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Nobiltà e Costituente

MessaggioInviato: domenica 29 aprile 2007, 20:36
da alfabravo
Signori del Forum,

per favore, vorrei sapere se ai lavori della Costituente (1946-1947) vi furono dei tentativi per "salvare " la nobiltà. Credo che le sinistre (comunisti, socialisi, azionisti e repubblicani) fossero per l'abolizione tout court dei titoli nobiliari, ma gli altri partiti cosa proposero? possibile che il "non riconoscimento" sia da considerare il massimo che la nobiltà potè ottenere?
Grazie per le risposte

Distinti saluti da Ritter

MessaggioInviato: domenica 29 aprile 2007, 23:18
da Guido5
Caro Ritter,
in concreto, che io sappia, c'è stata solo la proposta Rodi (Uomo qualunque) di sopprimere quella che, nel progetto della "Commissione dei 75" era la quarta delle disposizioni transitorie e finali. La proposta non venne messa in votazione. Nobile (Partito comunista) aveva a sua volta proposto questo testo, non approvato:
"Lo stato repubblicano non riconosce titoli nobiliari o altre dignità trasmettibili per eredità, fatti salvi gli impegni provenienti da trattati internazionali.
"Tutte le questioni realtive ai titoli nobiliari esistenti saranno regolate dalla legge, la quale regolerà anche la soppressione della Consulta araldica.
" Le concessioni ex novo di titoli nobiliari fatte dopo la data del 28 ottobre 1922 sono annullate".

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 11:56
da MMT
Che in effetti sembra sulla scia di quel pensiero che vede i titoli nobiliari concessi dopo la Marcia su Roma, come frutto del potere fascista e del Duce. In effetti le patenti nobiliari, tutte che siano di rinnovamento, riconoscimento o concessione, di quel periodo portano l'arma sabauda tra i fasci littori, e all'intero il decreto è del "Duce del Fascismo e Capo del Governo" e sono firmate dallo stesso Mussolini o per lui. Tuttavia c'è da dire che che è ovvio che fosse così, per legge, ma io credo che non si può fare di tutta l'erba un fascio (è proprio il caso)!
Se fosse stata emanata una siffatta legge, sarebbe stata ingiusta ed illegittima, poichè la legge deve essere universale e per tutti, mentre questa sarebbe andata a "punire" ad hoc le concessioni di "partito".

Tra l'altro il discorso è certamente più ampio: ammesso e non concesso che queste concessioni di partito (come impropriamente vengono chiamate) siano state sollecitate da Mussolini, bisogna ricordare che erano comunque emanate e concesse da S.M. il Re d'Italia, mica da Pulcinella! Il Re aveva fons honorum, reganava che che ne dicano, ed era sua regia prerogativa concedere dei titoli. Anche oggi il Presidente della Repubblica concede titoli onorifici (cavalierati vari) su proposta dei Ministri e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Capo del Governo. Non ci vedo davvero nulla di antistorico!

Michele Tuccimei

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 13:19
da Guido5
Caro Michele,
il tuo discorso non farebbe una grinza se non fosse che il testo di quella che è poi divenuta la XIV delle disposizioni transitorie e finali - e sostanzialmente identico a quello proposto dalla "Commissione dei 75" - dice:
"I titoli nobiliari non sono riconosciuti.
"I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.
L'Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge.
"La legge regola la soppressione della Consulta araldica".

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 13:23
da Elassar
Guido5 ha scritto: Nobile (Partito comunista) aveva a sua volta proposto questo testo, non approvato:
"Lo stato repubblicano non riconosce titoli nobiliari o altre dignità trasmettibili per eredità, fatti salvi gli impegni provenienti da trattati internazionali.

La salvezza per gli impegni dei trattati internazionali avrebbe avuto il merito, tra l'altro di chiarire la posizione dei titoli pontifici, argomento molto dibattuto dalla dottina canonista ed ecclesiastica.

"Tutte le questioni realtive ai titoli nobiliari esistenti saranno regolate dalla legge, la quale regolerà anche la soppressione della Consulta araldica.

Ipotesi di norma di difficile coordinamento con il primo comma, che prevede il noto disconoscimento: se i titoli, in quanto non riconosciuti, ricadono nell'indifferente giuridico, come può una legge regolarne la questione?

" Le concessioni ex novo di titoli nobiliari fatte dopo la data del 28 ottobre 1922 sono annullate".

Ipotesi discutibile: perché annullate? Anche in questo caso, se si parla di irrilevanza, delle due l'una: o si considerano non rilevanti le concessioni (e giammai annullate), oppure si interpreta tale irrilevanza come violazione di legge (costituzionale) le concessioni precedenti, con conseguente nullità e non annullabilità.



A presto,
Elassar

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 19:20
da FP
Se non sbaglio, tecnicamente, la Consulta Araldica non è mai stata soppressa dalla legge,vero? :roll:
I titoli nobiliari pontifici fanno parte di quei titoli non riconosciuti dalla Repubblica. Tuttavia sono validi e riconosciuti all'interno della Chiesa...

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 22:19
da Guido5
Caro Francesco,
sei perfettamente informato: la Consulta araldica formalmente non è stata soppressa, anche se - nella scorsa legislatura - un disegno di legge al riguardo è stato approvato in sede deliberante dalla Commissione affari costituzionali del Senato (17 gennaio 2006) ma alla Camera non ha potuto concludere il suo iter per la fine della legislatura stessa.
Nella legislatura attuale il testo è stato ripresentato per esempio al Senato con un disegno di legge (Pastore e altri) del 7 novembre 2006 dal titolo “Attuazione della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione”; alla Camera c’è una proposta di legge (Lusetti) presentata l’8 febbraio 2007 con il titolo “Soppressione della Consulta araldica in attuazione della XIV disposizione finale della Costituzione”.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 22:22
da fra' Eusanio da Ocre
Carissimi, mettiamo che domani questa proposta e/o questo disegno diventano legge.

Quali scenari si aprono?

Bene :D valete

MessaggioInviato: lunedì 30 aprile 2007, 23:45
da Guido5
Caro fra'Eusanio,
la domanda è stimolante. Nei limiti della mia modestissima competenza credo che una prima “rivoluzione” sarebbe auspicabile per il “Servizio Araldica pubblica” della Presidenza del Consiglio che oggi, in applicazione dei regi decreti 7 giugno 1943, n. 651 e n. 652, regola ed attua la concessione di emblemi (stemmi, gonfaloni, bandiere, sigilli) alle Regioni, alle Città, ai Comuni, alle Comunità montane e isolane, alle Unioni di Comuni, agli Enti militari, alle Università e agli Enti giuridici. Il servizio – che dovrebbe fornire anche risposte a quesiti araldici e storico-araldici fatti da Amministrazioni Pubbliche, Enti e privati (qualcuno ne ha esperienza?) – cura inoltre l'autorizzazione all'uso di Onorificenze cavalleresche pontificie e l'autorizzazione all'uso di Onorificenze cavalleresche che fanno capo alla Santa Sede sulla base del secondo regio decreto citato e della legge 3 marzo 1951 n. 178.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 0:30
da Elassar
Francesco Pompili ha scritto:I titoli nobiliari pontifici fanno parte di quei titoli non riconosciuti dalla Repubblica. Tuttavia sono validi e riconosciuti all'interno della Chiesa...


La materia dei titoli nobiliari era regolata dall'art. 42 del Concordato del '29, in base al quale era ammesso il riconoscimento, mediante decreto del Capo dello Stato, dei titoli nobiliari conferiti dai Pontefici anche dopo il 1870 e successivamente alla conclusione dei patti lateranensi.
La norma, unitamente all'art. 41 sulle onorificenze cavaleresche pontificie, non è stata riprodotta nel successivo concordato del 1984.
L'opinione prevalente è che tale disposizione deve considerarsi abrogata.
Elassar

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 0:34
da Elassar
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Carissimi, mettiamo che domani questa proposta e/o questo disegno diventano legge.

Quali scenari si aprono?

Bene :D valete

Caro fra' Eusanio, a mio modesto parere, probabilmente, non cambierebbe poi molto, dal momento che la Consulta araldica, benché mai formalmente soppressa, ha cessato di operare ormai da tempo. Addirittura, quando negli anni '70 si procedette alla risistemazione del c.d. parastato (con la soppressione di vari enti "inutili"), nessuno penso di agire anche sulla Consulta araldica, proprio perché aveva cessato le sue funzioni.
Elassar

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 1:21
da Guido5
Elassar ha scritto:... probabilmente, non cambierebbe poi molto, dal momento che la Consulta araldica, benché mai formalmente soppressa, ha cessato di operare ormai da tempo ...

Il disegno di legge che ho citato è formato da un solo atricolo, in tre commi. Eccolo:
1. La Consulta araldica istituita ai sensi del regio decreto 10 ottobre 1869, n. 5318, è soppressa.
2. I compiti connessi unicamente alle attività di cui al secondo comma della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione sono svolti dall’Ufficio onorificenze e araldica pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.
3. L’Ufficio di cui al comma 2 si avvale per la consulenza storica anche dell’Associazione nazionale del Corpo della nobiltà italiana, associazione volontaria di diritto privato avente per esclusiva finalità la tutela del patrimonio storico e culturale italiano.

Come si può vedere qualche novità potrebbe esserci.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 9:38
da Elassar
Guido5 ha scritto:3. L’Ufficio di cui al comma 2 si avvale per la consulenza storica anche dell’Associazione nazionale del Corpo della nobiltà italiana, associazione volontaria di diritto privato avente per esclusiva finalità la tutela del patrimonio storico e culturale italiano.[/i]
Come si può vedere qualche novità potrebbe esserci.


Effettivamente, una novità c'è, ed è abbastanza discutibile: l'avvalimento, da parte di un ufficio pubblico, di un'associazione privata, è oltremodo bizzarro.
Elassar

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 20:36
da FP
Esattamente, invece, come funziona in Francia? So che una certa tutela per titoli e stemmi ancora esiste...del resto la storia francese è sempre stata molto particolare :wink:

Nobiltà e Costituente

MessaggioInviato: martedì 1 maggio 2007, 20:49
da alfabravo
Signori del forum,

da quel che ho capito, nessun partito, neppure di destra, si levò alla Costituente a difendere la nobiltà.

Ritter