É morto padre Ruggero
Era cittadino onorario di Saluzzo
P. Ruggero Cipolla non è più: è tornato alla Casa del Padre venerdì 1 dicembre 2006 intorno alle 13,30 all’ospedale torinese "Cottolengo", dove era da qualche giorno ricoverato per un blocco renale.
E’ mancato alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo 95esimo compleanno, essendo nato a Torino il 2 dicembre 1911. Per felice disposizione del sindaco Chiamparino, la camera ardente è stata allestita alle "Nuove" e così p. Ruggero è ritornato là, fra le mura del già carcere torinese che lo ha visto cappellano dei detenuti per ben 50 anni, e dove una fila ininterrotta di persone, dalle più umili alle massime autorità, ha reso contrito e sincero omaggio. Gli imponenti funerali, presieduti dal card. Poletto e concelebrati da molti religiosi fra cui il Padre provinciale Frati Minori Gabriele Trivellin, il padre guardiano del Convento saluzzese di S. Bernardino frà Sereno, i confratelli, si sono svolti martedì 5 a Torino presso la chiesa di S. Antonio e la tumulazione è avvenuta nel locale Cimitero Monumentale alla presenza del sindaco di Torino Chiamparino, mentre in municipio si osservava un minuto di silenzio.
Molti saluzzesi erano presenti con i gonfaloni, fra cui una rappresentanza dell’amministrazione comunale con il presidente del consiglio sig.ra Caterina Rinaudo, molte associazioni, la comunità "Cenacolo", ecc.
Padre Ruggero ha vissuto per circa 10 anni presso il Convento di San Bernardino e molti saluzzesi lo ricordavano con affetto anche se da qualche anno era a Torino presso l’ospitale Infermeria dei Frati Francescani. Ha speso la sua vita in una missione difficile, specialmente negli anni della guerra e ancor di più dell’immediato dopoguerra, quando le condanne a morte si susseguivano. E’ stato accanto negli ultimi momenti di vita a 72 di quelli che definiva "…i miei condannati a morte", con quel crocefisso da baciare, che sino all’ultimo ha sempre custodito su di sè e che ancora e per sempre sarà con lui. Lettere e testimonianze erano state raccolte da lui stesso (con la storica macchina per scrivere!) in piccoli preziosissimi libri. «E’ storia scritta da giovani che hanno anteposto gli ideali di libertà e democrazia alla loro stessa vita!» soleva dire p. Cipolla.
Successivamente altri libri, in edizioni curate dal suo puntuale biografo e amico Secondo Ercole, sono stati editi e presentati anche dal nostro settimanale. Secondo gli è stato vicino sino all’ultimo, accanto a lui anche nella veglia funebre. P. Cipolla si è sempre "speso" in modo totale, sino all’ultimo, costantemente presente in ogni manifestazione legata a quella storia che nessun revisionismo potrà mai variarne i valori.
Personaggio ormai storico egli stesso, di una età ragguardevole raggiunta nonostante l’affezione della tisi contratta nel ‘33 e una sua grave recrudescenza nel ‘37. Tanto grave da indurre una suora a dirgli (con poco tatto?) quella sera «…preghi perché la sua fine è imminente».
Padre Ruggero, solito a raccontare il fatto, a questo punto immancabilmente commentava: «Le suore sono le spose di Cristo, ma Cristo è uno sposo che non si lascia mettere i piedi sul collo, fa Lui come vuole! Per questa ragione sono guarito e sono ancora qui a testimoniare cosa ho vissuto nei tanti anni che mi ha concesso di vivere». Ci mancherà la sua allegria, la sua saggezza, la sua fede, ci mancheranno i suoi occhi indicibilmente azzurri, la sua ironia. Anche quella caramella che, al termine di una intervista, puntualmente ci ritrovavamo in tasca.
La solenne Santa Messa in suffragio sarà celebrata al convento di S. Bernardino domenica 17 dicembre 2006 alle ore 11.
maria grazia gobbi