Insinuazioni contro Vicente de Cadenas
Alfonso di Sanza d’Alena sul forum del CGCNI http://www.cnicg.net/forum/subject.asp? ... 1&pageid=2 fa alcune insinuazioni che pur essendo completamente prive di fondamento rispetto alla verità oggettiva, meritano comunque una risposta ed alcune domande.
Per prima cosa devo rilevare che Alfonso di Sanza d’Alena non ha capito l’argomento che veniva esposto nel post perché Enzo Capasso Torre stava trattando il fenomeno dei titoli italiani riconosciuti a sudditi spagnoli nelle passate riabilitazioni nel Regno di Spagna e non certo delle Certificazioni di nobiltà rilasciate dal Cronista de Armas. Ma le sue affermazioni benché siano prive del minimo fondamento possono rappresentare per chi le legge una offesa alla memoria del defunto Cronista de Armas del Regno di Spagna e pertanto meritano una adeguata trattazione:
Alfonso di Sanza d’Alena scrive: “Noto tuttavia, almeno da quanto leggo nell'articolo a firma del Conte delle Pastene, che il fenomeno delle certificazioni nobiliari era alquanto diffuso, mentre io pensavo fosse limitato a poche, anzi pochissime richieste.”
Capasso Torre non ha mai scritto qualcosa di simile, ma di contro Alfonso di Sanza d’Alena è stato da me informato (io posseggo questo archivio che è di proprietà dell’Associazione dei possessori di certificazioni… associazione voluta e costituita da Vicente de Cadenas) che esistono solo 3 certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma rilasciate ad italiani. Questo vuol dire che pur davanti all’evidenza, egli non vuole credere alla verità rappresentata dall’unica persona in Italia in grado di dire quante siano queste certificazioni.
Alfonso di Sanza d’Alena poi scrive:”Mi lascia perplesso anche quell'insistente "bussare alla seconda parte del Libro d'oro"; soprattutto mi solleva un annoso quesito che vi ripropongo.
Considerato che negli articoli precedentemente citati, si diceva che alcuni ordini cavallereschi spagnoli, es. Calatrava ecc., non accettavano questo tipo di certificazioni (di nobiltà) rilasciate dai Re d'Armi di Spagna, mentre mi sembra (almeno così mi è stato detto), ma vi prego di correggermi se ciò che affermo è sbagliato, che l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo, accetta (o forse accettava solo in precedenza) come prove utili ai fini delle ammissioni nelle categorie dei cavalieri per le quali sono richieste prove di nobità, le certificaizioni di genealogia e nobiltà rilasciate dai Cronisti d'Arme spagnoli, la domanda che mi sono posta è la seguente: forse per "insistente bussare" il Conte delle Pastene intendeva un probabile modo di procedere per ottenere di essere pubblicati sul Libro d'Oro?
In caso affermativo vi chiedo se la procedura avrebbe potuto risolversi nel seguente schema:
1) presentazione di documentazione, debitamente autenticata dai competenti organi italiani (ma anche una semplice traduzione giurata presentata al Tribunale italiano rappresenta una valida autenticazione, indipendentemente dal contenuto del documento) comprovante la genealogia e nobiltà della propia famiglia al Re d'Armi che la certificava, come certificatione de genealogia e nobleza;
2) presentazione della certificazione così ottenuta unitamente alla richiesta di essere ammessi ad una delle categorie che richiedono prove di nobiltà, all'Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo (sempre se ciò che mi è stato riferito corrisponde alla realtà);
3) nell'eventualità di aver ottenuto anche l'accolgimento a queste categorie dell'Ordine, presentazione di richiesta d'inserimento nella seconda parte del Libro d'Oro (cosa che dovrebbe seguire automaticamente). Forse l'articolo si riferiva a questa ipotetica procedura ?
In teoria questa procedura avrebbe potuto consentire l'inserimento nel Libro d'Oro, nella parte appositamente dedicata ad accogliere le famiglie che sono state accettate nelle categorie di cavalieri dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio che richiedono prove di nobiltà?
Resta inteso che l'ipotetica procedura da me esposta avrebbe qualche probabilità di essere realistica solo a condizione che quanto mi è stato detto circa la validità delle certificazioni di nobiltà per l'ammissione alle categorie nobiliari del Costiantiniano, ramo spagnolo, fossero esatte.
Cordialmente
A.d.S.d'A.
Anche se queste affermazioni sono poste in forma dubbiosa, hanno chiaramente lo scopo di screditare e gettare ombra sulla persona del Cronista de Armas del Regno di Spagna, che secondo quanto è scritto provvedeva a rilasciare una certificazione di nobiltà utile ad essere ricevuto nell’Ordine Costantiniano di San Giorgio (che de Cadenas sino al 1992 controllava completamente), ed infine offrire il pretesto al Libro d’oro di inserire la famiglia così nobilitata.
La verità invece è la seguente:
1) esistono solo 3 certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma rilasciate da Vicente de Cadenas a cittadini italiani (il costo di una certificazione di genealogia, nobiltà ed arma ai tempi dell’ultima rilasciata nel 1985 era di Euro 600,00);
2) l’ammissione nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sino al 1992 era di Euro 25,00 a cui si dovevano aggiungere Euro 25,00 per il costo del diploma; non esisteva quota annuale.
3) l’iscrizione nel Libro d’oro della nobiltà italiana è completamente gratuita e per quanto sono a conoscenza nessuno ha pagato un solo euro per essere inserito.
Nelle pesanti insinuazioni pur poste in forma dubitativa citando sempre persone che le avrebbero suggerite si cerca costantemente di screditare la memoria di Vicente de Cadenas y Vicent, che secondo quanto si lascia sottintendere svolgeva un “commercio” di certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma,
Ora mi chiedo:
perché vengono poste queste domande sul forum del CGCNI che non aveva contatti con il Cronista de Armas dal 1990 anno ultimo in cui furono organizzate le settimane della gioventù a Madrid della CILANE?
Perché di Sanza d’Alena si rivolge a persone di quel forum quando potrebbe fare la richiesta direttamente al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che potrebbe risolvere i suoi dubbi?
Perché non si è rivolto direttamente al Collegio araldico per vedere se quanto riferitogli risponde al vero?
Perché si rivolge a persone di cui si cela anche l’identità in modo da non avere la certezza della loro specifica preparazione? E perchè non si rivolge direttamente al Ministero di Giustizia del Regno di Spagna per conoscere il pensiero sul valore delle certificazioni come è già stato fatto da molti?
Questo è un comportamento che perlomeno suscita forti perplessità circa l’obiettivo desiderio di conoscere la verità!
Lascio a voi tutti immaginarlo il vero motivo di questo comportamento, ma dovete sapere che Vicente de Cadeans y Vicent, questo uomo che fu unico e ritengo inimitabile, visse tutta la sua lunga vita senza prendere un solo centesimo di euro dall’Asociacion de Hidalgos per cui lavorò dal 1953 al 2005 e dico anche l’ultimo giorno della sua vita!
Era un uomo che se non lo fosse stato per nascita non poteva certo diventare ricco grazie alle certificazioni che emise (l’importo andava allo Stato, al disegnatore e al rilegatore), un uomo certo fortunato per i mezzi che aveva di famiglia, e parafrasando quanto Vittorio Emanuele di Savoia ha detto a Potenza, i pochi euro delle certificazioni erano “argent de poche” particolarmente per un uomo che amava gli orologi e nella sua collezione aveva 24 Patek Philip!!!
Ora invece sono a chiedere le risposte dovute:
1) chi ha fornito ad Alfonso di Sanza d’Alena questa informazione così priva di fondamento (lui afferma più volte che gli è stato detto quanto scrive)?
2) è anche una sua opinione personale?
3) in mancanza di adeguata risposta ad un onesto quesito sarò obbligato ad informare la vedova de Cadenas perché prenda i provvedimenti che riterrà giusto per tutelare la memoria del marito, e se Donna Julia in questo momento di dolore non se la sentisse di andare avanti, lo farà l’Associacione dei Possessori che fra i tanti scopi ha anche quello di tutelare la serietà delle certificazioni e difendere sempre la verità!
Pier Felice degli Uberti
Per prima cosa devo rilevare che Alfonso di Sanza d’Alena non ha capito l’argomento che veniva esposto nel post perché Enzo Capasso Torre stava trattando il fenomeno dei titoli italiani riconosciuti a sudditi spagnoli nelle passate riabilitazioni nel Regno di Spagna e non certo delle Certificazioni di nobiltà rilasciate dal Cronista de Armas. Ma le sue affermazioni benché siano prive del minimo fondamento possono rappresentare per chi le legge una offesa alla memoria del defunto Cronista de Armas del Regno di Spagna e pertanto meritano una adeguata trattazione:
Alfonso di Sanza d’Alena scrive: “Noto tuttavia, almeno da quanto leggo nell'articolo a firma del Conte delle Pastene, che il fenomeno delle certificazioni nobiliari era alquanto diffuso, mentre io pensavo fosse limitato a poche, anzi pochissime richieste.”
Capasso Torre non ha mai scritto qualcosa di simile, ma di contro Alfonso di Sanza d’Alena è stato da me informato (io posseggo questo archivio che è di proprietà dell’Associazione dei possessori di certificazioni… associazione voluta e costituita da Vicente de Cadenas) che esistono solo 3 certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma rilasciate ad italiani. Questo vuol dire che pur davanti all’evidenza, egli non vuole credere alla verità rappresentata dall’unica persona in Italia in grado di dire quante siano queste certificazioni.
Alfonso di Sanza d’Alena poi scrive:”Mi lascia perplesso anche quell'insistente "bussare alla seconda parte del Libro d'oro"; soprattutto mi solleva un annoso quesito che vi ripropongo.
Considerato che negli articoli precedentemente citati, si diceva che alcuni ordini cavallereschi spagnoli, es. Calatrava ecc., non accettavano questo tipo di certificazioni (di nobiltà) rilasciate dai Re d'Armi di Spagna, mentre mi sembra (almeno così mi è stato detto), ma vi prego di correggermi se ciò che affermo è sbagliato, che l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo, accetta (o forse accettava solo in precedenza) come prove utili ai fini delle ammissioni nelle categorie dei cavalieri per le quali sono richieste prove di nobità, le certificaizioni di genealogia e nobiltà rilasciate dai Cronisti d'Arme spagnoli, la domanda che mi sono posta è la seguente: forse per "insistente bussare" il Conte delle Pastene intendeva un probabile modo di procedere per ottenere di essere pubblicati sul Libro d'Oro?
In caso affermativo vi chiedo se la procedura avrebbe potuto risolversi nel seguente schema:
1) presentazione di documentazione, debitamente autenticata dai competenti organi italiani (ma anche una semplice traduzione giurata presentata al Tribunale italiano rappresenta una valida autenticazione, indipendentemente dal contenuto del documento) comprovante la genealogia e nobiltà della propia famiglia al Re d'Armi che la certificava, come certificatione de genealogia e nobleza;
2) presentazione della certificazione così ottenuta unitamente alla richiesta di essere ammessi ad una delle categorie che richiedono prove di nobiltà, all'Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo (sempre se ciò che mi è stato riferito corrisponde alla realtà);
3) nell'eventualità di aver ottenuto anche l'accolgimento a queste categorie dell'Ordine, presentazione di richiesta d'inserimento nella seconda parte del Libro d'Oro (cosa che dovrebbe seguire automaticamente). Forse l'articolo si riferiva a questa ipotetica procedura ?
In teoria questa procedura avrebbe potuto consentire l'inserimento nel Libro d'Oro, nella parte appositamente dedicata ad accogliere le famiglie che sono state accettate nelle categorie di cavalieri dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio che richiedono prove di nobiltà?
Resta inteso che l'ipotetica procedura da me esposta avrebbe qualche probabilità di essere realistica solo a condizione che quanto mi è stato detto circa la validità delle certificazioni di nobiltà per l'ammissione alle categorie nobiliari del Costiantiniano, ramo spagnolo, fossero esatte.
Cordialmente
A.d.S.d'A.
Anche se queste affermazioni sono poste in forma dubbiosa, hanno chiaramente lo scopo di screditare e gettare ombra sulla persona del Cronista de Armas del Regno di Spagna, che secondo quanto è scritto provvedeva a rilasciare una certificazione di nobiltà utile ad essere ricevuto nell’Ordine Costantiniano di San Giorgio (che de Cadenas sino al 1992 controllava completamente), ed infine offrire il pretesto al Libro d’oro di inserire la famiglia così nobilitata.
La verità invece è la seguente:
1) esistono solo 3 certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma rilasciate da Vicente de Cadenas a cittadini italiani (il costo di una certificazione di genealogia, nobiltà ed arma ai tempi dell’ultima rilasciata nel 1985 era di Euro 600,00);
2) l’ammissione nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio sino al 1992 era di Euro 25,00 a cui si dovevano aggiungere Euro 25,00 per il costo del diploma; non esisteva quota annuale.
3) l’iscrizione nel Libro d’oro della nobiltà italiana è completamente gratuita e per quanto sono a conoscenza nessuno ha pagato un solo euro per essere inserito.
Nelle pesanti insinuazioni pur poste in forma dubitativa citando sempre persone che le avrebbero suggerite si cerca costantemente di screditare la memoria di Vicente de Cadenas y Vicent, che secondo quanto si lascia sottintendere svolgeva un “commercio” di certificazioni di genealogia, nobiltà ed arma,
Ora mi chiedo:
perché vengono poste queste domande sul forum del CGCNI che non aveva contatti con il Cronista de Armas dal 1990 anno ultimo in cui furono organizzate le settimane della gioventù a Madrid della CILANE?
Perché di Sanza d’Alena si rivolge a persone di quel forum quando potrebbe fare la richiesta direttamente al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che potrebbe risolvere i suoi dubbi?
Perché non si è rivolto direttamente al Collegio araldico per vedere se quanto riferitogli risponde al vero?
Perché si rivolge a persone di cui si cela anche l’identità in modo da non avere la certezza della loro specifica preparazione? E perchè non si rivolge direttamente al Ministero di Giustizia del Regno di Spagna per conoscere il pensiero sul valore delle certificazioni come è già stato fatto da molti?
Questo è un comportamento che perlomeno suscita forti perplessità circa l’obiettivo desiderio di conoscere la verità!
Lascio a voi tutti immaginarlo il vero motivo di questo comportamento, ma dovete sapere che Vicente de Cadeans y Vicent, questo uomo che fu unico e ritengo inimitabile, visse tutta la sua lunga vita senza prendere un solo centesimo di euro dall’Asociacion de Hidalgos per cui lavorò dal 1953 al 2005 e dico anche l’ultimo giorno della sua vita!
Era un uomo che se non lo fosse stato per nascita non poteva certo diventare ricco grazie alle certificazioni che emise (l’importo andava allo Stato, al disegnatore e al rilegatore), un uomo certo fortunato per i mezzi che aveva di famiglia, e parafrasando quanto Vittorio Emanuele di Savoia ha detto a Potenza, i pochi euro delle certificazioni erano “argent de poche” particolarmente per un uomo che amava gli orologi e nella sua collezione aveva 24 Patek Philip!!!
Ora invece sono a chiedere le risposte dovute:
1) chi ha fornito ad Alfonso di Sanza d’Alena questa informazione così priva di fondamento (lui afferma più volte che gli è stato detto quanto scrive)?
2) è anche una sua opinione personale?
3) in mancanza di adeguata risposta ad un onesto quesito sarò obbligato ad informare la vedova de Cadenas perché prenda i provvedimenti che riterrà giusto per tutelare la memoria del marito, e se Donna Julia in questo momento di dolore non se la sentisse di andare avanti, lo farà l’Associacione dei Possessori che fra i tanti scopi ha anche quello di tutelare la serietà delle certificazioni e difendere sempre la verità!
Pier Felice degli Uberti