popolazione cittadina in classi sociali. A seconda degli usi i ceti potevano essere tre o quattro, fino a casi particolari come Orvieto che nel XVIII° secolo ne aveva ben sette!
Nei centri abitati dove era presente una forma di nobiltà il primo ceto era rappresentato proprio da questa. Avremmo avuto quindi il primo ceto, o ceto nobile, il secondo o civico o cittadino, il terzo che poteva avere varie denominazioni.
Ovviamente dove invece era presente anche il patriziato il primo ceto sarebbe sato occupato proprio da questa classe.
Sul patriziato nelle città infeudate non saprei dirti, tantomeno nelle città regie.
Per quanto riguarda l’ammissione al patriziato o nobiltà civica è doveroso dire che non in tutti gli stati italiani la cosa funzionava allo stesso modo.
Nello Stato Pontificio prima del 1827 era il governo cittadino a stabilire se una famiglia aveva le qualità necessarie. Dopo questa data il Papa unificò il ceto patrizio e quello nobile in un unico ceto, chiamandolo semplicemente nobile. Le aggregazioni dovettero quindi passare il vaglio del governo pontificio.
Le caratteristiche sono variabili, per epoca e per logo. Difficile stilare un elenco valevole dalle Alpi alla Sicilia.
Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
martedì 20 gennaio 2009, 9:41
da loxnotar
ringrazio per la gentile risposta,sono in attesa di ulteriori pareri
Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
martedì 20 gennaio 2009, 19:51
da RFVS
tramite la funzione "cerca" di questo forum dovresti riuscire a trovare numerose notizie sull'argomento!

Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
mercoledì 21 gennaio 2009, 5:11
da Cronista di Livonia
Dunque, sulla divisione in ceti il discorso esposto dal Signor Francalancia e' sostanzialmente corretto e' pero' da rilevare che in taluni casi nello Stato della Chiesa il Governo cittadino era strutturato a sua volta in differenti ceti.
In alcune Citta' di accedeva ad alcune cariche solo proveniendo da alcune famiglie nobili, la altre famiglie nobili potevano accedere solo a cariche minori.
I nomi per contraddistinguere queste diverse calssi nobiliari potevano essere diverse, cambiavano spesso da Citta' a Citta', ma era possibile la semplice distinzione primo, secondo e terzo ceto. Di norma le famiglie nobili di minore rilievo partecipavano all'Assemblea, quelle intermedie occupavano le cariche che oggi diremmo degli Assessori e quelle maggiori occupavano a turno la posizione di vertice e le altre cariche di spicco.
Si dovrebbero vedere le Costituzioni della Citta' in questione per capirne di piu'.
Comunque il titolo nobiliare era anche esso definito dalla norme della Citta' di appartenenza in alcuni casi vi erano sia Patrizi che Nobili in altri solo Nobili o solo Patrizi.
In Italia il Patriziato in alcuni casi (p.es. Venezia, Genova) aveva caratteristiche nettamente diverse dalla "semplice" Nobilita' in altri era piu' o meno identico e la differenza era solo nel nome.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
mercoledì 21 gennaio 2009, 10:58
da RFVS
giustissimo!
In sostanza: è necessario andare a studiare gli statuti cittadini in questione perchè ognuno faceva un po' a modo suo!

Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
mercoledì 21 gennaio 2009, 11:25
da loxnotar
l'appartenenza alla categoria dei notai poteva essere "nobilitante"??vedasi"Formolario pratico legale ad uso dei notaj"di Antonio Spezzacatena"Napoli MDCCLXXXIX
Re: Terzo ceto nobiliare

Inviato:
mercoledì 21 gennaio 2009, 12:55
da RFVS
messa così no! La semplice appartenenza all'ordine dei notai non implicava per forza la nobiltà, ma era facile che una famiglia famiglia di notai fosse una delle più in vista della città quindi avesse potuto far parte della nobiltà locale.
