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Numero Romano

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 1:28
da AndreaSperelli
Osservando il frontespizio qui sotto riportato ho notato che l’anno indicato con numeri romani è assai fuori dal comune. Il libro è stato stampato nel 1754 a Milano, ma non riesco in alcun modo ad ottenere 1754 da quel numero romano. Il testo di questo volume è a tratti abbastanza spiritoso, penso che tale numero sia un’estrosa trovata dell’autore...ma sarei curioso di decifrarlo. Avete suggestioni ?

Immagine

Grazie,
A.S.

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 2:00
da Guido5
Caro Andrea,
l'anno dello sposalizio è 1746 (MDCCXLVI) mentre la stampa è successiva di qualche anno, questo a mio parere...

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Numero Romano

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 11:03
da L.A.S.
Ho anch'io alcuni testi con la numerazione romana impressa nello stesso modo. Non ne conosco il motivo (forse per questioni tipografiche), ma la datazione e l'interpretazione di Guido5 sono del tutto corrette.

Cordialmente,
Lorenzo

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 12:19
da vdaurelio
Caro Andrea osserva che beffa:
supponi che il carattere C riflesso corrisponda alla parentesi chiusa ) ok?

guarda:

CI) se la osservi bene è una M stilizzata (forse non avevano il carattere di stampa)

I) corrisponde alla D (idem annotazione sopra)

CC corrisponde al classico duecento

XL VI è 46

quindi la data degli sposi:

CI) = M = Mille
I) + CC = D = Cinquecento + Duecento
XLVI = XLVI = 46

1746 che non corrisponde ovviamente al 1754 perchè questa ultima data è la data di stampa mentre la prima è la data di composizione del poemetto.
Saluti

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 14:37
da Giovannimaria Ammassari
vdaurelio ha scritto:Caro Andrea osserva che beffa:
supponi che il carattere C riflesso corrisponda alla parentesi chiusa ) ok?

guarda:

CI) se la osservi bene è una M stilizzata (forse non avevano il carattere di stampa)
[b]No, non è per quello Vincenzo!!![/b]

I) corrisponde alla D (idem annotazione sopra)

CC corrisponde al classico duecento

XL VI è 46

quindi la data degli sposi:

CI) = M = Mille
I) + CC = D = Cinquecento + Duecento
XLVI = XLVI = 46

1746 che non corrisponde ovviamente al 1754 perchè questa ultima data è la data di stampa mentre la prima è la data di composizione del poemetto.
Saluti


Io posso scrivere che più volte ho notato sopratutto su Epigrafi ed iscrizioni lapidee questo modo un pò particolare di riportare la numerazione romana. a volte compare anche sui testi a stampa ma è più diffusa nelle lapidi.
Segnalo a tal proposito ciò che riporta Wikipedia, anche se ha volte ciò che scrivono bisogna "prenderlo con le pinze" perchè, a volte ,poco attendibile.

da WIKIPEDIA :

"Curiosità
* In certe iscrizioni di date su palazzi d'epoca è talora riscontrabile è la formazione del numero D (500) per mezzo di I seguito da C in versione specchiata. Analogamente, M (1000) è formata a volte da C, I, seguiti da una C specchiata (simile alla M nella scrittura onciale). Questo è dovuto al fatto che originariamente i numeri romani erano così costruiti. Questo si può vedere analizzando la grafia dei numeri stessi:
o I = 1
o X = 10
o C = 100
o M = 1000 disegnata come C seguita da I e da una C rovesciata
o V = 5 è la metà di una X tagliata trasversalmente
o L = 50 è la metà di una C tagliata trasversalmente
o D = 500 disegnata anche come I seguita da una C rovesciata, è praticamente una M tagliata a metà in senso longitudinale

* Sulle tombe dei defunti Romani solitamente veniva incisa la parola "VIXI" (Sono vissuto); durante il medioevo però le popolazioni Italiane che avevano abbandonato il latino in favore dei dialetti e attraversavano un periodo storico caratterizzato dall'analfabetismo e dalle credenze popolari, confusero tale iscrizione con il numero 17 (XVII). Da allora fino ai giorni nostri è diventato simbolo di sventura..."un numero porta sfortuna".
Per leggerlo tutto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_romano

Spero di essere stato utile ad alcuno, anche se non ho riportato nulla di nuovo sotto il sole.
Saluti

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 14:52
da L.A.S.
vdaurelio ha scritto:mentre la prima è la data di composizione del poemetto.
Saluti


Che, di solito, fa riferimento alla data del matrimonio, in onore del quale - come il genere nuptialia vuole - il poemetto è stato composto...

Posto di seguito, comunque, un altro esempio, sia pure di genere diverso, in cui la numerazione romana si riferisce all'anno di edizione.


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MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 15:47
da vdaurelio
Caro Giovanmaria,
per intuito il risultato è stato 1746 :wink: e comunque non si può escludere che il ricorso a tale tipo di rappresentazione non sia proprio di natura logica (essendo la stessa della numerazione romana) ma anche stilistica.
Saluti cari

MessaggioInviato: mercoledì 16 gennaio 2008, 16:00
da Giovannimaria Ammassari
vdaurelio ha scritto:Caro Giovanmaria,
per intuito il risultato è stato 1746 :wink: e comunque non si può escludere che il ricorso a tale tipo di rappresentazione non sia proprio di natura logica (essendo la stessa della numerazione romana) ma anche stilistica.
Saluti cari


Certamente Vincenzo,
concordo,concordo, a volte l'estetica...... come non detto,anzi come non scritto!!!!!
Saluti