FF ha scritto:http://it.wikipedia.org/wiki/Consulta_araldica
è stato riconosciuto erede della Consulta Araldica del Regno da Umberto II di Savoia e dal Sovrano Militare Ordine di Malta.
Cordialità
FF
Ed eccomi a rispondere, ma ci tengo a precisare che non è il mio scopo fare polemica, ma invitare un po' tutti (particolarmente coloro che si occupano delle nostre materie e che vogliono davvero approfondire ed imparare davvero questi argomenti) a valutare le fonti, e a ricercarle.
Sia chiaro che personalmente nutro il più alto rispetto per la seria attività svolta dal 1957 dal Corpo della Nobiltà Italiana, l'unica associazione italiana che nel bene o nel male ha davvero tutelato i ceti dominanti italiani per oltre 50 anni (ovviamente applicando i suoi statuti).
Mi chiedo se hai letto il mio articolo su Nobiltà n° 80 settembre-ottobre 2007
I CINQUANT'ANNI DEL CORPO DELLA NOBILTA' ITALIANA pp. 413-424, dove puoi trovare la risposta con le fonti a quanto scrivo sotto.
Ebbene non ho mai trovato la prova documentale che Umberto II riconobbe il CNI come successore della Regia Consulta Araldica, del resto non poteva farlo perchè se si considerava il Re d'Italia sapeva bene che esisteva (ed esiste tutt'ora) la Consulta Araldica sebbene inoperante.
Umberto II alla costituzione dell'Associazione mandò un messaggio di felicitazioni e nulla più, come faceva usualmente verso quelle associazioni nate da sostenitori della Monarchia.
In quanto allo SMOM non ho mai trovato la determinazione che riconosce come successore della Regia Consulta Araldica il CNI, e come potrebbe?
Il SMOM riconosce la Repubblica Italiana e quindi non si permetterebbe mai di considerare un ente privato come continuatore di qualcosa di pubblico, non ti pare?
Ricordo che sebbene il SMOM dia peso alle determinazioni del CNI, per le ammissioni svolge una sua propria istruttoria.
Detto questo non ho visto ancora le fonti, e Wikipedia scrive cose senza provarle, quindi quanto colà affermato, scienticamente lascia il tempo che trova...
Ahimé aveva proprio ragione un falso principe che fu riconosciuto anche dagli enti araldici del suo Paese quando mi diceva: "su internet chiunque ci può scrivere e dire quello che vuole, ma ciò che vi si trova spesso ha lo stesso valore di quanto si può leggere sui vespasiani".
Spero che non ti offendi per quanto ho scritto, il motivo è solo spronare la ricerca delle fonti in tutti i casi.
Ritengo poi che il CNI non ha bisogno di dire di essere l'erede privato della Regia Consulta Araldica per essere considerato quello che è già in ambito scientifico.
Pier Felice degli Uberti