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Conte Pietro II di Trani

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 10:24
da vdaurelio
Cari amici,
ho ricevuto oggi una mail a nome del sig. Roberto Diviccaro che mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione:

"Buongiorno Sig. Daurelio, mi chiamo Diviccaro Roberto. Sono un rievocatore storico da molti anni ormai. Sono stato incaricato dall'Associazione Storica Trani Tradizione, organizzatrice de "Il Matrimonio di Re Manfredi", di verificare la fattibilità di una rievocazione sugli Statuti Marittimi del 1063. Ho letto il suo topic sul Forum IAGI circa il DRAGO NORMANNO.... Le chiedo gentilmente se lei ha notizie Araldiche circa il Conte Pietro II di Trani. Ciò di cui ho bisogno sono notizie circa le insegne e gli scudi di codesto signore. Senza, chiaramente, non saprei come adobbare Araldicalmente la scenografia.
La ringrazio anticipatamente per la sua gentile disponibilità
Cordiali Saluti
Roberto Diviccaro
"

Non avendo notizie in merito credo che possa sperare nei vostri preziosi contributi.
Vi ringrazio
Saluti cari

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 10:46
da Maramaldo
Intorno alla metà del secolo XI, quindi? Ho idea che siamo veramente ai confini della "protoaraldica"...

Cordialità,


Antonio

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 10:52
da vdaurelio
Caro Antonio,
siamo proprio collocati agli antichi "Blazen" e non so francamente se potesse già esistere sul principio del XI sec. uno scudo vero e proprio. Bel problema vero?
Saluti

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 11:10
da Maramaldo
Vado a memoria, caro Vincenzo:
metà XI secolo, visto che stiamo parlando di Normanni parliamo quindi di scudi a mandorla, in quei decenni addirittura senza il bordo superiore tagliato, molti ancora con l'umbone centrale, poco adatti oltretutto alla raffigurazione di un vero e proprio stemma. Mi riesce difficile pensare che in quegli anni fosse già intervenuta una qualsivoglia codificazione anche non formalizzata; sarei quasi portato a pensare che Pietro II sui suoi scudi ci facesse dipingere un po' quel che gli pareva... Stiamo parlando di 3 anni prima di Hastings e se guardiamo l'arazzo di Bayeux, che pure è stato probabilmente ultimato una ventina d'anni dopo, quel che vediamo son scudi magari anche monocromatici, o con semplici motivi o al massimo una bestia stilizzata od una croce, non mi pare molto più di più. Nemmeno il re sassone Aroldo porta uno stemma sullo scudo ma, appunto, un semplice motivo ornamentale.


Antonio

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 11:18
da vdaurelio
Caro Maramaldo,
proprio nel topic del "Drago araldico" si è parlato dell'Arazzo di Bayeux e me n'ero dimenticato. Quale miglior raffigurazione storica del periodo normanno possiamo trovare se non quello della battaglia di Hastings? Bene Maramaldo! :D
Vincenzo

MessaggioInviato: venerdì 18 gennaio 2008, 12:47
da Sarlo
una delle vie per datare gli stemmi è quella di ricorrere ai sigilli. In particolare, esiste un sigillo equestre di Raoul de Fourgères (del 1162) in cui lo scudo appare girato sul lato interno, mostrando non i motivi araldici (probabilmente non ancora esistenti in senso proprio, identificativo) ma le strutture di sostegno dello stesso.
A questo proposito Michel Pastoureau, l'autore che pubblica questo sigillo nel suo "Trattato di Araldica", commenta appunto che probabilmente non ci fosse nessun segno araldico su quello scudo.
Altri sigilli indicano un'adozione di motivi araldici verso il 1150, come quello scaccato di Rauol de Vermandois (1146), mai prima comunque.
Penso quindi che a tutto l'unidicesimo secolo sia difficile parlare di araldica e di stemmi personali. :D

MessaggioInviato: venerdì 18 gennaio 2008, 12:57
da vdaurelio
Caro Sarlo,
la ringrazio per il contributo e la precisazione. Certamente nell'XI sec. sarebbe difficile parlare di Araldica proprio per una necessità storica legata al mondo del cavaliere. Lo stemma era l'unico modo per riconoscere il cavaliere nella confusione delle battaglie ed a maggior ragione quando si cominciò ad utilizzare l'elmo "chiuso" ossia dopo l'XI sec. Pertanto concordo pienamente con lei e come già detto dal sig. Antonio e pertanto ci riferiamo alla proto Araldica pur non potendo reperire sicuramente eventuali "stemmi". Pur vero però che le forme degli scudi e le eventuali decorazioni possano accreditare i soggetti a ben determinate comunità ad esempio lo scudo romano "squadrato" era perfettamente diverso da quello barbaro prettamente "tondo". Credo che lei sarà d'accordo nel ragionare su queste "spigolature" impropriamente riferite alla sfera della Scienza Araldica.
La ringrazio di cuore.