Provo grande sofferenza e quasi disorientamento, quasi a non volerne prendere atto...
Non sono riuscito a dormire ed ho pensato tanto a Lorenzo ed ai suoi interventi di cui ho riletto moltissimo. Anch'io pochi giorni fa ho avuto uno scambio epistolare su temi, guardacaso, riguardanti l'Ordine a lui tanto caro. Quella Gerusalemme terrena che per lui era veramente prefigurazione di quella celeste e così la testimoniava.
Significativa la data di ieri, San Martino di Tours...

Ha scritto tanto e mi permetto inserire qualche intervento che mi toccò ed ora risuona ancor più alla mia mente... impossibile inserire tanti altri passaggi in cui ha mostrato saggezza, sensibilità e cultura...
Re: Santa Pasqua 2008
di L.de Bellis il mar mar 18, 2008 4:13 pm
Qui è Risorto.
Qui, Gesù è morto ed è risorto
Qui, si è consumato il dramma più grande
Qui, si vive la più triste delle divisioni
Qui, trova posto la sporcizia del mondo
Qui, nel bene e nel male la Storia si raccoglie
Qui, la superficialità mostra tutta la sua stoltezza
Qui, le lacrime trovano l’amore
Qui, la fede esalta l’uomo
Qui, la violenza allontana l’uomo da Dio,ma non Dio dall’uomo
Qui, l’amore traduce l’assurdo in salvezza
Qui, la Croce precede la Risurrezione
Qui, il vuoto di una tomba annuncia la vita
Qui, la morte muore e la vita vive
Qui, sei arrivato tu
E adesso … dove andrai?
Lorenzo de Bellis
di L.de Bellis il mar ago 12, 2008 4:12 pm
Ero piccolo...si tornava dalla Masseria al Palazzo per l'occasione, per fare un Altarino in strada per quella notte e per recitare un rosario speciale 100 Ave Marie, l'adagio diceva...dalla Valle di Josafat devi passare il nemico ti deve tentare, brutto nemico fatti piu in là che nella Notte dell'Assunta recitai 100 Ave Maria e 100...non ricordo....poi si passavano i tarallini al vino bianco con seme di finocchio e il primitivo dolce...tutti famigliari e residenti nella strada si riunivano a pregare.
Gli "Altarini" sono dedicati alla Madonna delle Grazie (la cui immagine viene esposta dalle 24 del 14 alla stessa ora del 15 Agosto) per aver salvato Rutigliano nel 1799 dal Saccheggio delle truppe francesi.Nel maggio del 1799. I francesi avevano già saccheggiato la città quando qualcuno pensò di farli fuggire con un inganno.
A quattro chilometri dall'abitato, sull' Altura della Mass.di San Martino, furono accesi dei fuochi e dopo aver legato campanacci a tutte le mucche della città e fascine dietro i cavalli.Gli animali alla vista delle fiamme iniziarono a fuggire sollevando nuvole di polvere dall' altura, contemporaneamente qualcuno gridò che si trattava dei Sanfedisti, fedeli ai Borboni. I Francesi se la dettero a gambe verso Molae nella fretta lasciarono tutti i beni saccheggiati .
Secondo i rutiglianesi il miracolo si era compiuto per intercessione della Madonna della Grazie, ringraziata da allora con gli altarini. e (venerato sugli stessi " Altarini " dalla mezzanotte del 15 a quella del 16 Agosto) San Rocco che invece protesse la città nel 1500 e nel 1816 dalla terribile peste che colpì la vicina Noia, a lui dal 1509 il popolo eresse una Cappella ancora oggi esistente.
Oggi il vero miracolo è lo scenario pittoresco che riescono a rendere i tappeti, i drappi di raso, velluto e tulle, i pizzi delle tovaglie, le immagini dei santi, i padellini romani usati per illuminarle insieme ai giochi di luci colorate che si rincorrono per gli altari, dove le terrecotte di vasi e brocche aggiungono i toni dell'argilla al verde delle piante. Il profumo dei fiori partecipa attivamente al gioco cromatico, mescolandosi all'incenso e al fumo delle candele, quasi in ogni strada ne viene eretto uno.
Alle volte racconto cose che rasentano la derisione di tutti, ma io un po suonato le racconto lo stesso sopportatemi, ...un mondo rurale che non c'è più.
Lorenzo Longo de Bellis
di L.de Bellis il sab mag 05, 2007 1:26 pm Ill.mi Amici,
le Armi ci furono così consegnate dai nostri genitori e prima ancora dai nostri avi, noi le custodiamo da sempre nelle nostre dimore a memoria di una Storia di Famiglia che conserviamo gelosamente nei Fogli e nelle Pietre, nell' Educazione e nella Nobiltà d'animo, mai nei nostri averi terreni.
Memori, le consegneremo ai nostri figli perchè anche loro le custodiscano come ci sono state consegnate.
Con affetto e stima
Lorenzo Longo de Bellis
Dal sito sull'araldica di Rutigliano.curiosità
di L.de Bellis il dom gen 27, 2008 12:16 pm
Ill.mi Studiosi, Carissimi Amici,
invio al gent.mo moderatore stemma lapideo settecentesco sito all'interno di un palazzo, cosa curiosa nello scudo esiste la seguente scritta e basta:
"CHE SI FA, CHE NON SI FA, ADESSO E' FATTO, CHI VEDER, NON LO PUO', O CREPA, O SCHIATTA",
Cosa vorrà dire?
Grazie
Lorenzo longo de Bellis
di L.de Bellis il dom gen 27, 2008 7:40 pm
E ' forse Il Tempo,
cio che si fa, è fatto, cio che non si fa, non è stato fatto,( il tempo) comunque è trascorso, chi non si rende conto del tempo che passa, ha trascorso un esistenza vuota come se non avesse vissuto mai.
Lorenzo filiusque Pasqualenricomaria
Queste parole le ricordo a me stesso, per rendermi conto, nella mia giovinezza, quanto sia importante ogni attimo del nostro vissuto.
Tu il tempo, caro Lorenzo, l'hai vissuto intensamente e pienamente, da vero cristiano e religioso cavaliere. Con limpida coerenza. Grazie per la tua testimonianza. A noi resta la contemplazione del Sepolcro Santo in cui Cristo ha vinto la morte, per ridestarci alla speranza.
Possa Tu godere della Gerusalemme Celeste e del sonno dei giusti, unitamente alle preghiere che eleverò al Signore affinché la Tua anima goda il riposo eterno nella Sua Gloria. Andrea
Deus lo vult