Cognome dei figli: scelgono i genitori
Dal sito Ansa - 17.01.2007 13:05
http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 20547.html
ROMA - Sul disegno di legge che da' la possibilita' di trasmettere ai figli anche il cognome della madre e' stata sconfitta, in commissione Giustizia del Senato, la linea proposta dal governo di imporre ai figli sia il cognome della madre sia quello del padre. Facendo scegliere ai coniugi il loro ordine. Nella commissione di Palazzo Madama infatti e' passato l'emendamento del relatore che da' la possibilita' ai genitori coniugati di scegliere quale cognome trasmettere alla prole: se quello del padre, oppure quello della madre, oppure quello di tutti e due ''nell'ordine da questi concordato''.
Nella precedente seduta di Commissione il ministro per la Famiglia Rosy Bindi si era strenuamente opposto a questa tesi osservando che se si fosse lasciata liberta' di scelta ''si sarebbe sempre optato per il cognome paterno'' vanificando cosi' il reale obiettivo di questa legge. ''Sarebbe come se la montagna - aveva dichiarato - avesse partorito un topolino...''. Subito dopo la votazione dell'emendamento del relatore, Rosy Bindi ha lasciato l'aula della commissione senza fare commenti. Sta proseguendo ora l'esame del terzo articolo del testo.
BINDI A CASTELLI: NESSUNA SCONFITTA SU DDL COGNOME
''Davvero non si capisce perche' il senatore Castelli parli di sconfitta del Governo sul ddl in materia di cognomi''. E' quanto ha detto il ministero per le Politiche della Famiglia spiegando che ''in Commissione Giustizia del Senato, infatti, nel confronto sono stati recepiti molti contenuti degli emendamenti presentati dal governo, frutto del lavoro della Commissione istituita dal Ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi, insieme ai rappresentati del ministero della Giustizia e delle Pari Opportunita'''. In Commissione, e' detto in una nota, e' di ''fatto passata l'impostazione del Governo che supera ogni discriminazione all'interno della famiglia, sia tra uomo e donna che tra i figli nati dentro o fuori del matrimonio. Si abbandona finalmente la vecchia e penalizzante distinzione tra 'figli legittimi' e 'figli naturali'''. Si tratta, afferma il ministero di un ''elemento di civilta' giuridica che adegua il nostro diritto di famiglia ai principi della Carta costituzionale e alle indicazioni presenti nelle risoluzioni dell'Onu in materia. Sull'attribuzione del doppio cognome il Governo prende atto della decisione della Commissione di lasciare ai genitori la facolta' di scegliere se attribuire al figlio entrambi i loro cognomi o solo quello di uno dei due. Ma resta convinto che si tratti di un passo troppo timido. Con questa soluzione infatti la parte piu' debole, quasi sempre la donna, continuera' a subire scelte altrui''. Il ministro Bindi, che ha lasciato la Commissione al termine del suo intervento per altri impegni istituzionali, si riserva di ''ribadire il punto di vista del Governo sia nella discussione in aula al Senato, sia nel successivo esame alla Camera dei Deputati''.
FINOCCHIARO: SCOMPARE IL TERMINE 'FIGLI NATURALI'
La Commissione Giustizia del Senato ha votato un emendamento al disegno di legge sul cognome delle madri che impedisce di continuare ad usare il termine ''figli naturali'' per differenziarli da quelli ''legittimi''. Se il testo verra' approvato dal parlamento infatti i figli potranno dividersi solo in due categorie: quelli nati nel matrimonio e quelli nati fuori del matrimonio. La decisione e' accolta con entusiasmo dal presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro: ''Oggi e' stata presa una decisione oserei dire epocale perche' non si potra' piu' parlare di figli legittimi o illegittimi o naturali, ma solo di figli nati nel matrimonio o di figli nati fuori dal matrimonio. E' un fatto molto importante che mi vede profondamente d'accordo''.
Per quanto riguarda invece la decisione, presa sempre in Commissione, di lasciare ai genitori la scelta su quale cognome trasmettere ai propri figli, anziche' rendere obbligatorio il doppio cognome cosi' come voleva il governo, Anna Finocchiaro minimizza la divisione nella maggioranza: ''Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi, che e' persona di grande sensibilita' e intelligenza politica, rendendosi conto di quale fosse l'orientamento della Commissione ha deciso di rinunciare ai propri emendamenti'' che prevedevano l'obbligo di trasmissione per i coniugi sia del cognome della madre, sia di quello del padre.
Che ne pensate?
Gaetano Petrillo
http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 20547.html
ROMA - Sul disegno di legge che da' la possibilita' di trasmettere ai figli anche il cognome della madre e' stata sconfitta, in commissione Giustizia del Senato, la linea proposta dal governo di imporre ai figli sia il cognome della madre sia quello del padre. Facendo scegliere ai coniugi il loro ordine. Nella commissione di Palazzo Madama infatti e' passato l'emendamento del relatore che da' la possibilita' ai genitori coniugati di scegliere quale cognome trasmettere alla prole: se quello del padre, oppure quello della madre, oppure quello di tutti e due ''nell'ordine da questi concordato''.
Nella precedente seduta di Commissione il ministro per la Famiglia Rosy Bindi si era strenuamente opposto a questa tesi osservando che se si fosse lasciata liberta' di scelta ''si sarebbe sempre optato per il cognome paterno'' vanificando cosi' il reale obiettivo di questa legge. ''Sarebbe come se la montagna - aveva dichiarato - avesse partorito un topolino...''. Subito dopo la votazione dell'emendamento del relatore, Rosy Bindi ha lasciato l'aula della commissione senza fare commenti. Sta proseguendo ora l'esame del terzo articolo del testo.
BINDI A CASTELLI: NESSUNA SCONFITTA SU DDL COGNOME
''Davvero non si capisce perche' il senatore Castelli parli di sconfitta del Governo sul ddl in materia di cognomi''. E' quanto ha detto il ministero per le Politiche della Famiglia spiegando che ''in Commissione Giustizia del Senato, infatti, nel confronto sono stati recepiti molti contenuti degli emendamenti presentati dal governo, frutto del lavoro della Commissione istituita dal Ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi, insieme ai rappresentati del ministero della Giustizia e delle Pari Opportunita'''. In Commissione, e' detto in una nota, e' di ''fatto passata l'impostazione del Governo che supera ogni discriminazione all'interno della famiglia, sia tra uomo e donna che tra i figli nati dentro o fuori del matrimonio. Si abbandona finalmente la vecchia e penalizzante distinzione tra 'figli legittimi' e 'figli naturali'''. Si tratta, afferma il ministero di un ''elemento di civilta' giuridica che adegua il nostro diritto di famiglia ai principi della Carta costituzionale e alle indicazioni presenti nelle risoluzioni dell'Onu in materia. Sull'attribuzione del doppio cognome il Governo prende atto della decisione della Commissione di lasciare ai genitori la facolta' di scegliere se attribuire al figlio entrambi i loro cognomi o solo quello di uno dei due. Ma resta convinto che si tratti di un passo troppo timido. Con questa soluzione infatti la parte piu' debole, quasi sempre la donna, continuera' a subire scelte altrui''. Il ministro Bindi, che ha lasciato la Commissione al termine del suo intervento per altri impegni istituzionali, si riserva di ''ribadire il punto di vista del Governo sia nella discussione in aula al Senato, sia nel successivo esame alla Camera dei Deputati''.
FINOCCHIARO: SCOMPARE IL TERMINE 'FIGLI NATURALI'
La Commissione Giustizia del Senato ha votato un emendamento al disegno di legge sul cognome delle madri che impedisce di continuare ad usare il termine ''figli naturali'' per differenziarli da quelli ''legittimi''. Se il testo verra' approvato dal parlamento infatti i figli potranno dividersi solo in due categorie: quelli nati nel matrimonio e quelli nati fuori del matrimonio. La decisione e' accolta con entusiasmo dal presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro: ''Oggi e' stata presa una decisione oserei dire epocale perche' non si potra' piu' parlare di figli legittimi o illegittimi o naturali, ma solo di figli nati nel matrimonio o di figli nati fuori dal matrimonio. E' un fatto molto importante che mi vede profondamente d'accordo''.
Per quanto riguarda invece la decisione, presa sempre in Commissione, di lasciare ai genitori la scelta su quale cognome trasmettere ai propri figli, anziche' rendere obbligatorio il doppio cognome cosi' come voleva il governo, Anna Finocchiaro minimizza la divisione nella maggioranza: ''Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi, che e' persona di grande sensibilita' e intelligenza politica, rendendosi conto di quale fosse l'orientamento della Commissione ha deciso di rinunciare ai propri emendamenti'' che prevedevano l'obbligo di trasmissione per i coniugi sia del cognome della madre, sia di quello del padre.
Che ne pensate?
Gaetano Petrillo