Biblioteca Naz. di Firenze:emergenza topi, soldi e personale

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Biblioteca Naz. di Firenze:emergenza topi, soldi e personale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 18 settembre 2006, 22:50

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/18/biblioteca.shtml ha scritto:Drammatica situazione alla Nazionale Centrale
Biblioteca Nazionale di Firenze:
emergenza topi, soldi e personale

Niente soldi né nuove assunzioni: rischio paralisi per la più importante biblioteca italiana per completezza di fondi


FIRENZE – Nella notte del 29 agosto suonò due volte l'allarme. Accorsero i vigilantes ma non c'era nessun ladro. Se ne accorsero i dipendenti il giorno dopo: nella palazzina dove si produce la Bibliografia Nazionale Italiana, ovvero l'ente che deve testimoniare la produzione culturale del Paese non erano entrati i malviventi ma i topi. Escrementi sulle scrivanie, tracce sulle sedie. Erano entrati nella palazzina attigua alla Biblioteca Nazionale Centrale, in piazza dei Cavalleggeri a Firenze. Escrementi e tracce che furono trovati poi anche nell’area delle macchinette per il caffè e dei bagni per il pubblico nel sottosuolo della Nazionale, una delle più importanti biblioteche statali d’Italia, se non la più importante. Allarme, panico. Palazzina chiusa, accesso interdetto in biblioteca. Ispezione della Asl: 3 giorni di tempo per allontanare i dipendenti dall’area a rischio, 20 giorni per eliminare la sporcizia, 40 per la bonifica totale. Oggi la palazzina della Bibliografia Nazionale Italiana è ancora chiusa. La biblioteca è aperta anche se una parte del sottosuolo è sbarrata. L’entrata comunque è ancora ingabbiata, non per i topi ma per la caduta di un pezzo di cornicione sempre nel mese di agosto. Ed è di sabato scorso l’allarme, riportato dai quotidiani fiorentini, lanciato dalla direttrice della biblioteca Antonia Ida Fontana: «Non abbiamo più fondi, rischiamo di non arrivare a fine anno e di non riuscire neppure a pagare le bollette della luce. I finanziamenti ordinari sono in costante calo e quelli straordinari, necessari per fare funzionale la biblioteca, sono bloccati da tre anni».

I topi (e il cornicione e le bollette da pagare) sono solo la ciliegina sulla torta, dicono alla Nazionale. La torta vera e propria è la situazione drammatica in cui versa la biblioteca. La questione è molto semplice: mancano i soldi. Pochi fondi negli ultimi anni, ora rubinetti chiusi: dal 2003 i finanziamenti ordinari del Ministero sono diminuiti tra il 25 e il 35% all’anno. Oggi la Nazionale riceve 2 milioni di euro, contro i 140 della Nazionale di Parigi e 120 della British Library di Londra. Il che vuol dire in italiano: sempre meno personale, sempre meno finanziamenti anche per i lavori di manutenzione, sempre meno attività e servizi per gli utenti, bibliotecari competenti costretti dalla riduzione del personale a occuparsi di tutt’altro. E pensare che la Nazionale di Firenze è la più importante biblioteca italiana per completezza di fondi (soprattutto antichi): circa 6 milioni di volumi a stampa (costituisce l’Archivio Nazionale del Libro Italiano, anche grazie al deposito obbligatorio degli stampati, sempre meno attuato, specie dagli editori più piccoli), 25mila manoscritti (la sala più importante d’Italia), 3.700 incunaboli, 29mila Cinquecentine, un milione di autografi e 115mila testate di periodici. Il tutto su 115 chilometri di scaffali.

A fronte di questi numeri, con circa 800 studiosi al giorno (110mila registrati, oltre 30mila informazioni bibliografiche in Italia e all’estero, più di 230mila accessi medi giornalieri al sito Internet) negli ultimi dieci anni il personale sì è ridotto a 225 unità (100 dipendenti in meno rispetto agli inizi degli anni ’90, mai sostituiti). Per i sindacati e la direzione ne servirebbero 500. Un dato significativo: la Biblioteca Nazionale Francese che ha gli stessi compiti istituzionali di quella fiorentina (anche se in Italia le Biblioteche nazionali centrali sono due: Firenze e Roma) ha 2.700 dipendenti. Oltre 2.000 la British Library. Dunque una notevole mancanza di personale (e quello che c’è è vecchio, dato che l’età media supera i 55 anni e l’ultimo concorso risale al 1986) che causa diversi problemi: meno attività, catalogazione in perenne arretrato, limitazione dell’apertura al pubblico, ridotta distribuzione e tutela dei libri. Il recupero di un edificio acquisito recentemente adibito alla conservazione dei periodici (sempre più necessario per il drammatico problema della carenza dello spazio) è interrotto dal 2004: mancano i fondi. La Nazionale è ancora priva di certificato di prevenzioni incendi (sebbene abbia ottenuto la cosa che forse meno le serviva, data la sua storia, ovvero la certificazione Iso 9001 di qualità). I due progetti per il bar e il book-shop non sono stati finanziati.

E pensare che la Nazionale di Firenze è un centro di eccellenza per il restauro del libro, oltre che un punto di riferimento per l’applicazione delle nuove tecnologie alla catalogazione libraria. Sono state digitalizzate circa 2 milioni di pagine compreso (fiore all’occhiello) tutto il Fondo Galileiano (300 manoscritti). Entro il 4 novembre (quarantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze) 8mila carte geografiche saranno digitalizzate e messe in rete (anche se 17mila volumi e 30mila miscellanee, vittime dell’inondazione sono ancora da restaurare). Ma è tutto il resto - tranne le mostre che vengono via via organizzate - che stenta. Anche se proprio le mostre sono finite nel mirino delle critiche: occupano personale in attività non proprie della biblioteca – dicono alcuni dei sindacati - e sprecano i già pochi fondi. Lo ha scritto, tra le altre cose, Libero Rossi della Fp Cgil in una lettera del luglio scorso inviata a Rutelli per denunciare la situazione in cui versa la Nazionale.

Ogni anno la Nazionale inventaria circa 50mila pezzi ma i volumi catalogati sono pochissimi: viene accumulato un arretrato annuale del 50%, con evidente danno per gli utenti. La Bibliografia Nazionale Italiana descrive circa 14mila monografie: sempre più titoli vengono esclusi per la difficoltà di rispettare i tempi. Tra ritardi del deposito legale e ritardi di trattamento nella catalogazione a volte – dicono in Nazionale – capita di descrivere volumi 2-3 anni dopo la loro uscita. Paradossalmente in Bibliografia ci sono gli Oscar Mondadori (più che segnalati in altri cataloghi) e non si trovano documenti importanti come pubblicazioni scientifiche e universitarie che nessun altro segnala. Sono ancora svariate decine i fondi manoscritti che devono essere ordinati: il progetto che ne prevedeva la catalogazione si è interrotto ai primi sei.

«I roditori sono stati debilitati: abbiamo già destinato 60mila euro – fa sapere Luciano Scala, direttore generale per i beni librari e gli istituti culturali del Ministero – L’emergenza è stata affrontata». E per la carenza di personale? «Secondo i nostri calcoli siamo sotto del 20% - prosegue– il nostro obiettivo è procedere a nuove assunzioni mirate. I provvedimenti saranno inseriti nella nuova Finanziaria. Dovrebbe arrivare la metà del personale che manca». Dunque in soldoni circa 50 persone. Ma non è che tra carenza di fondi e difficoltà in Finanziaria, si finirà per accorpare le due biblioteche nazionali centrali, quella di Firenze e quella di Roma? «Assolutamente no. Ne esistono due e due resteranno: sarà fatta maggiore chiarezza sulla specializzazione dei ruoli, evitando le aree di sovrapposizione. Sarà sviluppato il coordinamento. Firenze si specificherà sempre di più sul terreno del digitale dove ha già un altissimo profilo (grande esperienza, ad esempio quella del Tel, The European Library) come in quello della conservazione e del restauro. Saranno rafforzati i ruoli delle due Nazionali e sarà aumentata la rete di coordinamento».

Promesse importanti per la Nazionale di Firenze da parte del ministero diretto da Francesco Rutelli. Per ora sono arrivati i topi. Adesso è fondamentale che con la nuova Finanziaria arrivino anche i fondi e le assunzioni. Per evitare la paralisi definitiva.

Iacopo Gori

18 settembre 2006
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Messaggioda eugubino » martedì 19 settembre 2006, 18:23

Assunsioni?

Ci sono luoghi statali (ne conosco almeno uno) dove "lavorano" decine di persone che non sanno cosa fare dalla mattina alla sera.

Spostiamoli dove servono!!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 28 settembre 2006, 19:51

eugubino ha scritto:Assunsioni?

Ci sono luoghi statali (ne conosco almeno uno) dove "lavorano" decine di persone che non sanno cosa fare dalla mattina alla sera.

Spostiamoli dove servono!!


Racconto un episodio vissuto in un archivio di stato:

Erano circa le 14.30 di un caldo pomeriggio d'estate in cui l'archivio era aperto e appena arrivato nonostante la porta era aperta non era presente nessuno. Ho cercato di dare un saluto ad alta voce, in modo da richiamare l'attenzione di qualche archivista, ma nulla. Ho atteso circa 10 minuti, immaginando che fossero scesi al bar per prendere un caffè, ma nulla.
Purtroppo avevo proprio bisogno di un archivista per prendere le buste di cui avevo bisogno e non mi andava di attendere fino al giorno successivo. Forse con un po di sfrontatezza mi sono messo a cercare nelle stanze, bussando prima di entrare e facendo capolino, ma nulla.
Avevo quasi perso ogni speranza quando aprendo l'ennesima porta la stanza era completamente buia e silenziosa tranne che per un rantolo che proveniva da dietro una scrivania. Mi sono messo ad osservare meglio e mi è sembrato di vedere un uomo sdraiato su una mezza specie di branda e privo di sensi.
Sulle prime ho pensato al peggio: un malore o .. un caso alla Agata Christie .. :wink: . Dopo pochi secondi questa persona salta in piedi, tutta sorridente chiedendomi se avevo bisogno di qualcosa: semplicemente stava facendo il "riposino pomeridiano".

Non chiedetemi di aggiungere altro :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda lalberogenealogico » giovedì 28 settembre 2006, 21:11

Che vergogna !!!

Gaetano Petrillo
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