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E' morto S.M. Zhair Shah ultimo Sovrano Afgano

MessaggioInviato: martedì 24 luglio 2007, 9:00
da Mic
Mi preme sottolineare come l'ultimo periodo di reale pace e benessere in Afghanistan sia stato proprio durante il regno di Re Zhair Shah che durò dal 1933 al 1973, prima che il cugino lo detronizzasse mediante un colpo di mano militare (che come sapete spalancò le porte alla dittatura comunista sovietica).
Il Sovrano dal 1973 al 2002 è stato gradito ospite della nostra Nazione sino al 2002 allorquando, cessata la dittatura talebana per mano della Nato, è tornato a Kabul nel Palazzo Presidenziale.
E' spirato all'età di 92 anni.

Riposi in pace.

Michele

MessaggioInviato: martedì 24 luglio 2007, 9:51
da Gian
Riposi in pace.
Gian

MessaggioInviato: martedì 24 luglio 2007, 22:02
da San Marco
Mi permetto di portare a conoscenza la nota di Casa Savoia per questa triste circostanza.


MESSAGGIO DI

S.A.R. IL PRINCIPE DI PIEMONTE E DI VENEZIA

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA



IN OCCASIONE DELLA MORTE DI RE ZAHIR SHAH D’AFGHANISTAN



ROMA – 23 LUGLIO 2007



E’ con grande commozione che ho appreso la triste notizia della morte di Re Zahir Shah dell’Afghanistan, un uomo che ha dedicato un’intera vita per il proprio paese sia durante il lungo regno sia nei lunghi e difficili anni dell’esilio. Egli fu legato profondamente al popolo afgano tanto da rinunciare, una volta rientrato in Patria, al ripristino della monarchia a favore di una repubblica che gli volle assegnare per costituzione il titolo di “Padre della Nazione”. Rientrato dall’esilio egli ebbe il grande merito di aver incoraggiato il suo Paese a intraprendere la strada verso la democrazia e la stabilità.

Re Zahir Shah fu incoronato a soli 19 anni, l’Afghanistan di allora era una terra irreale, emarginata dai processi della modernizzazione che si sviluppavano in tutto il mondo; il progresso dell’elettricità, dei telefoni, delle ferrovie, delle grandi strade asfaltate, non giungeva oltre i confini dell’Afghanistan. L’Afghanistan di oggi assomiglia ancora a quel tempo in cui le strade erano di terra battuta, in cui le donne erano considerate come oggetti ingabbiati nei burka. Ma ciò che è migliorato nel costume della capitale lo si deve Re Zahir che durante i suoi quarant’anni di regno seppe aprire le frontiere alla modernità e alla democrazia non solo importandola ma rendendola adatta alle particolarità e alle etnie di quel meraviglioso paese. Fece dell’Afghanistan una monarchia costituzionale, riprendendo il sogno liberaliz zatore di un suo avo, Re Zahir diede forme democratiche al suo potere, dotò il paese di un sistema elettorale accanto alle tradizioni secolari della Loja Jirga, arrivò sino a sopprimere il “purdah” che imponeva il velo alle donne. Non fu un rivoluzionario del sistema, egli regnò e lasciò governare con saggezza, la stessa saggezza che usò nello scegliere i suoi fidati consiglieri con cui avviò la trasformazione profonda del paese. Egli riuscì a dare all’Afghanistan un volto democratico e moderno pur mantenendo le tradizioni profonde dell’Islam. A Kabul nasceva un Islam nuovo in cui la vita era aperta, in cui le donne potevano adeguarsi agli usi continentali, con un’università tra le più fervide del continente e un collegio femminile per le ragazze dell’accademia. Il colpo di stato del 1973 spezzò questa crescita democratica e moderna e fece piombare il paese in anni di guerre che aprirono le porte all’avanzata dell’Armata Rossa prima e dei Talebani poi.

Durante il lungo esilio Re Zahir Shah non intervenne mai nella tragicità di questi eventi perché avrebbe dovuto necessariamente prendere le parti di una o dell’altra etnia andando contro quei principi per cui fu educato e per cui divenne un Re illuminato. Rimase sempre un punto di riferimento perché per tutti, anche per i sovietici, sarebbe stato l’unico a poter porre fine alla lunghissima crisi afgana.

Finita la guerra contro i Talebani riaffermò con forza il suo ruolo di “servitore degli interessi del paese”. Lo stesso primo ministro designato dagli Stati Uniti, Hamid Karzai, presidente designato dell’Afghanistan, ha atteso la consacrazione ufficiale che Re Zahir Shah poteva conferirgli, l’unico che potesse dare credibilità alla neonata repubblica post talebana.



Egli è stato un esempio non solo per l’Islam ma per il mondo intero; il medio oriente ha certamente bisogno di uomini del calibro di Re Zahir, capaci di incarnare con la loro vita e la storia della propria dinastia la cultura e l’essenza stessa dei popoli che abitano i loro paesi.

Rivolgo un commosso saluto a tutta la Famiglia Reale dell’Afghanistan e a tutto il popolo afgano e esortandoli a non dimenticare mai quell’uomo straordinario che fu il loro “Padre della Nazione”, Re Zahir Shah.




Emanuele Filiberto di Savoia

MessaggioInviato: mercoledì 25 luglio 2007, 14:07
da Mario Volpe
Mohammed Zahir Shah fu l’ultimo discendente della travagliata dinastia dei Barakzai di origini pashtun che regnò sull’Afghanistan dagli inizi del secolo scorso.
Come noto, egli ascese al trono dell’Afghanistan a diciannove anni a seguito dell’assassinio del padre, il re Mohammad Nadir, nel 1933 ed il suo regno quarantennale (fu spodestato nel 1973 da un colpo di stato) viene ancora oggi considerato l’unico periodo di pace e di riforma che il Paese abbia attraversato negli ultimi cent’anni.

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Come ultimo sovrano dell’Afghanistan però, Zahir è stato anche l’ultimo depositario titolare degli ordini dinastici che la sua Casata aveva istituito durante il periodo monarchico.
Su queste singolari istituzioni le notizie e gli elementi tecnici disponibili sono poche e confuse, e risulta difficile ricostruire la loro storia e la loro evoluzione.
Non più conferite dalla perdita del trono da parte di Zahir nel 1973, poi sostituite temporaneamente nella loro funzione premiale dalle effimere onorificenze create in Afghanistan sotto l’influenza sovietica alla fine degli anni settanta (a loro volta accantonate durante il regime dei talebani), queste distinzioni presentavano caratteristiche molto simili a quelle dei più famosi ordini creati nel vicino oriente tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento dalle dinastie che regnarono sui vicini imperi Persiano e Ottomano.
Per i nostri frequentatori interessati all’argomento, suggerisco una lettura della seguente pagina tratta dal sito di Christopher Buyers “The Royal Ark”, che viene appunto dedicata alla descrizione di queste singolari e ormai dimenticate istituzioni: http://www.4dw.net/royalark/Afghanistan/orders.htm

Cordialmente,

Mario Volpe

MessaggioInviato: giovedì 26 luglio 2007, 20:31
da spinnaker
Mi permetto, di aggiungere, il mio Personale sentimento di cordoglio.

MessaggioInviato: venerdì 27 luglio 2007, 20:43
da Marcello G. Novello
Mi associo al cordoglio per la scomparsa del Sovrano e auspico che un po' della Pace da lui finalmente raggiunta possa dare requie al suo amato e tormentato Paese.

MessaggioInviato: giovedì 2 agosto 2007, 22:16
da malgoth
Quando dimorava in Italia, abitavamo a 100 metri di distanza.
Praticamente, alla porta accanto.
Era una gran brava persona con un immenso amore per la Sua Famiglia, il Suo Popolo e la Sua Terra.


Cris

MessaggioInviato: martedì 7 agosto 2007, 9:24
da Lord Acton
Il mio più sentito cordoglio per un uomo che ha saputo donare pace a una terra martoriata.

Ho ancora vivo il ricordo di quando, oltre 15 anni fa, ho avuto l'alto onore di incontrarlo, persona di antica e speciale distinzione.

Lord Acton