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Perplessità su alcune ricerche genealogiche

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 11:09
da AndreaSperelli
Leggendo alcuni articoli a tema genealogico mi capita spesso di imbattermi sul termine “nobiltà decaduta” e sentire persone che iniziano le loro ricerche per determinare se i loro avi erano o meno titolati. Premetto che trovo che tutto questo sia assurdo, la ricerca si intraprende per scoprire la propria storia, non per cercare titoli peraltro oggi non riconosciuti dallo stato. Vorrei però chiedervi cosa sia questa “nobiltà decaduta”, e cosa spera di fare chi cerca questa “qualità” nei propri avi. In secondo luogo, consultando il programma del “VII Corso gratuito di genealogia e storia di famiglia”, ho visto che uno dei temi trattati è: “Falsità Araldico-Genealogiche e loro rappresentazioni” … ne sono rimasto sconcertato, si intende dire che vi sono persone che hanno prodotto documentazione falsa per provare qualcosa ? ma cosa hanno fatto ? modificato i registri parrocchiali ? Scusate le mie perplessità, ma non ho mai sentito cose di questo tipo…sarebbe come creare un falso storico, o forse peggio ancora, “insultare” i propri avi non ritenendoli degni per quello che sono stati.

In attesa di comprendere meglio di cosa trattino queste tematiche vi ringrazio e saluto cordialmente.

A.S.

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 11:33
da Lucio81
Purtroppo esistono truffe anche nel campo genealogico. :(

Questo argomento è stato trattato in:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=2812

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 11:42
da Grimaldi
Gentile signore
la fantagenealogia (strettamente legata alla fantanobiltà) è una materia interessante ed è un vero paradosso perchè è la negazione stessa della genealogia.

Laddove genealogia è la ricerca di documenti attendibili per scoprire la verità sui nostri avi, la fantagenealogia è la mistificazione (creazione ex novo, manipolazione, interpolazione etc. etc.) di documenti (alterandone l'attendibilità) per ottenere un risultato falso.

Come dire?
Il genealogista cerca documenti per scoprire chi erano i suoi avi; il fantagenealogista i documenti li crea o li manipola per "crearsi" gli avi che desidera.

La fantagenealogia sorse per compiacere i potenti, per lusingarli ed anche per ingannarli, oppure per accampare pretese dinastiche, titolari etc. ed era praticata da studiosi o sedicenti tali.
Oggi, con lo sviluppo del web, della cultura spicciola e del qualunquismo, la ricerca affannosa di identità e di "realizzazione" psicologica attraverso miti genealogici ha determinato il boom della fantagenealogia (in buona o cattiva fede).
Internet è dunque diventata la bacheca anche di questo.

Ma non c'è da stupirsi sulla faccenda...


Giovanni Grimaldi

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 13:06
da AndreaSperelli
Facendo una breve ricerca per capire cosa sia la “nobiltà decaduta” (tra l’altro non l’ho ancora capito) ho scoperto che oltre al “Libro d’oro della Nobiltà Italiana” e presente sul mercato l’ “Annuario della Nobiltà Italiana” di cui non avevo mai sentito parlare. Si tratta di un opera valida ? In tal caso qual’è la differenza tra questi due volumi ? Essendo interessato alla storia del nostro paese (e delle sue famiglie), alla genealogia e all’araldica sto pensando di acquistare uno di questi volumi, quale di essi è ritenuto migliore ?

La mia perplessità sull’ Annuario è scaturita dalla seguente frase:

famiglie che hanno provato la propria nobiltà nel corso di un processo nobiliare per l'ammissione, dopo la caduta del Regno d'Italia, o che la ottennero con l'ammissione, nel S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio (Borbone Due Sicilie), nel S.M.O. di S. Stefano (Asburgo Lorena di Toscana), nell'Ordine di S. Lodovico (Borbone-Parma)

Cosa ? hanno ottenuto titoli con l’ammissione a ordini ? ma questo non è possibile giusto? a me assolutamente non risulta.

Grazie,
A.S.

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 13:18
da Qohelet
Tralasciando per carità di patria i miserandi che si edificano un castello di carte (letteralmente, costruiscono fantomatiche discendenze con improbabili documenti), osservo en passant che la fantagenealogia fu soprattutto un brillante genere letterario iniziato presso i greci, i quali facevano discendere gli eroi dagli Dei, passato ai romani (qualcuno rammenta l' Eneide?) e giunto indenne fino al Rinascimento con alcuni libelli di carattere encomiastico e celebrativo delle origini di molti Casati. Ripeto, del rag. Parravicini che briga sbraita corregge e interpola per dimostrare che è terzo cugino del principe Pallavicino, perdonatemi, non mi curo (esempio inventato, ovviamente, ma se ci avessi preso fa nulla, è calzante :wink: )

Andrea

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 13:26
da Qohelet
Anche qui una puntualizzazione volante, devo scappare e sarò telegrafico, mi auguro che qualche altro utente sia più prodigo di me con l' ottimo Andrea Sperelli.
Non mi risulta che il Costantiniano sai mai stato nobilitante, se non quando retto incidentalemtne da un Sovrano che poteva concedere nobiltà e ammissione alla classe di Giustizia; in tal senso ricordo uno statuto costantiniano dei primi '800, abbiate pazienza non ho tempo di reperire il riferimento, lo produrrò al più presto se qualucn altro non è più veloce di me. Sicuramente nobilitante era ed è invece l' Ordine sotto il titolo di San Lodovico che concede la nobiltà personale ai cavalieri e quella trasmissibile ai Commendatori. Cordialmente

Andrea

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 13:31
da MMT
Cosa ? hanno ottenuto titoli con l’ammissione a ordini ? ma questo non è possibile giusto? a me assolutamente non risulta.
Alcuni Ordini hanno delle classi cd. nobiliari, riservate ai nobili, e a chi dimostra di esserlo. Le prove nobiliari sono la dimostrazione del proprio status, che consentono di essere risonosciuto da un ente cavalleresco exdinastico come nobile. Perchè mi chiederà col il riconoscimento Costantiniano (per esempio) si entra nella 2° parte del Libro d'Oro e con quello Gerosolimitano nella 1°? Perchè il S.M.O. di Malta è uno Stato, riconosciuto tale da altri Stati, soggetti di diritto internazionale, e come tale ha un proprio capo, S.A.Em. il Principe e Gran Maestro, che esercita fons honorm.

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 17:18
da Qohelet
Come promesso ecco le fonti che spannometricamente ricordavo.


Real Segreteria di Stato della Presidenza dei Ministri di S.M. il Re delle Due Sicilie
10 Gennaio 1850

"Che i cavalieri Costantiniani di giustizia vengono nominati dal Re gran maestro per via di un real rescritto, e di un diploma in quattro casi:
1- Dietro le prove fatte de’ quattro quarti del decorato a tenore degli statuti.
2- In seguito della pruova medesima per soli due quarti, trattandosi di fondatori di commende a’ termini del dispaccio del 1794.
3- Quando il Re gran maestro supplisce colla pienezza di sua autorità a queste prove per la cognizione che ha della nobiltà de’ promossi.
4- Quando piaccia alla M.S. accordare a taluno per grazia la croce di giustizia Costantiniana, e con essa la nobiltà."


Presidenza dei Ministri di S.M. Il Re delle Due Sicilie
9 febbraio 1849

"(omissis) i statuti dell’Ordine Costantiniano non può ottenersi né darsi croce di giustizia senza che i candidati avessero dimostrata la nobiltà generosa de’ quattro quarti di Loro famiglia; e che quante volte potesse essere accordata tale decorazione in altro modo, ciò importerebbe di aver voluto il Sovrano, co’ Suoi alti poteri dichiarare e riconoscere nel Decorato la nobiltà generosa di Sua Famiglia. Le soggiungo di più che la nobiltà di tali Cavalieri fu riconosciuta e dichiarata pari a quella de’ Cavalieri di Malta di Giustizia col dispaccio de’ 29 novembre 1804 accordandosi Loro il diritto di potere essere ascritti ne’ registri della nobiltà del Regno a similitudine di quelli di Malta di sopraccennati."


Andrea

MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2007, 23:29
da AndreaSperelli
Ma cosa si intende per "nobiltà generosa de’ quattro quarti di Loro famiglia" ?

MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2007, 23:37
da Qohelet
All' atto pratico, e senza scendere troppo nel dettaglio, vuol dire che tutti e quattro i nonni devono essere nati nobili, e che la loro nascita nel ceto nobile sia dimostrabile. Per ogni informazione, son qui :wink:

Andrea

MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2007, 23:39
da Qohelet
Ovviamente, anche entrambi i genitori.....ma questo va da sé

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2007, 16:03
da AndreaSperelli
Qualche gentile frequentatore del forum potrebbe chiarire i dubbi relativi alla mie prime due domande ?

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2007, 18:32
da alfabravo
Vi segnalo il testo di Roberto Bizzocchi - Genealogie incredibili - Società Editrice Il Mulino, Bologna, 1995

Ritter

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2007, 20:00
da MMT
In breve dirò che la "nobiltà decaduta" è un modo di dire che viene abusato. Nobile decaduto era chi, nei secoli scorsi in cui la nobiltà aveva un vero ruolo sociale, non aveva le sostanze necessarie al mantenimento del proprio status. Ovviamente non esisteva un tetto massimo di reddito per stabilire chi fosse più o meno decaduto. Decaduto era anche chi, colto dalla miseria più profonda, si metteva a fare mestieri "infamanti"ed "arti meccaniche", tanto che non era più annoverabile tra i nobili. Ecco perchè nei processi di ammissione agli ordini cavallereschi si chiedava esplicitamente al candidato e ai "maggiori" della città o comunità in cui viveva, se egli o i suoi avi e bisavi avessero mai ricoperto un impiego "infamante": ovvero fare il contadino, il fabbro, il manovale, il servo, il giullare e via dicendo. Bastava che uno solo tra gli avi diretti si fosse "macchiato" per annullare la propria condizione. Ovviamente questo, di norma, non accadeva mai o solo in casi eclatanti e limite e magari i discendenti risollevati dalla condizione inferiore chiedevano un reintegro delle proprie prerogative al sovrano. Di fatto il nobile decaduto era un'immagine esagerata: nessuno arrivava mai a fare arti meccaniche, piuttosto s'indebitava fino al collo.
Al giorno d'oggi, questo modo di dire assume tutta un'altra accezione: spesso si sente per strada o al bar gente dire "mio nonno era conte, ma poi era decaduto e vendette il titolo"... :? sinceramente si tratta di belle favole e basta: anche perchè se davvero era decaduto che titolo voleva vendere? Il fatto della "vendita del titolo" è uno di quei "per assurdo" ironici, che col tempo si sono affermati nell'immaginario comune e farli passare per vero*.

Per quanto riguarda invece la seconda domanda risponderò che sì è possibile falsifare genealogie, si è sempre fatto. Non che sia giusto, anzi, ma i falsari sono sempre esistiti. C'è stato chi ha messo in dubbio perfino la cattolicità, dichiarandosi discendente di Nostro Signore Gesù Cristo e della Maddalena, e c'è gente che ci crede tutt'ora e ci fanno i film. Nella realtà si tratta di una falsificazione di documenti (con tanto di causa per il mancato pagamento della creazione degli stessi), appositamente posti in una biblioteca per dare loro maggior sembianza di veridicità. C'è stato chi s'è spacciato discendente di antichi regni persiani, orientali ecc. Spesso tali falsificazioni hanno trovato addirittura una conferma nella legittima fons honorum e quindi sono diventati "veri"! Diciamo la verità: quanto ci vuole a modificare un atto di battesimo? Quanto ci vuole per giocare sull'omonimia di un personaggio coevo di un altro? Quanto ci vuole per corrompere qualcuno? Senza dubbio un bel coraggio e una gran faccia tosta, anche perchè poi, queste cose si vengono sempre a sapere in un modo o in un altro! :wink:

Spero di aver chiarito la situazione.
Michele Tuccimei :wink:


*intendiamoci: in epoche passate vendere un feudo era possibile tramite regio assenso, ma di certo non due secoli or sono!

Re: Perplessità su alcune ricerche genealogiche

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2007, 20:26
da Giovannimaria Ammassari
AndreaSperelli ha scritto:si intende dire che vi sono persone che hanno prodotto documentazione falsa per provare qualcosa ? ma cosa hanno fatto ? modificato i registri parrocchiali ? Scusate le mie perplessità, ma non ho mai sentito cose di questo tipo…sarebbe come creare un falso storico, o forse peggio ancora, “insultare” i propri avi non ritenendoli degni per quello che sono stati.

In attesa di comprendere meglio di cosa trattino queste tematiche vi ringrazio e saluto cordialmente.

A.S.

Gentilissimo signor Andrea Sperelli,
nella mia ultraventennale esperienza mi sono imbattuto in una genealogia falsificata ad hoc.
Si tratta di una genealogia inerente una nobile famiglia che provenendo da Cremona ha goduto nobiltà in Bari per poi trasferirsi in Barletta ed ottenere nel lontano 1677 anche il titolo di Marchese.
La stessa famiglia fu ammessa nel S.M.O.M esprimendo cavalieri nell'anno 1774,1785,1791 e 1870.
Ma cosa avvenne l'ultimo Marchese "adottò" con un atto notarile nel 16..e qualcosa (non ricordo ora a memoria l'anno preciso) l'amministratore dei suoi feudi e sua relativa famiglia. Detto "amministratore" proveniva dalla località di Calitri e si chiamava Filippo e procreò figli in Barletta.
Detta "presunta discendenza" è anche riportata in un libro di testo a stampa di cui non ricordo il titolo nel quale libro era riportata l'adozione in parola.
Ho potuto vedere "de visu" e toccare con le mie mani i registri contenenti gli atti di battesimo dei "finti " e "falsi" discendenti del Marchese in parola. In questi atti di battesimo compaiono abrasioni correzioni e strappi vari sia nel corpo dell'atto che nell'indice coevo del registro.
Uno storico nativo di Barletta, Francesco Saverio Vista annotò a matita a margine di alcuni battesimo "è qui inizia l'imbroglio...".
Io credo che queste manipolazioni di dati negli atti di battesimo matrimonio e morte ecclesiastici siano stati fatti appositamente da discendenti di questa famiglia per autenticare una discendenza ed ascendenza e ricostruire una genealogia per poi essere ammessi con regolare processo nello S.M.OM., e questo credo sia avvenuto prima del 1774 data del primo cavaliere S.M.O.M.
Feci presente al portavoce del cliente di questa antica manipolazione e falsificazione genealogica, che ricordo puntualizzai e sottoscrissi per la verità storica e documentale.
So che anche questo discendente-di cui non conosco le generalità- voleva anche lui richiedere l'ammissione al S.M.O.M come i suoi antenati.
Che dire!!!!!!!!!!!!! eppure questa famiglia era conosciutissima ed ebbe in Barletta grande sfarso e notorietà e..... nobiltà.
Scusate se non riporto il cognome della famiglia ma questo lo faccio per motivi di riservatezza, anche se qualcuno, forse potrebbe aver compreso a quale famiglia mi riferisco.
Attendo comunque maggiori delucidazioni in proposito e soprattutto riguardo al Marchese residente in Barletta.
Saluti