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General Tesoriero

Inviato:
sabato 30 giugno 2007, 23:53
da Carnelevario
Gentili amici,
Fiore da Cropani in "Della Calabria illustrata", Tomo III, parla di un tal Nicolaus Carnevalius di Stilo che nel 1346 fu nominato dalla regina Giovanna I General tesoriero della provincia dell'Aquila.
Vorrei sapere, oltre ad eventuali notizie sul personaggio, se la carica di tesoriere prevedesse una presenza fisica nella regione o se le funzioni di tesoreria erano meramente amministrative e , quindi, potevano venire esplicate da Napoli.

Inviato:
domenica 1 luglio 2007, 14:18
da San Marco
Carnevale. Linea di Stilo
genealogia parziale, stralci e appunti
(estinta)
Il cognome deriva dal predicato nominale Carnelevario, forma volgare del latino Carnelevarius, presente nel Catanzarese fin dal 1226. Il processo di cognominizzaziòne terminerà nel ‘600 nella forma moderna Carnevale che, a sua volta, tramutandosi sotto gli influssi dialettali calabresi del ‘700, originerà localmente la forma corrotta Carnovale, tuttora presente in Calabria.
Antica famiglia ricordata da Vito Capialbi fra le «più doviziose illustri, e rinomate della Calabria» e menzionata nel registro di Federico II dove si numerano i Baroni incaricati di custodire gli ostaggi Lombardi fatti portare al Sud dall’imperatore. Capialbi inoltre scrive che «La città di Stilo sarà sempre grata ai beneficii di questa famiglia, la quale, e col danajo, e collo studio, e col sangue difese unquemai la patria libertà, ed il suo Regio Demanio avverso le strane pretese, ed acerrime vessazioni usatele da Luise, e Gio. Francesco Conclubet, e dai loro aderenti, e partegiani». Franz von Lobstein riporta che i Carnevale di Stilo ebbero dalla regina Giovanna I l’ambitissimo privilegio del godimento della Regia Familiarità. Mario Pellicano Castagna elenca la famiglia fra quelle appartenenti al Seggio dei Nobili di Stilo fin dal secolo XVI. Gabriele Barrio annota: «Familia Carnevalius habet baronatum Styli oppidi». L’appartenenza della famiglia alla nobiltà civica è illustrata dal possedimento dei suffeudi Grillo o Sanfili in territorio di Stilo, presso Stignano, dall’aver ricoperto i suoi componenti più volte la carica di Sindaco dei Nobili e dagli incarichi di alta responsabilità loro assegnati dal Parlamento cittadino, dal godimento di giuspatronato nella Cappella del Sangue di Cristo nella Parrocchia di S. Biagio nel Borgo Maggiore di Gerace ed infine dalla presenza in famiglia di un vescovo. I rappresentanti della famiglia furono stimati amici ed alleati del filosofo Tommaso Campanella, assumendo un ruolo importante in sua difesa nelle vicende giudiziarie che lo videro coinvolto a cavallo dei secoli XVI e XVII. Trasfusa in Stilo nella famiglia Crea e in Monteleone nella Capialbi, ora estinta.
Nicolaus (in Stilo e Napoli intorno al 1343-8).Aceti: «Roberto Regi acceptissimus et a Regina Joanna Ciambellanus renuntiatus, ut ex inscriptione quae extat in Ecclesia SS. Annuntiationis». Lobstein: «Nicola Carnelevario fù fidelis, et familiaris del Rè Roberto, e del suo figliuolo Carlo Duca di Calabria, e per la grazia presso loro acquistata venne creato Podestà della Terra di Santa Croce: e quindi dalla Regina Giovanna suo Ciambellano, e famigliare».
Arma: ? (attribuita: Troncato, nel primo d’oro a tre fasce di rosso, nel secondo d’azzurro al cane passante al naturale sormontato da tre stelle (8) d’argento).
Il sito sul quale ho trovato tali notizie cita come fonti:
M. Pellicano Castagna, “Araldica moderna della Locride”, in Scritti storico-nobiliari, Frama Sud, Ciaravalle Centrale, Catanzaro 1984.
F. von Lobstein, Settecento calabrese ed altri scritti, Vol. III, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1990.
T. Aceti, In Gabrielis Barrii francicani De Antiquitate et situ Calabriae Libros Quinque Prolegomena, Additiones, et Notae. Roma 1737.

Inviato:
domenica 1 luglio 2007, 20:15
da Carnelevario
Grazie per le informazioni a carattere generale sui Carnevale di Stilo.
Le fonti documentali e la bibliografia citati nel sito sono comunque molto più numerosi di quelli da lei indicati.

Inviato:
lunedì 2 luglio 2007, 1:04
da San Marco
Caro Carnevalario sono d' accordo con Lei, che da quanto mi dice ben conosce da dove ho tratto tali notizie che esse erano più numerose, ma che comunque Lei non aveva riportato (volutamente?) forse perchè incerto che fossero vere?
Facendo così, però, ho dato la possibilità ad altri per ulteriori interventi, riscontri e necessarie verifiche.
Talvolta il saper tutto o quasi crea una non simpatia.
Potevo ad esempio aggiungere che le uniche famiglie Carnevale citate nel volume VIII° della " Enciclopedia Araldica Italiana " provengono o da Napoli e sono citati come Nobili di Napoli, Noto e Sicilia; o da Piacenza o da Tortona. Quest' ultimi sono Conti, Nobili di Pesaro, Fossombrone e Nocera.
Potevo dire che nessuna delle Armi riportate dallo Scorza, corrispondenti ai vari Carnevale, sono uguali o simili a quella che ho riportato nel precedente intervento, ricavata, anche se con punto interrogativo, da nessuna specifica fonte.
Potevo blasonare tali Armi (documentate nei vari rami).
Potevo riferire quanto riportato dal Guelfi Camajani.
Potevo....

Inviato:
lunedì 2 luglio 2007, 17:51
da Carnelevario
Carissimo San Marco, nel ringraziarla di nuovo per i suoi cortesi interventi, vorrei chiarire che scopo del mio topic non è quello di discutere delle genealogie dei Carnevale (delle quali conosco molto bene le fonti da lei citate ed altre ancora), ma di aumentare le mie scarse conoscenze sulle mansioni di un "General Tesoriero" del XIV secolo. In apertura ho citato il Nicolaus C. solo per dare un quadro di riferimento concreto a chi si voglia cimentare, come lei, nella discussione.
Per quanto riguarda le armi dei Carnevale, anche se qui andiamo fuori topic, le confermo che quelle del ramo di Stilo non sono riportate su alcun blasonario in quanto questo ceppo non ha nulla a che fare con gli omonimi della Lombardia, del Monferrato, delle Marche ecc.
Per non tediare ulteriormente gli amici che ci leggono, se vuole continuare la discussione su questi punti può contattarmi con mp.