Araldica: [lam]passiamo oltre?
Gentile Miss Hompesch,
dagli interventi sparsi qua e là, è evidente che anche questo è uno dei problemi connessi all'uso di termini desueti e senza una "genealogia" semantica convincente. Il "Lessico universale italiano" della Treccani dice che "lampassato" è l’attributo di animali che hanno la lingua di smalto diverso (da che?) "tranne i volatili, il drago, il grifo, le serpi" per i quali si dice "linguati".
Marcello Del Piazzo, nel dizionario araldico che conclude "Insegne e simboli", definisce invece "lampassato" un "francesismo per indicare, per i quadrupedi, la lingua di smalto diverso dal resto del corpo".
Come altri ha già rilevato, Antonio Manno, nel “Vocabolario araldico” ufficiale, cui doveva attenersi la Consulta araldica, ignora il termine e ha solo "linguato".
Giacomo Bascapé infine, nel “Vocabulaire–atlas héraldique”, abbina “lampassato” a questa figura
A questo punto mi sembra che gli equivoci (cose diverse chiamate allo stesso modo) siano davvero troppi. Smalti a parte, draghi e grifi, pur immaginari, sono dei quadrupedi, come lucertole e iguana, mentre non lo sono gli esseri umani, pur essendo animali. Non è detto poi che la lingua debba essere fuori dai denti, tant’è che alcuni dizionari fanno derivare il francese "lampasser" da un dialettale "lampas", la gola ("humecter le lampas", cioè bere), altri da "lamper", simile al nostro lappare, bere facendo rumore con lingua e palato e via dicendo.
Sono davvero dispiaciuto, cara Miss Hompesch: se vuole uno stemma “parlante” e scegliere un nuovo cognome deve essere diverso da Lampassati che non può essere rappresentato da un bacio “alla francese” o, meglio, secondo studi recentissimi, “alla fiorentina”.
Cosa ne dite, amici, se si cominciasse il “ripensamento” araldico proprio [lam]passando oltre questo termine?
Ciao a tutti!
Guido5
dagli interventi sparsi qua e là, è evidente che anche questo è uno dei problemi connessi all'uso di termini desueti e senza una "genealogia" semantica convincente. Il "Lessico universale italiano" della Treccani dice che "lampassato" è l’attributo di animali che hanno la lingua di smalto diverso (da che?) "tranne i volatili, il drago, il grifo, le serpi" per i quali si dice "linguati".
Marcello Del Piazzo, nel dizionario araldico che conclude "Insegne e simboli", definisce invece "lampassato" un "francesismo per indicare, per i quadrupedi, la lingua di smalto diverso dal resto del corpo".
Come altri ha già rilevato, Antonio Manno, nel “Vocabolario araldico” ufficiale, cui doveva attenersi la Consulta araldica, ignora il termine e ha solo "linguato".
Giacomo Bascapé infine, nel “Vocabulaire–atlas héraldique”, abbina “lampassato” a questa figura
A questo punto mi sembra che gli equivoci (cose diverse chiamate allo stesso modo) siano davvero troppi. Smalti a parte, draghi e grifi, pur immaginari, sono dei quadrupedi, come lucertole e iguana, mentre non lo sono gli esseri umani, pur essendo animali. Non è detto poi che la lingua debba essere fuori dai denti, tant’è che alcuni dizionari fanno derivare il francese "lampasser" da un dialettale "lampas", la gola ("humecter le lampas", cioè bere), altri da "lamper", simile al nostro lappare, bere facendo rumore con lingua e palato e via dicendo.
Sono davvero dispiaciuto, cara Miss Hompesch: se vuole uno stemma “parlante” e scegliere un nuovo cognome deve essere diverso da Lampassati che non può essere rappresentato da un bacio “alla francese” o, meglio, secondo studi recentissimi, “alla fiorentina”.
Cosa ne dite, amici, se si cominciasse il “ripensamento” araldico proprio [lam]passando oltre questo termine?
Ciao a tutti!
Guido5