Da TRICOLORE Direttore Responsabile: Dr. Riccardo Poli Redazione: v. Stezzano n. 7/a - 24052 Azzano S.P. (BG) E-mail: tricolore.associazione@virgilio.it
Oggi gli ultimi Duchi di Genova raggiungono i loro predecessori e numerosi altri Principi Sabaudi nella cripta della Reale Basilica di Superga, nella città di Torino, da sempre così cara alla Dinastia millenaria che realizzò, dopo secoli di speranze e di sogni, l’unità d’Italia.
Per ragioni anagrafiche ed a causa dell'esilio non ho potuto conoscere bene questi Principi che hanno sempre manifestato una totale fedeltà prima al Re, poi al Capo della Reale Casa.
Il mio primo incontro con i Duchi di Genova ebbe luogo grazie ai racconti di mio nonno della vita dell'Ammiraglio Tommaso, figlio del fratello di Re Vittorio Emanuele II e lui stesso fratello della prima Regina d'Italia, Margherita.
Re Umberto II ne parlava spesso, sia con particolare riferimento al viaggio che fece sullo yacht "Savoia" fino in Montenegro, per andare incontro alla futura Regina Elena, nell'ottobre 1896, sia sottolineando la serietà con la quale assunse il ruolo di Luogotenente Generale del Re Vittorio Emanuele III dal 1915 al 1919, durante la prima guerra mondiale, che nonno Umberto ricordava sempre quale IV guerra di Indipendenza.
I miei ricordi personali dell'Ammiraglio Tommaso sono relativi alla solenne cerimonia organizzata nel 1998 dall'Associazione Internazionale Regina Elena all'Accademia Navale di Livorno.
I Principi Ereditari, Emanuele Filiberto e Clotilde di Savoiano, per commemorarne l'inaugurazione proprio da parte di quel Duca di Genova. Alla cerimonia presero parte mia zia la Principessa Reale Maria Pia di Savoia, il Principe Michel di Borbone Parma e il mio caro cugino Principe Sergio di Jugoslavia.
Ma ricordo anche l'omaggio reso al secondogenito dell'Ammiraglio Tommaso, S.A.R. il Principe Filiberto di Savoia-Genova, 4° Duca di Genova, già Duca di Pistoia. Infatti, nel marzo 1985 a Losanna, ci siamo tutti ritrovati intorno a lui, per festeggiare i suoi 90 anni e, nell'occasione, pronunciai il mio primo discorso in pubblico. Mi ricordo dell'emozione del
Duca e mia.
Oggi le LL.AA.RR. il Principe Eugenio di Savoia-Genova, Duca di Genova, già Duca di Ancona, e la Principessa Lucia di Borbone delle Due Sicilie saranno tumulati nella cripta della Reale basilica di Superga, che il nostro comune avo, il futuro Re di Sardegna Vittorio Amedeo II, fece il voto di erigere esattamente tre secoli fa, in quel settembre 1706 che lo vide con il cugino, Principe Eugenio di Savoia-Soissons, liberare la città di Torino da un terribile assedio che abbiamo commemorato pochi giorni fa e che sarà l'oggetto di un importante convegno internazionale i prossimi 29 e 30 settembre.
Superga è tornata protagonista e, dopo aver aperto le sue porte per accogliere gli ultimi Duchi di Genova, le riaprirà prossimamente per permettere alla Principessa Maria Pia, Regina del Portogallo, di ricongiungersi a Lisbona al consorte, Re Luigi I.
Sono riconoscente a mio Padre per aver autorizzato queste due traslazioni come Capo della Reale Casa.
In tal modo, Egli ha rispettato la Storia e spero che questo esempio ispirerà le autorità nazionali a mettere un termine all'esilio dei miei nonni e dei miei bisnonni, con la loro sepoltura al Pantheon di Roma.
Sono particolarmente vicino a S.A.R. la Principessa Maria Isabella di Savoia-Genova ed ai Suoi Figli.
Clotilde ed io uniamo la nostra preghiera alle loro, ricordando che dopo il Congresso di Vienna il titolo di Duca di Genova è stato portato da cinque Principi Sabaudi in tre generazioni, fino al 13 agosto 1996, quando tornò al Capo di Casa Savoia, S.A.R. il Principe di Napoli. Questi Principi sono stati fedeli servitori del Regno d'Italia, in particolare nella Re-gia Marina e nel Regio Esercito. Anche dopo il cambiamento istituzionale si sono sempre dimostrati degni dell'unico giuramento che un gentiluomo fa nella vita, per il bene inseparabile del Re e della Patria.
Emanuele Filiberto di Savoia
