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Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: domenica 21 settembre 2008, 10:51
da GENS VALERIA
Metodo per calcolare le ore a Venezia e nel resto d’Italia

Scrive Jérome de Lanad in « Voyage d’un francois en Italie » , vol.7 ( 1765-1766 ) , Génève , 1790 :
“Gli italiani contano le ventiquattro ore di seguito da una sera all’altra .La ventiquattresima ora che si chiama l’Ave Maria suona una mezz’ora o tre quarti d’ora dopo il calar del sole e cioè a notte calata”. Sembrava strano al transalpino che mezzogiorno a Venezia il 1° gennaio fosse dopo le diciannove poiché essendo calato il sole il 31 dicembre alle sedici e di conseguenza il suono dell’Ave Maria alle sedici e quarantacinque a Venezia mezzanotte era alle sette e quarantacinque .
Ancora : “Gli stranieri trovano strano il non aver mezzogiorno sempre alla stessa ora ma se ci pensa senza pregiudizio si ammetterà che il metodo italiano è –forse- il più naturale perché prima che si fossero trovate macchine per misurare il tempo non si poteva partire che da un punto il più sensibile agli occhi , e cioè, la fine del giorno e terminare i lavori nella maniera più naturale , con la mancanza della luce” Questo sistema , a me finora sconosciuto , mi permette di interpretare correttamente le ore trascritte nei documenti del Settecento ( ma anche prima ) .
Leggo sull’interessante lavoro di Silvano Tagliapietra “I Muranesi nel Settecento” che Rosalba Carriera pittrice chioggiotta dipinge nel 1705 “L’Innocenza”, un quadro molto bello ma gli smaliziati Inquisitori del tempo ammoniscono che “Vi sono troppe maschere nei parlatori dei conventi aperti anche alle ore 23 fino alle quattro di notte “ (*). Ovvero in orario attuale dalle cinque di sera alle dieci di notte .
In effetti l’orario di visita sembra anche a noi a dir poco , poco consono al luogo , ma le monache non facevano certamente le "ore piccole" .
(*) Biblioteca del Museo Correr Commemoriali Gradenigo, Vol.III

Ora approsimativa del suono dell' Ave Maria ,( ora zero , circa mezz’ora dopo il tramonto ) nel nord Italia :

Gennaio
17.00
Febbraio
17.45
Marzo
18.30
Aprile
19.30
Maggio
19.45
Giugno
20.15
Luglio
20.15
Agosto
19.30
Settembre
18.30
Ottobre
17.50
Novembre
16.50
Dicembre
16.45

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: domenica 21 settembre 2008, 17:12
da Lasa pur dir
Interessante informazione che spesso sfugge a molti generando non pochi problemi.

Secondo quanto testimoniato dallo storico lancianese Filippo Sargiacomo a Lanciano soltanto nell'anno 1900 venne introdotto l'uso "moderno" di dividere la giornata in 24 ore tutte della medesima lunghezza e di considerare il cambio di data alla mezzanotte invece che al tramonto.

Un altro momento fondamentale delle giornata era Vent'unora, ovvero, all'incirca le 3 del pomeriggio.

Cordialmente.

Domenico Maria d. B.

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: lunedì 29 settembre 2008, 10:10
da SINFOROSA
Informazione molto interessante che rispolvera vecchi studi di epoche lontane quando avevo qualche anno in meno :(
Grazie e per l'annotazione e per avermi consentito di tornare per un attimo indietro nel tempo. :P
Cordialmente

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2008, 0:20
da AndreaSperelli
Ma siamo certi di questa "motodologia" per tenere traccia del tempo ? nel XVIII secolo direi che gli orologi nei campanili esistevano già, quindi perchè non affidarsi a essi ?

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2008, 9:02
da GENS VALERIA
Mi sono posto anch'io la domanda :roll: , ma so di certo che il metodo italiano per misurare il tempo fino al XIX secolo era proprio così , probabilmente le chiese con orologio all'epoca erano molto poche e collocate nelle maggiori città , non certo in tutti i centri abitati , tantomeno nei villaggi .

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2008, 21:01
da AndreaSperelli
GENS VALERIA ha scritto:Mi sono posto anch'io la domanda :roll: , ma so di certo che il metodo italiano per misurare il tempo fino al XIX secolo era proprio così , probabilmente le chiese con orologio all'epoca erano molto poche e collocate nelle maggiori città , non certo in tutti i centri abitati , tantomeno nei villaggi .


A dire il vero nel XVIII secolo l'orologeria era già molto diffusa, almeno per le classi più facoltose, venivano infatti creati orologi stupendi, sia "da tavolo" che "da taschino", anche se in quel periodo più che metterli nel tachino venivano agganciati alla cinta tramite una "chatelaine". Secondo questa modalità di calcolo temporale ogni persona era quindi constretta a "cambiare il fusorario" tutti i mesi ?

Link interessanti:

http://www.hautehorlogerie.org/en/encyclopaedia/precious-watch/then-and-now/from-1675-to-the-late-19th-century/the-french-jewellery-watch.html

http://www.hautehorlogerie.org/en/players/famous-watchmakers/17th-century/christian-huygens.html

Re: Calcolo del tempo nel Settecento in Italia

MessaggioInviato: giovedì 9 ottobre 2008, 22:19
da GENS VALERIA
Nel XVIII secolo per la stragrande maggioranza della popolazione il problema principale suppongo fosse mettere qualcosa nello stomaco e la giornata lavorativa era circoscritta dall' alba e dal tramonto , i pochissimi e fortunati possessori di orologi penso non si ponessero il problema .
Per convenzione , in Italia il tempo veniva misurato a partire dalla fine della preghiera del Vespro dopo il tramonto ed era con questo criterio che i parroci , negli atti di battisimo e di morte , annotavano le ore nelle quali era circoscritta
"la giornata della vita" .