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Il firmamento nell'araldica e nella genealogia

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 13:07
da miss hompesch
Anche se a volte nemmeno lo guardiamo, o ci accorgiamo della sua presenza, la volta celeste è sempre vigile e ferma su di noi.
E condiziona da sempre ogni azione e condizione dell'uomo: nell'agricoltura, ne condiziona i raccolti, le piene dei fiumi se solo pensiamo al fiume Nilo, nella religione, i nomi delle divinità del mondo classico appartenevano ai pianeti della Via Lattea o ad altre costellazioni, nell'arte se solo pensiamo alla famosa cometa disegnata da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
Il cielo, insomma, influisce su ogni nostra attività, alcuni dicono anche sui caratteri e le caratteristiche di ogni individuo- i segni zodiacali -, o le maree che sono volute dalle fasi lunari o quanto con il naso all'insù lo osserviamo increduli cercando di carpirne ogni segreto.
Mi piacerebbe tanto sapere quanto il firmamento ha influito anche sull'araldica e la genealogia e quali simboli del firmamento sono presenti in queste due discipline.

Firma...mentis
(il riferimento è sempre al mio unico neurone....) :roll: :roll:

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 13:29
da L.de Bellis
Gent.ma Miss,

per Aspera ad Astra, cosi reca un motto di Famiglia,molto il Cielo, le Stelle, Le Comete, i Crescenti,l'Arcobaleno ecc. fanno parte del nostro mondo araldico.Le stelle splendono in cielo sono milioni di soli, altro simbolo di chi aspira a cose superiori ed azioni sublimi.Una stella fu guida sicura al nato Redentore, un altra indica la Strada sicura a chi conduce la nave nella notte,la fantasia degli uomini le vuole guida sicura verso il sicuro arrivo al porto spirituale o a quello materiale.Il Sole che annuncia il giorno e la luce è indicativo del luminoso avvenire auspicato alla discendenza....mi fermo qui...altrimenti qualcuno mi suona...

Lorenzo Longo de Bellis

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 13:47
da AndreaSperelli
L.de Bellis ha scritto:Gent.ma Miss,

per Aspera ad Astra, cosi reca un motto di Famiglia
[...]


A proposito di motti, chiedo gentilmente ai cortesi partecipanti del forum di chiarirmi un dubbio, so che spesso un blasone è accompagnato dal motto della relativa famiglia, ma ogni famiglia era quindi legata ad un solo motto ? poteva una famiglia avere più motti ?

Distinti saluti,
A.S.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 13:56
da MMT
Vi sono famiglie che hanno più motti e famiglie che non ne hanno! :wink:

MMT

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 14:01
da miss hompesch
... E quali sono i motti siderali?

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 14:04
da AndreaSperelli
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Vi sono famiglie che hanno più motti e famiglie che non ne hanno! :wink:

Michele Tuccimei


Ah, interessante! Ma quindi in base a quale criterio veniva posto un motto sul proprio stemma ? poteva questo motto variare sul medesimo stemma, magari raffigurato nello stesso palazzo e fatto fare dalla medesima persona in due periodi diversi ?

Fino ad ora ho visto motti legati ai relativi blasoni, che rimangono uguali per centinaia di anni.

Grazie,
A.S.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 14:32
da MMT
Per esempio i motti legati anche alle imprese personali dei Malatesta e dei Gonzaga.

Michele T.

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 15:28
da curiosa
Gentile Miss Hompesch,
interessante questo topic! Complimenti.

Le lacrime Kronos, Zeus la generazione, Ermete il logos,
la collera Ares, la Luna il sonno, Citerea il desiderio,
il Sole è il riso: è per il Sole che giustamente ridono le intelligenze dei mortali e il cosmo senza confini."


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MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 19:30
da curiosa
...e che dire del grande, nobile Giove???

Una eco di Urania nell'antiporta delle Effemeridi del marchese Cornelio Malvasia: l'incisione, fortemente allegorica, propone una figura femminile intenta ad osservare Giove al telescopio mentre dipinge un blasone, mettendo en abyme le fasce del pianeta; infatti nella dedicatoria al cardinale Giulio Sacchetti (il cui ritratto campeggia in alto nell'antiporta) l'autore spiega che, nel corso delle su osservazioni, aveva notato che nello stemma gentilizio dei Sacchetti si presentano le stesse fasce che si notano in Giove, donde una supposta ascendenza gioviana in omaggio al dedicatario. Nell'antiporta in effetti la fanciulla dipinge un blasone con tre fasce trasversali, che appaiono speculari rispetto a quelle di Giove, visibile in alto. Per l'esattezza, lo scudo dei Sacchetti ufficialmente riconosciuto dalle fonti araldiche presenta le fasce con andamento opposto a quello dello stemma che la fanciulla dipinge.
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MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 19:55
da dpascale
Magnifico!
Può darci qualche informazione in più su questa incisione?

Grazie :D


Daniele

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 20:59
da miss hompesch
Infatti è davvero molto molto particolare!
Ce ne parli ancora!
E i motti che riguardano il cielo?
Sarebbe carino farne una raccolta...

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 21:08
da curiosa
Caro Daniele,
ecco qui un piccolo brano da http://www.coelum.com/calanca/malvasia_ephem.htm

L’opera astronomica Ephemerides Novissimae, attribuita al marchese Cornelio Malvasia, un des plus dignes amateurs de cette science, ma, in realtà composta, per quanto concerne gli aspetti scientifici e di calcolo astronomico, da Geminiano Montanari, accoglie due fondamentali contributi di Giovan Domenico Cassini. Il primo sulla rifrazione atmosferica e le relative tavole, l’altro sulle accuratissime effemeridi del Sole derivate dalle osservazioni alla meridiana di S. Petronio a Bologna che il grande astronomo eseguì nel periodo 1655-1660. Inoltre, nelle Ephemerides, sono di particolare rilevanza storica le notizie sul reticolo, applicato dal Montanari al fuoco di un cannocchiale e, per la prima volta nella storia dell’astronomia, utilizzato in modo sistematico nelle osservazioni planetarie. Con questo fondamentale strumento di misura Montanari realizzò, tra l’altro, la sua splendida carta lunare, allegata al volume delle Ephemerides, una delle più accurate e vicine al vero del XVII secolo, nonché primo autentico esempio di selenografia scientifica.

Il volume delle Ephemerides, pubblicato a Modena nel 1662 presso il libraio Andrea Cassiani, consta di 220 pagine in folio. L’antiporta, magistralmente incisa da Francesco Stringa, valente pittore della corte estense, ritrae una figura femminile che osserva Giove al cannocchiale mentre dipinge lo stemma del cardinale Giulio Sacchetti, legato pontificio a Bologna. L’insegna araldica dell’alto prelato (la cui effigie domina la parte superiore dell’incisione) curiosamente richiama le bande scure del pianeta.

Il lavoro si apre con la dedicatoria al cardinale, Princeps Eminentissime, dove dice, ribadendo il motivo illustrato nell’antiporta: “potissimum autem observanti mihi admirandum Iovis sydus; contigit in eius variegato vultu tua ipsius Stemmata recognoscere”.
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MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 22:57
da Guido5
Cari amici,
dopo la splendida scoperta di "curiosa" mi vergogno un po' a mostrare le figure celesti rappresentate in una delle tavole dell'altrove citato "Vocabulaire-atlas héraldique":
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La curiosa figura con il numero 256 è definita "lunello" ed è formata da quattro "falci" di luna le cui punte si toccano.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 23:15
da dpascale
Grazie, gentile "curiosa", di averci fatto scoprire questo bel documento, di ambito bolognese (il cardinal Sacchetti fu prima vice-legato, poi legato di Bologna)!
Sbaglio o in basso c'è una cartella che dice "AB IOVE PRINCIPIUM"? Ma poi sotto cosa c'è scritto?

Grazie :D


Daniele

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 23:34
da FML
Veramente interessante ed affascinante la segnalazione fatta da "curiosa" in merito allo stemma della famiglia Sacchetti.

Grazie :)!

Ferrante