Nobilta': gli homines e il dominus

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Nobilta': gli homines e il dominus

Messaggioda pierluigic » giovedì 3 settembre 2026, 8:56

Il ripristino e la comprensione dei veri avvenimenti storici e' una necessita' per chi cerca di costruire il futuro.

Sappiamo purtroppo che la genealogia e la ricerca familiare ( che sono un tutt'uno ) sono state caricate nei secoli passati ( ma purtroppo anche oggi ) di una quantita' incredibile di favole
Diversi sul forum , parlano di nobilta' seguendo queste favole. Una nobilta' sempre intesa in modo generico e vago ma implicante anche contenuti morali ( quasi mai con documenti , quasi mai con dati storici )

Il termine nobile ricorre sempre nella storia, difficile e' capire chi possa dirsi nobile e se questo riconoscimento possa estendersi ai discendenti e fino a quando
Il termine nobile contiene significati e cose diverse a seconda del luogo a seconda del tempo

Sono oramai almeno 50 anni almeno che gli storici per l'Italia del centro nord si restringono a parlare di "ceto dirigente" o di "ceto dominante"
rimandando al "ceto nobiliare" la dove e quando s'instaurano le monarchie assolute con una nobilta' riconosciuta e regolamentata che non lasciava dubbi su chi era nobile e chi si diceva nobile o chi si lasciava definire nobile
Questo includendo chi esercitava un controllo signorile su un territorio, Storicamente notabile
Pur vero e' che spesso gli storici continuano ad indulgere fuori luogo nell'uso del termine nobilta' anche poi chiarendo si debba intendere ceto dirigente

Un'altra favola e' l'origine "straniera" di questo "ceto dirigente" che emerge dal buio documentale dei secoli anteriori allo VIII e IX

Pure e' una favola quella della "mitica cavalleria" concetto ( manipolato dalla religione con intenti morali ) che e' addirittura giunto nel linguaggio sino a noi nel termine di "esser cavaliere" mostrando gentilezza e rispetto
Molto piu' crudo e' Jean Claude Maire Vigueur nel suo "Cavalieri e cittadini" che parla di cultura dell'odio anche per il cavaliere

propongo adesso due letture su una situazione che avevo gia' notato nella lettura de "Le novelle della nonna" di Emma Perodi
l'attaccamento verso i conti Guidi nel Casentino, che spinge ad interrogarsi sul vero rapporto tra homines e dominus al margine dei contadi cittadini

un vecchio lavoro :
Essere conti. Immagini dell’aristocrazia italica tra prestigio e potere (secoli X - XI)
di Andrea Bedina
https://riviste.unimi.it/index.php/SSMD ... /9800/9255

............Va detto subito: l’immagine del comes che qui si intende ricercare e comprendere
non è un’immagine ‘costruita’, quale ci può essere più facilmente offerta da
leggende agiografiche o da scritti encomiastico-apologetici di casata. Inutili
quindi, in questa sede, sia riflessioni sulla santità ‘aristocratica’, sia concernenti
la nascente ideologia cavalleresca o la solidarietà tra milites, sia — e su questo si
ritornerà — semplicemente riguardo ai meri rapporti tra dominus e personale
dipendente di ambito servile.........

.............Più modernamente potremmo dire che gli esponenti dell’aristocrazia curavano la propria ‘immagine pubblica



Il secondo saggio : Il cavallo di Gabriotto
di Andrea Gamberini
https://riviste.unimi.it/index.php/SSMD ... 2990/12209

......a fronte di questo quadro , ben si comprende allora come la principale preoccupazione dei signori fosse quella di stabilizzare i propri uomini , di consolidarne la dipendenza (pg 14)............

.........tocchiamo qui un punto piu' volte sollevato dalla storiografia sulle formazioni signorili alla fine del medioevo, ovvero la protezione non solo militare ma anche fiscale assicurata dal dominus (pg 15) ...l'imposizione di una tassazione vantaggiosa e concorrenziale (in termini economici ) rispetto a quella urbana , pena la disaffezione degli homines......

in rilievo il problema di Gabriotto dei Canossa che deve mediare le sue richieste nel timore di perdere i suoi sottoposti a favore del Comune di Reggio o di dominus piu' tolleranti
Tenere viva la benevolenza dei sottoposti evitando richieste fiscali troppo pesanti
che assomiglia molto al padrone di una fabbrica che cerca un compromesso coi suoi operai che minacciano di andare a lavorare per la concorrenza



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